Articoli filtrati per data: Maggio 2016 - Associazione Trastevere ROMA

Roma, ragazza semicarbonizzata. L’ex la brucia viva poi va al lavoro: “Sono un mostro. Ora in carcere ho paura”

 

 

Questo ex DEVE essere condannato all’ ergastolo , rinchiuso in una cella e buttare la chiave . Nessuna perizia psicologica può salvarlo da una pena estrema .

Il nostro giudizio deriva dall’ accaduto di questo terribile femminicidio . Proviamo sgomento solo a leggere le fasi del delitto , certamente premeditato , così come poi avvenuto, avendo portato del materiale infiammabile . Non voleva solo ucciderla  e cancellarla dal mondo  ma anche ridurre il suo corpo in cenere per cancellarla anche  dagli affetti.

Associazione Trastevere Rione XIII

 

 Roma, ragazza semicarbonizzata. L’ex la brucia viva poi va al lavoro: “Sono un mostro. Ora in carcere ho paura”

Cronaca Nera

"Faccio il vigilantes al palazzo della Regione ho fatto il turno di notte. Verso le 2 sono uscito per andare con una prostituta", aveva detto Paduano agli inquirenti. Poi ha confessato. Negli ultimi sette giorni non aveva contattato la ragazza, ma dalla fine della storia l'aveva minacciata via sms. Il capo della Mobile: "In 25 anni mai visto un delitto così atroce"

di F. Q. | 31 maggio 2016

 “E’ stato un momento. Ora ho paura”. Vincenzo Paduano, vigilantes 27enne che ha confessato di avere bruciato viva l’ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, parla così a chi ha avuto modo di incontrarlo nel carcere romano di Regina Coeli. E’ sorvegliato a vista 24 ore su 24, rinchiuso in una cella singola, in attesa dell’interrogatorio di mercoledì 1° giugno per la convalida del fermo. La procura chiederà il giudizio immediato. Nello stesso giorno sarà comincerà l’autopsia sul corpo della studentessa presso l’istituto di medicina legale La Sapienza. Gli accertamenti sono stati affidati ad un pool costituito da un medico legale, un radiologo ed un tossicologo. Sara, 22 anni, è stata trovata morta all’alba di domenica in via della Magliana, in periferia, sfigurata dalle fiamme appiccate da Paduano, ossessionato dalla fine della loro relazione. Nei sette giorni prima dell’omicidio, il 27enne si era come eclissato, per poi ricomparire la notte dell’omicidio. Dopo la fine della storia, Sara ha continuato ad avere contatti soprattutto via smscon il suo ex. Da lui arrivavano sms di minacce ma la studentessa non aveva confidato a nessuno il tono vessatorio dei messaggi ricevuti.

Paduano, la notte di sabato, l’ha aspettata sotto casa del nuovo ragazzo, ha speronato la sua auto mentre viaggiava, l’ha cosparsa di alcol e le ha dato fuoco. Per poi tornare al lavoro, come se nulla fosse accaduto. “Allora è vero, sono proprio un mostro”, ha detto agli inquirenti dopo diverse ore di interrogatorio. “Sì, l’ho uccisa io. Un po’ di tempo fa ci eravamo lasciati, ma io non sopportavo che fosse finita. Lei stava con un altro”, ha detto agli agenti che lo hanno fermato con l’accusa di omicidio volontario premeditato aggravato dallo stalking. “In 25 anni di lavoro non avevo mai visto un delitto così atroce”, ha commentato il capo della Squadra Mobile, Luigi Silipo.

Quella di Sara, ha spiegato il sostituto procuratore, è stata una morte che si poteva evitare se solo qualche passante l’avesse aiutata. La notte di sabato sono state almeno due macchine a vederla, ma nessuna si è fermata. I conducenti, rintracciati e ascoltati, si sono giustificati dicendo che non avevano capito cosa stesse accadendo e che avevano avuto paura. Il primo, come riporta il Corriere, è un meccanico diciottenne, mentre il secondo è un ventenne della zona. “Sì, la ragazza bionda agitava le braccia, forse chiedeva aiuto – ha detto – ma poteva essere qualsiasi cosa”. L’udienza di convalida, con interrogatorio di garanzia dell’indagato, dovrebbe tenersi l’1 o il 3 giugno. In attesa dell’interrogatorio di garanzia la procura ha disposto l’autopsia di Sara, la cui madre stamane è stata a palazzo di Giustizia incontrando il pm senza accettare di incontrare i giornalisti.

L’ex nei video delle telecamere di sorveglianza -Paduano è stato incastrato dai video di due telecamere di sorveglianza situate vicino al luogo dell’omicidio, su via della Magliana, all’altezza dello svincolo per il Gra, che hanno ripreso sul posto la sua auto. Arrivati a casa dell’uomo gli inquirenti hanno visto sul veicolo i segni dello speronamento con cui l’uomo aveva costretto la giovane a fermarsi, segni che l’auto non presentava poche ore prima. Il tracciato del Gps della sua Hyundai 20 che ripercorre le stesse strade fatte da Sara e il traffico del suo telefonino che rimane vuoto dalle 2.50 alle 4.40, poi, hanno confermato i sospetti degli inquirenti. A quel punto l’uomo è stato preso e interrogato. Inizialmente ha negato tutto. “Faccio il vigilantes al palazzo della Regione – aveva detto in una prima versione, riportata dal Corriere della Sera – ho fatto il turno di notte. Verso le 2 sono uscito per andare con una prostituta”. Poi ha ammesso di averla uccisa.

 “Volevo solo spaventarla” – Secondo quanto ammesso durante l’interrogatorio, quella sera era in servizio di portierato in zona, ma ha lasciato il lavoro e ha aspettato Sara sotto casa del suo nuovo ragazzo, un ex compagno di scuola che frequentava da pochissimo. Prima che la ragazza risalisse in macchina per tornare a casa, si è allontanato precedendola nel tragitto che avrebbe fatto. Poi, quando è arrivata su via della Magliana, si è fatto superare e l’ha affiancata, stringendola a bordo strada per costringerla a fermarsi. “Abbiamo cominciato a litigare – ha detto il ragazzo – e io ho tirato fuori una bottiglietta di alcol che avevo portato. L’ho spruzzato nell’auto, anche addosso a Sara. Ma volevo solo spaventarla“. Sara, terrorizzata, è scesa dalla macchina ed è scappata chiedendo disperatamente aiuto agli automobilisti che passavano, ma nessuno si è fermato. Così il suo assassino l’ha inseguita e le ha dato fuoco. “Quando è scappata ho deciso di rincorrerla. Eravamo vicinissimi. Poi non so bene che cosa è successo. Mi sono acceso una sigaretta e lei ha preso fuoco”. Ma sarà l’autopsia a dire se l’abbia immobilizzata e strangolata o solo tenuta ferma mentre le dava fuoco. Poi è tornato al lavoro, proprio dove è stato prelevato dagli agenti della mobile che lo hanno condotto in questura.

 

Sara preoccupata dalla gelosia dell’ex – Nel suo ultimo giorno di vita, poche ore prima di morire, Sara aveva accettato di vedere il suo ex, forse proprio per un incontro chiarificatore dopo averlo definitivamente lasciato circa 20 giorni fa. Sabato sera Vincenzo è stato quasi due ore a casa sua e i due hanno avuto una discussione. Ma testimonianze raccolte dagli inquirenti raccontano che lei negli ultimi tempi era preoccupata, perché durante una recente lite Vincenzo l’avrebbe afferrata per le braccia. A quanto accertato, non era la prima volta che il 27enne la seguiva e anche durante la loro relazione si era mostrato molto geloso e possessivo. Alcuni mesi fa, hanno raccontato alcune amiche della vittima, al culmine di una lite,Paduano ebbe un atteggiamento violento con Sara, all’epoca ancora sua fidanzata: la giovane rimase molto turbata dallo scatto d’ira e dalla violenza dimostrata da Paduano, ma decise di non sporgere denuncia, anche per non creare problemi all’uomo di cui si fidava.

Pubblicato in Giornale di Trastevere

REALE ACCADEMIA DI SPAGNA : evento dei martedì critici

 

Riceviamo l’invito e lo pubblichiamo per i lettori che volessero partecipare

Associazione Trastevere Rione XIII

 

 

 

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Reale Accademia di Spagna

Tempietto del Bramante
Piazza San Pietro in Montorio, 3, Roma - Trastevere

 

ALESSANDRO PIANGIAMORE

 

 

 

a cura di Alberto Dambruoso e Helga Marsala

 

 

 

 

                            31 maggio 2016, ore 19.30


TEMPIETTO DEL BRAMANTE

al Gianicolo

  

 

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

 

 

 

 

Martedì 31 maggio avrà luogo il nono appuntamento della stagione primaverile dei «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall'«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al settimo anno di attività.

 

La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell'arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Roma, in diverse sedi, alternandosi tra il Museo MACRO di via Nizza, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - La Farnesina e il Tempietto del Bramante sul Gianicolo, sede dell'Accademia di Spagna.

 

Ad affiancare Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi: Lorenzo Canova, Claudio Crescentini, Sara De Chiara, Marco Di Capua, Guglielmo Gigliotti, Helga Marsala.

 

Ospite del nono appuntamento, martedì 31 maggio, realizzato in collaborazione con l’Accademia di Spagna, sarà  Alessandro Piangiamore (Enna, 1976).

 

 

La pratica artistica di Alessandro Piangiamore, sebbene si sviluppi attraverso una molteplicità di approcci che prevedono l’impiego di media e materiali differenti, è contraddistinta da una ricerca volta a conferire un’espressione plastica a ciò che per natura è effimero o informe, come l’acqua raccolta nella cavità di una valva di conchiglia incastonata in una superficie di cemento in Una conchiglia vuota gocciola su un pavimento di cemento (2011). L’incontro di elementi naturali e organici, come conchiglie e petali di fiori, con materiali industriali come il cemento, crea una tensione data dal loro contrasto, un contrasto che alimenta gran parte della produzione di Piangiamore in cui leggerezza e gravità, esterno e interno, pieno e vuoto, mutevolezza e persistenza convivono. Nella serie Primavera Piangiamore (2014) alcuni contenitori di cristallo racchiudono le fragranze create dall’artista mescolando profumi raccolti nel tempo e ordinati secondo un personale principio di classificazione, basato sulle loro diverse gradazioni di colore. I contenitori, caratterizzati da forme sinuose e irregolari, sono stati realizzati da maestri vetrai, invitati ad ispirarsi nel plasmare la materia allo stesso profumo che le insolite ampolle sono destinate a contenere. Tutto il vento che c'è è un progetto cominciato nel 2008 e sviluppato a partire da un’indagine sui principali venti che soffiano nelle diverse aree geografiche del pianeta e le loro possibili rappresentazioni. Alcune sculture in terra sono state esposte all’azione del vento che ne ha levigato i contorni ed eroso le forme, ottenendo un risultato imprevedibile e concreto ma dotato di un risvolto immateriale, poiché parte della loro materia costitutiva è stata dispersa dal vento stesso. Oltre alle sculture, i venti sono ritratti in un gruppo di incisioni che raffigurano paesaggi naturali e urbani in cui è visibile l’azione dei venti, che a loro volta incidono sul territorio che colpiscono.

La recente serie di lavori intitolata La cera di Roma consiste in lastre di cera di grandi dimensioni, ottenute dalla fusione di residui di candele recuperati nelle chiese di Roma o nelle abitazioni degli amici dell’artista. Materiale di scarto proveniente da contesti diversi ritrova così una nuova unità che dà vita a una rappresentazione astratta, simbolica e casuale della città.

 

Tra le principali mostre personali di Alessandro Piangiamore, ricordiamo: L’osso è sacro, Angelo Mai, Roma, 2005; Sfidando la verità con la gravità, Paolo Bonzano Gallery, Roma, 2006; Luogo comune, (con Stanislao di Giugno), Galleria Tiziana Di Caro, Salerno, 2008; Quando il fuori di adesso era dentro e il dentro era fuori, Fondazione Brodbeck, Catania, in collaborazione con Palazzo Riso, Palermo, 2010; Tutto il vento che c’è, GAMeC, Bergamo, 2011; Testimone di fatti ordinari, MAGAZZINO, Roma, 2011; Tutto il vento che c’è, Galleria Civica Giovanni Segantini, Arco (Rovereto), in collaborazione con Museo dell’Alto Garda, MART (Rovereto), 2013; Primavera Piangiamore, Palais de Tokyo, Parigi, 2014; Attorno ad una conchiglia vuota, Istituto Italiano di Cultura, Parigi, 2015.

Tra le recenti collettive, ricordiamo: Triennale di Torino T2- 50 lune di Saturno, Castello di Rivoli, Rivoli, 2008; The sky into a room, Galleria Comunale d’Arte Monfalcone, 2009;Mutinity seemed a probability, Fondazione Giuliani, Roma, 2010; La scultura italiana del XXI secolo, Fondazione Pomodoro, Milano, 2010; ECC, Galleria Nazionale di Cosenza, 2011; When In Rome, a cura di L. Lo Pinto e V. Mannucci, Istituto Italiano di Cultura, Los Angeles, 2011; Smeared with the Gold of the Opulent Sun, Fondazione NOMAS, Roma, 2012; Re-Generation, MACRO, Roma, 2012; Il fascino discreto dell’oggetto, GNAM, Roma, 2013; Meteorite in giardino, Fondazione Merz, Torino, 2014;M I L K R E V O L U T I O N, American Academy in Rome, 2015; èdra- Tutta l’Italia è silenziosa, Real Academia Española e Istituto Polacco, Roma,  2015. Nel 2015, Piangiamore si è aggiudicato il XVI Premio Cairo con La XXI cera di Roma.

 

 

INFO PUBBLICO

Ingresso libero fino ad esaurimento posti


Reale Accademia di Spagna

Tempietto del Bramante
Piazza San Pietro in Montorio, 3, Roma


 


ORGANIZZAZIONE
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDI CRITICI

Pubblicato in Giornale di Trastevere

Bonus 80 euro, “lo Stato me l’ha chiesto indietro perché guadagno poco”. Un beneficiario su 8 costretto a restituirlo

 

Economia

La storia di Eugenia: per un anno ha avuto i soldi in più in busta paga, poi le hanno imposto di rimborsarli. Tutto in una volta. Allo sgravio ha diritto infatti chi ha un reddito tra gli 8mila e i 26mila euro all'anno. Chi è andato al di sotto o al di sopra deve ridare la somma all'Agenzia delle Entrate. Nel 2015 è successo 1,4 milioni di italiani: di questi, 341mila avevano percepito meno di 7.500 euro in un anno

di Stefano De Agostini su Affari Italiani

 Bonus 80 euro, “lo Stato me l’ha chiesto indietro perché guadagno poco”. Un beneficiario su 8 costretto a restituirlo

“E’ così che lo Stato italiano aiuta le persone che guadagnano poco? Regalando loro soldi quando riescono a lavorare e poipretendendoli indietro perché alla fine dell’anno non hanno guadagnato abbastanza? Dando oltretutto per scontato che ne abbiano la disponibilità?”. Eugenia Pages, 31 anni, è cuoca. Nel 2015 si è vista riconoscere il bonus da 80 euro, salvo poi scoprire, quasi un anno dopo, che non ne aveva diritto. Perché il suo reddito è stato troppo basso. E così deve restituire la somma all’Agenzia delle Entrate. Ma se il bonus è stato erogato un poco alla volta in busta paga, 80 euro al mese appunto, ora la ragazza si trova costretta a restituire tutto in un’unica soluzione.Centinaia di euro in una botta sola. E non è certo l’unica. Nel 2015 si sono contati 1,4 milioni di italiani obbligati a rinunciare al bonus, praticamente uno ogni otto beneficiaridello sgravio. Di questi 341mila avevano un reddito sotto i 7.500 euro all’anno. Un sacrificio, ma soprattutto una beffa.

 “Trovo tutto questoridicolo e vergognoso. Io in qualche modo la sfango, ma chi non lavora tutto inverno e deve pagare sull’unghia, come fa?”. La scorsa estate Pages ha lavorato per tre mesi in un ristorante diChiavari, in provincia di Genova, e per due mesi ha percepito l’indennità di disoccupazione. Nei tre mesi di lavoro, la cuoca ha portato a casa poco più di 4mila euro. Il datore ha chiesto l’erogazione del bonus anche se non le spettava e di conseguenza anche l’Inps le ha concesso il beneficio sul sussidio di disoccupazione. “Poi a maggio mi ha chiamato la commercialista – prosegue la signora – E mi ha detto che l’Agenzia delle Entrate mi chiedeva di restituire il bonus”.

“Punita per non aver trovato un lavoro in regola” – Nel730 precompilato che si è trovata di fronte compare la scritta: “In sede di dichiarazione è stato recuperato il bonus Irpef non spettante erogato dal datore di lavoro per un importo pari a 410 euro”. Insomma, la cuoca ora deve restituire in un colpo solo un decimo di quanto ha guadagnato a lavoro l’anno scorso. “Quindi cosa dovrò fare quest’estate, quando finalmente lavorerò di nuovo perché inizia la breve stagione turistica? – si chiede Eugenia – Tenere da parte 80 euro al mese perché l’anno prossimo mi saranno richiesti indietro? Cioè, sarò punita come quest’anno perché non sono stata in grado di trovare un altro lavoro decente, regolare, pagato a norma e non in nero o con i voucher?”.

“Operazione di portata storica”. Ma non a prova di errore 

“Un’operazione che definirei di portata storica. I destinatari del nostro intervento non sono solo i ceti meno abbienti, ma anche un po’ di ceto medio”. 

Il premier Matteo Renzi, il 12 marzo 2014, ha presentato così in conferenza stampa l’idea del bonus da 80 euro

Ma paradossalmente tra i “meno abbienti” che l’intervento intendeva sostenere c’è anche chi ora si ritrova a subire un danno proprio a causa di quel credito Irpef.

Il beneficio, infatti, spetta a quanti hanno un reddito compreso tra gli 8mila – la soglia di incapienza, sotto cui non si pagano le tasse – e i 26mila euro.

La richiesta la presentano i datori di lavoro, che devono “determinare la spettanza del credito e il relativo importo sulla base dei dati reddituali a loro disposizione”, come dice la stessa Agenzia delle Entrate.

Ma può capitare che le imprese commettano un errore o che “i dati reddituali a loro disposizione” siano insufficienti per un calcolo preciso.

E così il bonus è arrivato anche ai lavoratori sotto la soglia degli 8mila euro di reddito o sopra il limite dei 26mila euro.

Pubblicato in Giornale di Trastevere

Approvato Piano triennale delle assunzioni del personale capitolino

 

Campidoglio

 

 

Il Commissario Straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, ha approvato la pianificazione triennale 2016-2018 delle assunzioni del personale capitolino.

Elaborato nel rispetto dei limiti delle facoltà occupazionali e delle risorse finanziarie disponibili, il piano prevede nel 2016 complessivamente 972 assunzioni effettuate attingendo dalle graduatorie dei concorsi pubblici banditi negli scorsi anni. 

 

L’operazione  – la più significativa per il numero di assunzioni dal 2009 – permetterà all’Amministrazione di far fronte da un lato alle esigenze di potenziamento del personale in settori strategici, dall’altro di dare riscontro alle aspettative dei vincitori delle procedure concorsuali.

 

Più di un terzo delle assunzioni complessive sarà destinato al settore educativo-scolastico, tramite l’assegnazione di 360 nuove educatrici e maestre a scuole e nidi. La scelta di privilegiare tale ambito conferma l’impegno dell’Amministrazione di garantire la corretta e tempestiva calendarizzazione scolastica e pone le basi per una razionale pianificazione dei  futuri piani assunzionali dell’Ente.

 

Al contempo, è emersa la necessità di acquisire nuove risorse e competenze che potenziassero anche i settori più tecnici, in un processo di indispensabile ricambio e rinnovamento. Solo nel settore ingegneristico, ad esempio, saranno ben 51 le nuove assunzioni.

 

 

Il Commissario Straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, ha approvato la pianificazione triennale 2016-2018 delle assunzioni del personale capitolino.

Elaborato nel rispetto dei limiti delle facoltà occupazionali e delle risorse finanziarie disponibili, il piano prevede nel 2016 complessivamente 972 assunzioni effettuate attingendo dalle graduatorie dei concorsi pubblici banditi negli scorsi anni. 

 

L’operazione  – la più significativa per il numero di assunzioni dal 2009 – permetterà all’Amministrazione di far fronte da un lato alle esigenze di potenziamento del personale in settori strategici, dall’altro di dare riscontro alle aspettative dei vincitori delle procedure concorsuali.

 

Più di un terzo delle assunzioni complessive sarà destinato al settore educativo-scolastico, tramite l’assegnazione di 360 nuove educatrici e maestre a scuole e nidi. La scelta di privilegiare tale ambito conferma l’impegno dell’Amministrazione di garantire la corretta e tempestiva calendarizzazione scolastica e pone le basi per una razionale pianificazione dei  futuri piani assunzionali dell’Ente.

 

Al contempo, è emersa la necessità di acquisire nuove risorse e competenze che potenziassero anche i settori più tecnici, in un processo di indispensabile ricambio e rinnovamento. Solo nel settore ingegneristico, ad esempio, saranno ben 51 le nuove assunzioni.

Pubblicato in Giornale di Trastevere
Domenica, 29 Maggio 2016 08:19

SCIOPERO AMA LUNEDI’ 30 MAGGIO

SCIOPERO AMA LUNEDI’ 30 MAGGIO

 

Dopo pochi giorni dal nuovo Contratto tra il servizio AMA e Roma Capitale firmato dal Commissario  Straordinario Tronca il Sindacato Unitario ha deciso uno sciopero per  lunedì 30 maggio .

Nulla cambia nella vita dei romani ma confidiamo nel nuovo Sindaco affinché risolva in tempi brevi i problemi per un decoro della città almeno accettabile uno dei primi problemi che i cittadini chiedono.

Associazione Trastevere Rione Trastevere Rione XIII

 

 

Igiene ambientale, il 30 maggio sciopero nazionale

 

 

 

Logo Ama

 

 

 

Le Organizzazioni Sindacali nazionali del settore pubblico di igiene ambientale hanno indetto uno sciopero per l’intera giornata di lunedì 30 maggio, al quale hanno aderito anche le Segreterie delle Organizzazioni Sindacali FP-CGIL, FIT-CISL, UIL-TRASPORTI e FIADEL del comparto di Igiene Ambientale. 

 

Per i dipendenti Ama, l’astensione è prevista per l’intero turno di lavoro e inizierà con il primo turno di lunedì 30 maggio per concludersi, tenuto conto dell’organizzazione dei servizi aziendali, intorno alle ore 4.30 della mattina di martedì 31 maggio.

 

In base a quanto prescritto dalla legge 146/90 e dai relativi accordi sottoscritti con i Sindacati, Ama SpA ha attivato le procedure tese ad assicurare durante lo sciopero i servizi minimi essenziali e le prestazioni indispensabili: pronto intervento a ciclo continuo; incenerimento rifiuti ospedalieri; raccolta pile, farmaci e siringhe abbandonate; pulizia mercati; raccolta rifiuti prodotti da Case di Cura, Ospedali, Caserme, Comunità recupero tossicodipendenti, ecc. Assicurata anche la pulizia – compreso lo svuotamento dei cestini – di alcune aree di interesse turistico-artistico e museale del Centro Storico.

Per interventi di emergenza, sarà attiva 24 ore su 24 la Centrale Operativa: tel. 0651693339, 0651693340, 0651693341.

 

E’ interessato dallo sciopero, con le stesse modalità, anche il settore funerario, limitatamente ai lavoratori a cui si applica il CCNL Federambiente. Anche in questo caso saranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali.

 

A causa della mobilitazione, infine, potrebbero verificarsi disagi agli sportelli destinati alle pratiche della Tariffa dei rifiuti: sportello di via Capo d’Africa 23/B, via G. Amenduni snc a Ostia e via Mosca 9.

 

 

 

Roma Capitale-Ama S.p.a., approvato il Contratto di Servizio 2016-2018

 

Il Commissario Straordinario con i Poteri della Giunta Capitolina, Paolo Francesco Tronca, ha adottato con deliberazione n.77 del 12 maggio 2016 il Contratto di Servizio tra Roma Capitale ed Ama S.p.a. per la gestione dei rifiuti urbani e i servizi di igiene urbana, valevole dal 1° aprile 2016 al 31 dicembre 2018. 

 

Il contratto disciplina i rapporti tra Roma Capitale ed AMA SpA in merito alle modalità di erogazione dei servizi istituzionali riconducibili alla gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati agli urbani i cui costi sono computati annualmente  nel Piano Finanziario e coperti dalla tassa rifiuti (TaRi).

 

La gestione è realizzata attraverso diverse modalità di intercettazione, compresa quella di spazzamento, delle differenti frazioni di rifiuti urbani e assimilati prodotti dalla città e la loro valorizzazione. 

Data la complessità e peculiarità del servizio a Roma, il Contratto è strutturato in un’ottica di decentramento che riconosce il Municipio quale ambito territoriale di riferimento. Il perseguimento degli obiettivi deve pertanto realizzarsi attraverso l’assunzione di tale ambito territoriale nonché attraverso la pianificazione industriale dei servizi e la loro profonda informatizzazione.

 

 

Un adeguato sistema di valutazione, monitoraggio e controllo delle prestazioni rese, in grado di consentire la verifica del rispetto degli obiettivi contrattuali, nonché l’analisi delle eventuali problematiche inerenti l’interpretazione e l’esecuzione del Contratto, verrà concordato tra Roma Capitale ed Ama S.p.a. Resta ferma la facoltà dell’Amministrazione Capitolina di effettuare controlli in qualsiasi momento, e con le modalità che riterrà opportune, al fine di verificare la conformità del servizio fornito alle prescrizioni di legge e alle condizioni contrattuali.

Pubblicato in Giornale di Trastevere

Italia fuori dalla Nato. Perché nessuno ne parla?

 

Italia Repubblica Sovrana ? Ma de che ? direbbe qualcuno.

Abbiamo aderito all’ Unione Europea ( come fondatori ) e adesso ci ritroviamo sottomessi alla Comunità Europea e in particolare alla Germania in campo economico .

Abbiamo aderito precedentemente alla Nato e adesso ci ritroviamo sottomessi ai comandi degli Stati Uniti specialmente in campo bellico ( di pace ? ) .

Se l’articolo che segue riporta i dati di spesa esatti quanto potremmo fare per i nostri connazionali per uscire dalla crisi economica ?

Associazione Trastevere Rione XIII

 

di Gianluca Ferrara Saggista e direttore editoriale di Dissensi Edizioni

sul il Giornale Quotidiano

 

Italia fuori dalla Nato. Perché nessuno ne parla?

 

Nel 1949 a Washington fu firmato il Patto Atlantico cioè il trattato istitutivo della Nato. Oggi fanno parte della Nato 28 Stati. Come è noto il patto fu stipulato dai Paesi che con tale alleanza volevano creare un fronte anti Urss. Le guerre della Nato, dal giorno della sua costituzione, sono state diverse anche se sovente definite con un imbroglio semantico, “missioni di pace”. Come se la pace si costruisse con i carri armati invece che con il dialogo e la non violenza.

Gli attacchi della Nato, negli ultimi 20 anni, sono stati 7. In ordine cronologico si è cominciato nel 1991 con la prima guerra del Golfo, l’anno successivo in Somalia, nel 1995 in Bosnia, nel 1999 in Serbia, nel 2001 in Afghanistan, due anni dopo una nuova guerra all’Iraq e poi nel 2011 l’aggressione alla Libia di Gheddafi. Uno dei più noti conflitti è quello contro la Serbia di Milosevic, un uomo prima considerato “il collante” in grado di poter tenere unita la Jugoslavia, poi quando non più funzionale, declassato a “macellaio”. Un cambio d’opinione simile a quello poi toccato a Saddam Hussein, a Bin Laden e a Gheddafi.

I bombardamenti umanitari della Nato nella Jugoslaviadurarono 78 giorni consecutivi e causarono la distruzione di 82 ponti, 13 aeroporti, 20 stazioni ferroviarie e 121 fabbriche. Complessivamente, alla Serbia furono causate danni per 100 miliardi di dollari, oltre all’uccisione di almeno 500 civili e a migliaia di feriti.  A 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale e a quasi 30 dalla caduta del muro di Berlino, ha ancora senso la Nato? Un’associazione di Paesi eterodiretti dagli Usa. Perché l’Italia deve ancora essere un deposito di armi straniere? Cosa giustifica la colonizzazione militare del nostro Paese con la presenza delle 115 basi Usa sul nostro territorio.

Per quanto ancora dobbiamo essere una polveriera di un paese, gli Usa, distante migliaia di chilometri? La riconoscenza per averci aiutato a liberare dai nazi fascisti presuppone una perdita di sovranità a tempo indeterminato? Non è un paradossale passaggio di consegne da un secondino ad un altro? Ciò che davvero far riflettere è che, tranne marginali istanze, nessuno pone in discussione questo status quo, lo si dà scontato e sembra persino vietato metterlo in discussione.

Non si conosce il numero preciso degli ordigni atomicipresenti in Italia, forse 40 a Ghedi e 50 ad Aviano di sicuro è un quantitativo sufficiente a far saltare in aria lo stivale decine di volte. Ma chi ha i codici di questi ordigni atomici? Sono sicuri? Ammesso che delle bombe con una tale carica distruttivapossano ritenersi sicure.

E’ inquietante che l’insostenibile stile di vita statunitense voglia essere imposto a tutti fino a voler uniformare l’intero pianeta. Il Ttip è solo l’ultimo tassello del puzzle ideologico neoliberista, frutto di un disegno di colonizzazione economico culturale azionato dalle corporation e veicolato dai mass media a partire dagli anni ’80. Una colonizzazione che ai Paesi più recalcitranti è stata imposta con una politica estera basata su aggressioni armate che secondo Andre Vltchek, dopo il secondo conflitto mondiale, hanno causato tra i 50 e i 55 milioni di vittime.

L’Italia spende per la sola guerra in Afghanistan, circa25 milioni di euro al mese. Secondo l’Istituto Internazionale diStoccolma la nostra adesione alla Nato è quantificabile in 72 milioni di euro al giorno. Con questa somma quanti malati potrebbero essere curati, strade riparate, scolari istruiti, persone in difficoltà aiutate e pannelli solari montati? Invece sono gettati via per guerre imperialiste che seminano morte e sofferenza e di conseguenza ci pongono a rischio attentati.

I soldi spesi per aderire a questa mega industria bellica che è la Nato (si pensi agli F-35) potrebbero far risorgere tanti settori della nostra defunta economia. Inoltre si rispetterebbe l’art. 11 della Costituzione e si acquisirebbe indipendenza in politica estera dando un segnale di pace ai tanti popoli che hanno subito le aggressioni della Nato. Siamo un Paese senza alcun tipo di sovranità. Una colonia dell’impero statunitense un po’ come lo era la Palestina ai tempi dell’antica Roma. Anche noi dobbiamo attendere che crolli l’impero di cui siamo asserviti o troveremo la forza per liberarci?

 

 

Pubblicato in Giornale di Trastevere
Venerdì, 27 Maggio 2016 10:21

NOI DONNE : ALCUNI ARTICOLI DEL SETTIMANALE

NOI DONNE : ALCUNI ARTICOLI DEL SETTIMANALE

 

Riceviamo e pubblichiamo alcuni articoli dell’ ultimo numero  del gionale

Associazione Trastevere Rione XIII

 

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PRIMA PAGINA DONNA 13 (16 -21 maggio 2016)

La giovane Austriaca che in vacanza in Italia sembra essersi suicidata dopo aver ucciso anche il suo bimbo. .In Nigeria viene ritrovata con il suo bambino la prima delle ex studentesse rapite da Boko Haram due anni fa le difficoltà di Hillary,...

inserito da Paola Ortensi


PRIMA PAGINA DONNA 13 (16 -21 maggio 2016)

Passa il tempo, oramai qualche annetto e molte settimane, da quando mi sperimento a spigolare fra le notizie, a protagonismo femminile; e continuo a interrogarmi se sia più interessante fare “un elenco” per quanto ragionato e con aggettivi plurimi, degli avvenimenti, tanti, che si evidenziano in ogni campo della società e in ogni paese del mondo, o se soffermarmi su pochi fatti cercando di approfondirli. Ed è così che forse incapace di prendere una decisione, di volta in volta cerco di individuare un percorso. Questa settimana scelgo di riflettere su pochi fatti che mi sembrano fonte di considerazioni stimolanti e aggiungerne pochi altri che non mi piace di saltare.  Domenica 22 abbiamo imparato che una giovane donna austriaca sembra si sia suicidata dopo avere ucciso il suo bimbo. Erano in Italia in un campeggio sul lago di Bolsena, dove impariamo che la sua mamma, nonna del bimbo, aveva voluto accompagnarla in un viaggio della speranza dall’Austria, per aiutarla a uscire da una depressione di cui non conosciamo le cause. Ma non importano le cause, quello che sappiamo basta per provare un'angoscia profonda a fronte della disperazione di una giovanissima donna madre che si uccide portando con se il suo piccolo, rifiutando quella vita che le è sembrata troppo terribile per lei e per il piccolo e che sicuramente per arrivare a tal punto non ha cercato o trovato l’aiuto che avrà cercato. L’avvenimento mi ha colpito in modo forte, forse perché, nonostante vi siano altri tristi precedenti, avvenuto solo pochi giorni prima, concretamente in prima pagina, come in uno specchio, ho osservato in foto Alina, la prima giovane studentessa nigeriana di 19 anni rapita due anni fa insieme a più di 200 compagne da Boko Haram e ritrovata perché, pare, riuscita a fuggire con il suo bambino, sicuramente frutto di una violenza, che nella foto è fra le sue braccia con la normalità di una mamma che vede il suo futuro unito a quel piccolo figlio, ora salvo, che è, dopo tanta paura, speriamo al sicuro. Mamme giovanissime, con figli minuscoli, con destini così drammatici, di cui leggiamo senza saperne molto di più, senza potere aiutare e senza neanche riuscire a farcene una ragione e a comprendere davvero quel che si potrebbe fare per evitare tanto dolore, che pur nella enorme diversità coinvolgono giovani donne intrappolate in avvenimenti più grandi di loro e divise tra orrore e amore ; ma le cui storie ci chiamano a non sottrarci al capire che fare e fare quando se ne presenta l’opportunità.
Lascio tante altre notizie. E dopo un accenno quasi doveroso, avendola seguita fino ad ora, alle difficoltà, inaspettate che sta incontrando il percorso verso la nomination del Partito Democratico di Hillary Clinton, secondo i sondaggi con un gradimento degli americani che potrebbe vedere il Repubblicano Tramp superarla. Accenno rapidamente a Emma Bonino in rapporto alla morte di Marco Pannella. Lei che per anni con lui ha costruita la storia e rappresentata l’identità stessa del Partito Radicale e che negli ultimi anni con lui aveva avuto un rapporto difficile; a Piazza Navona nel corso dell’ultimo saluto ha visto, con gli applausi della piazza, riconoscere il suo ruolo accanto a Marco Pannella e nel Partito. Poi, fedele al suo stile, con pochissime parole ha stigmatizzato come ipocriti alcuni omaggi sperticati al leader, arrivati, forse, oltre il tempo limite. E mentre la Bonino, onora Pannella, la Ministra Maria Elena Boschi fa uno scivolone, dicendo che i “veri partigiani voteranno si” al Referendum sulla riforma costituzionale lasciando aperte tutte le interpretazioni possibil  , dati gli anni che ci separano dalla guerra pochi sono i partigiani ancora vivi mentre tanti anche giovani hanno scelto definirsi tali per far rivivere un modo di resistere quotidianamente e concretamente e opporsi a ciò che si ritiene un occupazione della democrazia). Si scatena, allora, una volta in più un dibattito politico snervante, che si dedica in modo esasperato e per me esasperante sul metodo più che sul merito del tema in questione per il referendum. Intanto, a Londra ai campionati europei Federica Pellegrini, andando diritta al risultato, vince la quarta medaglia d’oro nei duecento stile libero, facendo un regalo non solo a se stessa ma, diciamolo, a tutto il paese Italia.



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Nuova Etica Pubblica, numero di maggio

Il nuovo numero di Nuova Etica Pubblica su Legalità e contrasto alla corruzione, rapporto tra Stato e territorio

inserito da Daniela Carlà

È dedicato in buona parte all’intreccio tra legalità e contrasto alla corruzione nella Pubblica Amministrazione oltre che al rapporto tra Stato e territorio l’ultimo numero di Nuova Etica Pubblica, rivista di eticaPA. Tantissimi gli interventi e le testimonianze, a partire da quella di Valeria Fedeli, Vice Presidente del Senato, che ragiona con noi sulle riforme istituzionali, sull’impatto del Titolo V della Costituzione, oltre che sui compiti del nuovo Senato.... Il Paese sta vivendo, per alcuni, una stagione di profonde riforme; per altri soffre per la carenza di misure innovative e radicali, e non sono adeguate o condivisibili le norme adottate. 
Vi è però, comunque, per gli uni e per gli altri, la consapevolezza della non rinviabilità delle scelte, dello spartiacque decisivo rappresentato da questa nostra epoca, gravida di potenzialità e di futuro ma anche intrisa di insidie, di rischi di arretramento nel non vedere garantite la pace e la democrazia, le conquiste e i valori che abbiamo curato poco, dandoli per acquisiti. Proprio ora che la democrazia dovrebbe esercitare forza attrattiva, svela invece la propria difficoltà, si autorappresenta come un laboratorio invece che come un modello… È una “democrazia senza” secondo una recente definizione che evoca efficacemente le apatie, i ribellismi e i populismi del presente. Soffrono la democrazia e le istituzioni, la politica, e non sempre è agevole orientarsi, e neppure cogliere e valorizzare i tanti accadimenti positivi e le tante opportunità…. Sull’intreccio tra la riforma della PA e i molteplici aspetti della nuova governance che si concentrano molti interventi che arricchiscono il numero di EticaPA. Un elenco incompleto segnala quello del prof.Giuliano Cazzola, del Sottosegretario Angelo Rughetti, del Presidente dell’INAIL, Massimo De Felice, di Giovanni Vetritto, di Dario Ciccarelli, di Anna Corossacz, di Guido Melis e di Antonella Anselmo. Grazia Labate e Fabrizio Battistelli approfondiscono il tema centrale dell’Etica e dell’anticorruzione nella sanità
Sonia Mecenate propone l’approfondimento di Bobbio e Roncarolosulla valutazione delle politiche pubbliche dal punto di vista dell’informazione.Oriano Giovanelli affronta il tema deulla “riforma delle amministrazioni pubbliche nell’era di twitter” mentre Massimo De Felice ricorda le proposte di De Finetti, degli anni 50 e 60, le indicazioni sulla struttura dei processi decisionali, sull’organizzazione centralizzata di dati, sull’utilizzo dell’informatica nei processi amministrativi e persino sulla gestione dei rapporti con le “ditte fornitrici”. 
Non mancano testimonianze di esperienze vive, come quella di Rosalba Marafioti, portavoce del Gruppo residenti di Casale S. Nicola per l’accoglienza dei profughi e richiedenti asilo, che con altri abitanti del quartiere - noto invece per l’opposizione violenta ai profughi - ha cercato di proporre forme di solidarietà e di agevolare l’accoglienza, collaborando con le amministrazioni pubbliche e coadiuvandole. 
Sul fronte delle recensioni abbiamo la presentazione di Leonella Cappelli di Alessandro Sterpa che descrive efficacemente le oscillazioni del “federalismo all’Italiana”, mentre Gianfranco Rebora parla del libro di Nicoletta Stame “Valutazione pluralista”….
La lettura di genere della situazione nella PA ci ha accompagnato sino ad ora, e ci pare un aspetto irrinunciabile di un impegno più vasto per la democrazia paritaria. La democrazia paritaria non è un “pezzetto”, ma lo snodo essenziale per una concezione plurale, accogliente, funzionante della democrazia. 
L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria - che ha coinvolto più di 60 associazioni con l’obiettivo di ottenere una rappresentanza tendenzialmente paritaria di donne e uomini nelle assemblee elettive e negli esecutivi e l’adozione di norme di garanzia per l’eguaglianza di genere, e favorire la promozione delle donne nella vita economica, politica e sociale - ha ottenuto risultati che si sarebbero ritenuti impensabili, a prescindere da ciò che si pensi dell’insieme delle leggi elettorali e dalle valutazioni sulle soluzioni legislative adottate. Ora il 70° anniversario del diritto di voto alle donne costituisce l’occasione per fare il punto,valutare i risultati, attivare le norme e porsi obiettivi ulteriori, nella P.A. e nel Paese. Crediamo molto anche nei meccanismi di Pari Opportunità (vedi e-book nel sito di NOIDONNE sul tema). La riflessione può e deve proseguire, nella scia della ricchezza dell’elaborazione e anche con gratitudine verso chi vi ha contribuito, sorprendentemente, anticipando i tempi. Abbiamo voluto ripubblicare il testo di Paola Gaiotti su “i percorsi di costruzione dell’identità di genere”, di piacevole e utile lettura. Da sottolineare la recensione che Antonella Crescenzi propone del bellissimo libro di Francesca Izzo 'Le avventure della libertà. Dall'antica Grecia al secolo delle donne" (ed Carocci). Francesca sviluppa la sua lunga e attuale riflessione sulla libertà e sugli attuali dispiegamenti di essa, sull’evoluzione della libertà, sulla inadeguatezza della politica, paradossalmente schiacciata sul presente nell’era della espansione della libertà. L’obiettivo esplicito di Francesca Izzo è di proporre per la libertà della donna la collocazione che merita nella storia dell’umanità. Ci interessa e ci appassiona, come ci riguardano in generale gli sviluppi delle libertà e dell’etica pubblica e il nesso con la vita delle istituzioni. In definitiva , il quesito di Francesca è come trattare la differenza, come rifuggire dalle logiche e dalle pratiche, comode ma semplicistiche, della subordinazione e della assimilazione. Aggiungo: la libertà dei moderni nasce dall’affrancamento dalla religione e dalla morale, dalla dicotomia tra pubblico e privato. La libertà dei contemporanei e delle contemporanee credo si collochi e si possa dispiegare in una nuova e differente ricomposizione con l’etica laica. L’etica pubblica ne è il luogo e il terreno per l’esercizio. 

Vogliamo concludere questo numero con l’affettuoso ricordo di Maria Rita Saulle a 5 anni dalla scomparsa, attraverso le parole di Manuela Coluzzi che l’ha conosciuta bene e alla quale è stata legata da profonda amicizia. Ricordiamo Maria Rita per l’impegno grande sui nostri temi, per la straordinaria attività scientifica, la tensione etica mai celata, l’interesse per l’evoluzione e all’attuazione della norma anche nel ruolo di giudice della Corte, la modernità degli interessi, la solidità nel pensiero. Maria Rita Saulle si è occupata di diritti umani dei disabili, dei diritti umani delle donne, di immigrazione, di relazioni internazionali. Un grazie riconoscente, dunque, a Maria Rita, alla profondità e alla chiarezza delle posizioni, alla sobrietà dei modi con i quali ci ha insegnato che il rispetto dei diritti comincia dalla gentilezza e dalla buona educazione.


 

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SEAO Rise. Ritorno alla cultura femminile

Il nuovo progetto della Scuola Elementale di Arte Ostetrica alla riscoperta del nostro valore e dei nostri valori. E' il progetto SEAO Rise

Francesca Rugi e Anna Maria Rossetti


SEAO Rise

La Scuola Elementale di Arte Ostetrica (SEAO) nasce nel 1996 su un progetto diVerena Schmid, ostetrica e formatrice in Italia e all’estero, ed è da oltre vent’anni un punto di riferimento per l’aggiornamento e la formazione post universitaria dedicata a operatori e operatrici della nascita La SEAO, oltre ad essere casa editrice di letteratura specialistica e di settore, è uno dei centri internazionali propulsori della cultura della buona nascita, per una assistenza ai processi riproduttivi femminili che sia più vicina ai bisogni delle donne, dei bambini e delle famiglie.
In questa collaudata realtà culturale nasce il progetto SEAO Rise, con cui la SEAO vuole dare un segnale importante di presenza nella società civile, estendendo i propri principi e promuovendo la cultura del femminile oltre i confini dell’assistenza alla donna.
La SEAO ha sempre considerato la salute biologica della donna non scindibile dalla sua salute sociale, dalla tutela dei diritti, dalla conoscenza dei propri specifici strumenti. Con questa precisa visione il tema della nascita è sempre stato affrontato: mettendo la donna al centro e puntando sulle sue risorse. Risorse immense, doni utilizzabili in ogni momento del ciclo di vita della donna. La consapevolezza del sapere biologico del corpo è fondamentale per la salute fisica-psichica-emotiva-sociale delle donne ed è essenziale per un reale e concreto recupero della profonda cultura del femminile. 
C'è stata un'epoca lontanissima, di cui abbiamo perso la memoria, in cui la vita delle comunità era determinata dal tempo del corpo delle donne. Quando ancora la luce della luna regolava i cicli ovulatori, le donne mestruavano insieme, e insieme si ritiravano nelle tende rosse, allontanandosi dalla comunità. Non perché considerate impure, come più tardi è accaduto in molte culture, bensì perché rispettate nel bisogno di riposo, cura, condivisione con le sorelle di sangue. 
In questi tempi remoti il corpo delle donne era considerato sacro perché capace di generare, ma anche perché capace di nutrire i piccoli e di sanguinare ogni mese rinnovandosi e ritrovando nuove forze invece che morire. 
Dalla semplice osservazione del proprio corpo e delle sue capacità, le nostre antenate crescevano affidandosi ad esso e lasciandosi guidare dalle sue competenze. In un tempo in cui non era ancora stata operata l'innaturale e dannosa opera di scissione, le donne vivevano utilizzando l'intero funzionante sistema corpo-spirito-emozioni-rete femminile. Sistema che richiede di essere integro per far sì che le donne restino in salute e possano esprimere pienamente le loro potenzialità.

 

Scuola Elementale di Arte Ostetrica (SEAO)

Non è casuale che il corpo delle donne sia stato il centro della repressione della cultura patriarcale. Su di esso si è accanita e continua ad accanirsi la coercizione fisica, morale, culturale. Perché allontanare le donne dalle risorse del loro corpo significava mutilarle delle loro capacità e limitarle.
La consapevolezza della necessità di riappropriarsi della relazione profonda con il corpo e con i reali strumenti del femminile si sta facendo strada in molte donne, che sono in cammino su questo percorso e che nuovamente abitano questo spazio culturale, sociale e biologico. Lo fanno in modi diversi: riportando in vita loro specifica e antica cultura, riscoprendo la rete della sorellanza, ripensando una nuova dialettica per combattere la cultura dello stupro, reclamando i diritti del lavoro, lottando per i diritti umani lungo il percorso della maternità. 
Si stanno così riappropriando del proprio corpo e delle sue risorse, del suo sapere e del suo valore. 
Si riappropriano della loro spiritualità.
Si riappropriano del loro diritto ad essere ascoltate, tutelate, sostenute.
Cuore di questo movimento è il sostegno ad un cambiamento culturale che riguarda tutti, uomini e donne, in un’ottica umanista volta a riconoscere le diversità di genere per unire la società anziché dividerla.
In questa ottica nasce il progetto Seao Rise, nuovo settore della Scuola Elementale di Arte Ostetrica dedicato a tutte le donne, nato dal desiderio di promuovere la cultura femminile e sostenerla in tutte le sue forme: partendo dalla conoscenza profonda dei passaggi biologici (menarca, sessualità, mestruazioni, maternità, menopausa), del ruolo bio-sociale delle donne, fino al tema dei diritti umani e di genere.
Seao Rise sostiene, promuove e diffonde la cultura del femminile; offre terreno, nutrimento, spazio di incontro e confronto:
cura la rete di solidarietà del femminile e le sue connessioni
sostiene e dà voce ai diritti delle donne
promuove la salute della donna che è inscindibile dalle sue risorse emotive e biologiche
organizza incontri e seminari sui temi centrali nella vita delle donne.
Il neonato progetto SEAO Rise è stato presentato il 12 marzo 2016 all'Open Day della SEAO e in tale occasione sono state illustrate le sue prime azioni:
- il seminario “Happy Yoni. Viaggio nei doni della sessualità, della ciclicità, della libido: alla scoperta del piacere di essere donne” che si terrà sabato 21 maggio 2016 presso la sede della SEAO a Firenze. Sarà condotto da Anna Maria Rossetti, ostetrica esperta di cicli femminili,Francesca Rugi, storica dell'arte e vedrà la partecipazione di Bottega della Luna. La una giornata sarà rivolta a tutte le donne e, partendo dal concetto di yoni -“termine che viene dall'ambiente religioso indiano e dal sanscrito che indica l'organo genitale femminile nella sua interezza, nella sua essenza fisica e spirituale” (Elena Skoko) - verrà affrontato in modo inedito il tema dei doni della sessualità.
- la collaborazione con il nuovo progetto di Bottega della Luna, realtà storicamente impegnata nella diffusione della salute del femminile, che ha creato “Liberadì”, portale di informazione per le donne. 
- il ciclo di incontri “Parole di donne”, che si svolgeranno presso la sede della Scuola a Firenze (aprile/maggio 2016), attività condotta dalla Dott.ssaPatrizia Niddomi, psicologa esperta di comunicazione dei gruppi, e volta a stimolare il confronto su temi comuni e a riattivare la connessione fra le donne quale risorsa.
L'intento di Seao Rise, non si ferma alle attività del presente. Nutrendo la cultura di genere intende operare attivamente sulle modificazioni del tessuto sociale, tracciare un futuro. Creare una dialettica fra donne e una dialettica di madri per le figlie per favorire una sana trasmissione di conoscenze e un sano ribaltamento culturale dei tabù che crea le basi per una società consapevole, dove il sapere del femminile non è più un segreto. Radicare un terreno comunicativo che sia strumento di riferimento per i genitori. 
L'obiettivo è quindi anche a lungo termine, la riappropriazione della cultura del femminile parte dalle donne di oggi e attraverso di loro arriva alle donne di domani, che stanno crescendo e che cresceranno con una percezione nuovamente integra del femminile.
(Informazioni e iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 055/576266)



 

Monica Priore: Diabete, 'la 104 va aggiornata'

“La legge che regola invalidità civile ed handicap, va aggiornata, soprattutto alla luce dei progressi culturali compiuti nel tempo nell'approccio alla malattia..."

inserito da Redazione 

“La legge 104 del '92, che regola invalidità civile ed handicap, va aggiornata, soprattutto alla luce dei progressi culturali compiuti nel tempo nell'approccio alla malattia. Va fatto soprattutto a tutela dei minori, che rischiano di essere discriminati. Percependosi essi stessi 'mancanti' di qualcosa. Un pericolo che si sta correndo col diabete”. 
Il monito arriva dalla nuotatrice brindisina Monica Priore, affetta da Diabete Mellito di tipo1, (videointervista) cosiddetto ‘infantile’, insulino dipendente e nota alla cronaca nazionale per aver vinto oltre 40 medaglie nei circuiti Master e per tre imprese individuali: traversata dello Stretto di Messina (2007), di parte del Golfo di Napoli (2010), dell'Italia in 22 tappe col tour Volando sulle Onde della Vita nel 2015 (lancio). Nonché autrice del libro autobiografico Il mio mare ha l'acqua dolce (Mondadori, 2014). 
Da anni la Priore è impegnata in prima linea per “contrastare l'ignoranza che ruota attorno a una patologia tanto importante” - in Italia ci sono circa 3.800.000 diabetici, il cui 5% è affetto dal tipo I - e per supportare le famiglie e i piccoli che ne sono affetti. “Io sono l'esempio che con determinazione si può convivere con una grave patologia e sentirsi realizzati”. 
Per questo Priore prende posizione sulla 104, argomento oggi caldo tra associazioni che si occupano di diabete. Vi è infatti chi vede nel riconoscimento della 'disabilità' un beneficio - con riferimento alle indennità di accompagnamento di cui godono i genitori, “che certamente vanno aiutati nella gestione non semplice della vita dei figli”, rimarca la nuotatrice - e chi ne fa una questione 'morale', rilevando i danni in termini psicologici del concetto di 'disabilità'. 
“Un bimbo diabetico, oggi, non è lo stesso del 1992 - puntualizza Priore. Ha vulnerabilità, è costretto a privazioni, ma ha comunque potenzialità che vanno valorizzate. Non vive una condizione di svantaggio permanente, come prevede la legge. Questa definizione può comprometterne la crescita, l'auto stima, condiziona la capacità relazionale coi coetanei - osserva -. Io sto dalla parte dei genitori, che devono essere aiutati con tutti gli strumenti messi a disposizione dalla 104, ma sto anche dalla parte dei ragazzini, che già devono accettare la malattia, vivono disagi e non vanno penalizzati oltre con 'parole' che pesano come macigni”. D'altra parte, “io da anni mi batto per dimostrare che abbiamo abilità. Certo, dobbiamo metterci più impegno, convinzione, motivazione, prudenza. Ma anche noi - la chiosa - raggiungiamo risultati. E possiamo essere dei campioni, di sport e di vita”.



 

 

La responsabilità è relazione

Da Aristotele a Jean Tronto, passando per Hannah Arendt, l’etica della cura come pratica sociale. E l’autonomia morale femminista “relazionale”

 

Francesca Brezzi

Maternità surrogata, gravidanze a sessant’anni, step child adoption, aborto clandestino e relative multe (!!!! anche di questo si è parlato). Tanti sono i messaggi dai media, il cui filo comune è la chiamata in causa del corpo della donna; tuttavia mi voglio soffermare su un concetto che sostiene gli altri in questa intricata matassa, la responsabilità. Non unicamente una riflessione su una nozione antica, forse desueta, ma anche mie risonanze emotive per pensare insieme. 
Responsabilità, termine che arricchisce sfere e contesti diversi, con Aristotele, si potrebbe dichiarare “responsabilità si dice in molti modi”: nel Novecento e in questi nostri tempi l’espressione ha assunto una posizione centrale, pur nelle sue infinite metamorfosi, e per la sua presenza nell’ambito giuridico, politico e filosofico-morale. Se nel livello giuridico, responsabilità si collega a imputabilità, in quello politico esprime il rispondere, il rendere conto, collegato strettamente (più interessante ed urgente per noi) con il livello etico, in cui il pensiero delle donne ha espresso incalzanti novità o un pensare diverso. Il punto di partenza è il drammatico: chi sono io? quali le caratteristiche dell’individuo moderno, in un contesto di caduta dell’universalismo? Le filosofe a cui mi richiamo (Arendt, Heller, Weil, ma altre - e altri - si potrebbero ricordare) hanno risposto con il disegno del soggetto storico, contingente e limitato, frutto del caso, la creatura di cui Heller dice che agisce senza stampelle o che è avvolta in una busta senza indirizzo.
Il soggetto-persona (uomo e donna), tuttavia libero, autore di decisioni quindi responsabile, non già a-patico, egocentrico, insulare e disimpegnato ma vincolato e riconoscente: riconoscimento della dipendenza, valorizzazione dell’asimmetria. Agente relazionale, reciprocus, autonomo che opera in una sfera pubblica come zona in cui s’intrecciano, diritti, passioni e interessi sociali. Mi piace ricordare come il pensiero femminile abbandoni la strada delle etiche metafisiche o religiose (Jonas e Lévinas) per incamminarsi sul sentiero della responsabilità quale cura del mondo comune, per dirla con Arendt o cura politica secondo Jean Tronto. Tralasciando sullo sfondo il dibattito nato dal testo di Carol Gilligan, A different Voice, Tronto definisce la cura come pratica sociale, o cura democratica, che comporta la “riduzione delle asimmetrie” nelle relazioni stesse di cura. La cura quindi non confinata solo nel privato dei legami personali, ma quale dimensione morale e politica del rapporto individui-stato, da cui si disegna la ricontestualizzazione della politica in termini pluralistici e democratici. Non solo, ma la responsabilità risponde alle pressioni dell’individualismo esasperato e rompe l’isolamento, consente di ritrovare un sentimento di appartenenza, un impegno con l’altro in quanto segno significativo dell’identità dell’Io. 
Il soggetto morale femminile - lontano da un'etica dei diritti e delle norme, privilegiata dalla riflessione maschile - pronuncia nuove parole e disegna inedite prassi: libertà (di costruirsi come persona, sfuggendo dai ruoli prefissati o funzioni rigide umanamente ingiuste, libertà dell'interscambio dei ruoli). Responsabilità, che sostanzia un’autonomia morale femminista “relazionale”, differente quindi dalla proposta kantiana, ma anche dall’utilitarismo: non si nasce e vive da soli, né si è mai stati tali. 
Disegnare una libertà e responsabilità femminile, comporta una ridefinizione dei problemi legati alla sessualità e alla procreazione, colti come momenti di scelta autonoma - relazionale, contestuale - e non sotto il segno della necessità. 
Etica della responsabilità per le donne impegnate in difficili scelte procreative è l'altra faccia di un'etica fondata solo sulla libertà. Si abbandona, infatti, la grammatica dei diritti (diritto della donna e diritto del feto), poiché non si tratta di diritti di due individui indipendenti, ma di una relazione tra due entità inscindibili che vivono la stessa vita, che a loro volta sono legate da una rete di relazioni con altri esseri (padre, altri figli, progetto di vita, etc.). 
Etica della responsabilità essenziale anche in ambito politico, seguendo ancora Aristotele (chapeau!) secondo il quale - come è noto - l’etica è scienza politica, e a sua volta la politica è luogo della responsabilità.
Responsabilità, paradossi e problematicità, un‘ultima tessitura dei termini: la relazione tra i soggetti è improntata al riconoscimento di ciascuno/a come soggetto nella reciprocità e nella responsabilità.

Pubblicato in Giornale di Trastevere

Cinema San Cosimato. Film gratis dal 1 giugno

 

Serata con Roberto Benigni il 10 giugno

 

 

Torna il cinema a cielo aperto a San Cosimato. Al via dal 1 giugno al 1 agosto, la terza edizione del 'Festival Trastevere Rione del Cinema', che si svolge da tre anni a piazza San Cosimato e prevede 60 serate di proiezioni ad ingresso gratuito. Presentato il programma, che prevede anche una serata con Roberto Benigni il 10 giugno.

Con il sostegno della Regione Lazio e della Siae, il contributo della Bnl e il patrocinio dell'Autorita' garante per l'infanzia e l'adolescenza,  ad organizzare la kermesse cinematografica sono stati i 'Ragazzi del Cinema America', la cui esperienza ha impedito la demolizione della sala di Trastevere. Il percorso di mobilitazione ha ottenuto la tutela di 'Bene d'interesse culturale' da parte del Ministero dei beni culturali. L'esperienza dei ragazzi, sgomberata dal Cinema America si e'poi costituita in associazione culturale non a scopo di lucro. L'associazione ha inoltre vinto il bando per la gestione della Sala Troisi di via Induno, cinema attualmente chiuso che verra' riattivato nei prossimi mesi.

Pubblicato in Giornale di Trastevere

 Sesso senza preservativo per contagiarle con l'Hiv: 43 le vittime

Per 10 anni ha nascosto alle sue partner di essere sieropositivo: accusato di epidemia colposa

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"Epidemia colposa". Questa l'accusa di cui dovrà rispondere Valentino T., il trentaduenne sieropositivo già agli arresti dallo scorso mese di novembre con l'accusa di lesioni aggravate per aver continuato a pretendere e ottenere rapporti sessuali non protetti pur essendo consapevole della sua condizione, contagiando decine di donne, è stato raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Gli episodi contestati al giovane dal Gip Francesco Patrone sono ora complessivamente 43, numero che comprende i casi di contagio diretti, quelli indiretti e quelli relativi ad alcune donne che pur avendo avuto rapporti con lui non hanno contratto il virus. Valentino ha avuto tra l'altro anche rapporti sessuali non protetti con una donna incinta, che fortunatamente non ha riportato conseguenze. In un'altra circostanza, invece, a contrarre il virus durante il parto è stato il figlio di una donna straniera che, anni prima, era rimasta contagiata da Valentino T.

Il periodo di tempo preso in considerazione per i reati commessi dall'indagato va dalla primavera del 2006 ai giorni precedenti al suo primo arresto nel novembre scorso.

 

 

Pubblicato in Giornale di Trastevere
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