ACCADEMIA DI SPAGNA : SOL PICÓ INSEGUENDO UN SOGNO

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ACCADEMIA DI SPAGNA

piazza San Pietro in Montorio 3

Roma - Trastevere ( Gianicolo ) 

                                            sabato 17 febbraio 2018

                                                     ore 18,00

                                 

                                     SOL PICÓ SEGUENDO UN SOGNO ©

Sol Picó ci propone una chiacchierata informale, come se ci parlasse dal divano di casa sua, a proposito dei vent’anni della sua carriera: paure, dubbi, fallimenti inconfessabili, sogni non realizzati… i gran dolori sono muti… Ci rivelerà come e quando arriva l’ispirazione e cosa succede se invece non arriva. Ci rinfrescherà la memoria attraverso suggestive immagini dei suoi inizi e ci spiegherà che cos’è per lei una vita dedicata anima e corpo alla danza: essere donna, madre e artista, un cocktail esplosivo che è difficile che non scoppi in mano. Sacrificio e divertimento accompagnata da una squadra eccezionale per vent’anni, che l’ha portata a viaggiare in più di trenta paesi e a sperimentare l’accoglienza della sua danza mediterranea a Pechino, Kinshasa o Parigi. Lei parlerà e ci farà domande perché le interessa molto sapere cosa pensiamo noi, gli spettatori di questo mondo… Sei pronto?

SOL PICÓ Coreografa e ballerina residente a Barcellona, Sol Picó domina la danza classica, spagnola e contemporanea. Tre discipline che si possono percepire nel suo lavoro coreografico, inquadrate nell’espressione più contemporanea della danza. Fa i primi passi come professionista con la compagnia teatrale “La Cassola” di Alcoi e crea la sua prima compagnia nel 1988, Danza Robadura. Tra il 1990 e il 2003, durante i primi anni della sua traiettoria professionale, lavora come interprete e coreografa con compagnie e creatori come Rayo Malayo Danza, Los Rinos e La Fura dels Baus. Nel 1993 crea a Barcellona la Compañía Sol Picó che le permette di sviluppare il suo personalissimo marchio, presente sia nel suo linguaggio creativo e interpretativo che nel nome delle sue opere. Razona la vaca (1995), E.N.D. (Esto No Danza, 1998), D.V.A (Dudoso Valor Artístico, 1999), Bésame el cáctus (2001), La divadivina y el hombre bala, La mujer manca o Barbie-Superestar (2003), La prima de chita (2006), Sirena a la plancha (2008), El lago de las moscas (2009), Matar al bicho (2010), Petra, la mujer araña y el putón de la abeja Maya (2011), Memorias de una pulga (2012), One-hit wonders (2014), We Women (2015) o Dancing with frogs (2017) sono alcuni esempi e alcuni montaggi di questa creatrice. Tra il 2002 e il 2004 la Compañía Sol Picó è stata la compagnia residente di danza nel Teatro Nacional della Catalogna.

Formata nella danza classica e influenzata dal teatro alternativo è diventata una delle coreografe e ballerine più eterodosse della scena contemporanea. Nel 2003 porta in scena La mujer manca o Barbie-Superstar, uno spettacolo che indaga l’universo femminile. Nove interpreti femminili, sei ballerine e tre musiciste, costruiscono e decostruiscono il mondo femminile, la sua interezza e la sua fragilità. Con il pretesto di fare una revisione, di lanciare uno sguardo al passato, struttura questo spettacolo come un concerto rock and roll, pieno di umorismo e letture incrociate. In quest’opera tocca tematiche di genere a ritmo di rock, blues, flamenco, etc. e debutta, nel novembre del 2012, al Fringe Festival, festival internazionale di arti sceniche d’avanguardia di Pechino. La successiva produzione è Memorias de una pulga. Picó riflette sulla crisi e propone una fuga in avanti come reazione e speranza nei confronti della situazione sociale. Nel 2014 presenta One-hit wonders, uno spettacolo in solitaria dove ripercorre i vent’anni della sua carriera e sceglie i momenti migliori dei suoi spettacoli come Bésame el cactus, el solo que la catapultó; passaggi di La mujer manca o Barbie-Superestar (2003) concentrato sui cliché dell’universo femminile; Paella mixta (2004), azzardato avvicinamento al flamenco; Memorias de una pulga (2012), la sua risposta immaginativa alla crisi del mondo attuale, e D.V.A (2002), spettacolo di strada sull’erotismo. Le sue due ultime opere sono un dittico sui ruoli di genere: nel 2015 debutta con We Women, insieme a ballerine e coreografe di chiara fama di diversi continenti e nel 2017 Dancing with frogs, dove prende in esame, insieme a quattro ballerini, un attore e due musicisti, con un umore acido e incisivo, la violenza con cui colpisce a volte l’eccesso di mascolinità.

Nel febbraio del 2015, quando celebra il ventesimo anniversario della sua compagnia, riceve il premio Ciutat di Barcellona di Danza per aver condotto la sua carriera artistica “con rigore, allegria e qualità” e per il lavoro in gruppo e il suo coinvolgimento nella città e nel quartiere in collaborazione con altri artisti. È anche Premio Nazionale di Danza del 2016 per la sua creatività. Due riconoscimenti che fanno parte di un palmarès che include più di venti premi

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