Mazzi di rose, concerti a tema, mostre, spettacoli teatrali. Dalle Alpi alla Sicilia, l’8 maggio si celebra la Festa della Mamma. Ma secondo il rapporto pubblicato da Save the Children in occasione della ricorrenza, intitolato – non a caso – “Le equilibriste”, l’Italia del 2016 non è ancora un paese per madri. “Troppe sono le differenze e le disuguaglianze sociali, economiche e professionali che penalizzano ancora le mamme in questo paese”. Al Nord, ma soprattutto al Sud. A dirlo è il Mothers’ Index di Save the Children, che incrociando sette indicatori, cioè tasso di fecondità, l’asimmetria nel lavoro familiare, l’occupazione femminile e la mancata partecipazione al mercato del lavoro, l’indice di presa in carico degli asili nido e dei servizi per la prima infanzia, e la frequenza della scuola dell’infanzia, stila una classifica delle regioni in cui è più facile avere bambini. Al primo posto c’è il Trentino Alto Adige, la più mother friendly d’Italia, seguita da Valle D’Aosta, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e poi dal resto del Settentrione, “che in generale mostra condizioni più favorevoli alla maternità”. Bocciato, invece, è il Mezzogiorno, che tra disoccupazione, poche nascite e disservizi finisce all’ultimo posto in classifica, rispettivamente con Campania, Sicilia, Basilicata, Puglia, e in fondo, la Calabria.