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ACCADEMIA DI SPAGNA

piazza San Pietro in Montorio 3

Roma - Trastevere ( Gianicolo ) 

                                            sabato 17 febbraio 2018

                                                     ore 18,00

                                 

                                     SOL PICÓ SEGUENDO UN SOGNO ©

Sol Picó ci propone una chiacchierata informale, come se ci parlasse dal divano di casa sua, a proposito dei vent’anni della sua carriera: paure, dubbi, fallimenti inconfessabili, sogni non realizzati… i gran dolori sono muti… Ci rivelerà come e quando arriva l’ispirazione e cosa succede se invece non arriva. Ci rinfrescherà la memoria attraverso suggestive immagini dei suoi inizi e ci spiegherà che cos’è per lei una vita dedicata anima e corpo alla danza: essere donna, madre e artista, un cocktail esplosivo che è difficile che non scoppi in mano. Sacrificio e divertimento accompagnata da una squadra eccezionale per vent’anni, che l’ha portata a viaggiare in più di trenta paesi e a sperimentare l’accoglienza della sua danza mediterranea a Pechino, Kinshasa o Parigi. Lei parlerà e ci farà domande perché le interessa molto sapere cosa pensiamo noi, gli spettatori di questo mondo… Sei pronto?

SOL PICÓ Coreografa e ballerina residente a Barcellona, Sol Picó domina la danza classica, spagnola e contemporanea. Tre discipline che si possono percepire nel suo lavoro coreografico, inquadrate nell’espressione più contemporanea della danza. Fa i primi passi come professionista con la compagnia teatrale “La Cassola” di Alcoi e crea la sua prima compagnia nel 1988, Danza Robadura. Tra il 1990 e il 2003, durante i primi anni della sua traiettoria professionale, lavora come interprete e coreografa con compagnie e creatori come Rayo Malayo Danza, Los Rinos e La Fura dels Baus. Nel 1993 crea a Barcellona la Compañía Sol Picó che le permette di sviluppare il suo personalissimo marchio, presente sia nel suo linguaggio creativo e interpretativo che nel nome delle sue opere. Razona la vaca (1995), E.N.D. (Esto No Danza, 1998), D.V.A (Dudoso Valor Artístico, 1999), Bésame el cáctus (2001), La divadivina y el hombre bala, La mujer manca o Barbie-Superestar (2003), La prima de chita (2006), Sirena a la plancha (2008), El lago de las moscas (2009), Matar al bicho (2010), Petra, la mujer araña y el putón de la abeja Maya (2011), Memorias de una pulga (2012), One-hit wonders (2014), We Women (2015) o Dancing with frogs (2017) sono alcuni esempi e alcuni montaggi di questa creatrice. Tra il 2002 e il 2004 la Compañía Sol Picó è stata la compagnia residente di danza nel Teatro Nacional della Catalogna.

Formata nella danza classica e influenzata dal teatro alternativo è diventata una delle coreografe e ballerine più eterodosse della scena contemporanea. Nel 2003 porta in scena La mujer manca o Barbie-Superstar, uno spettacolo che indaga l’universo femminile. Nove interpreti femminili, sei ballerine e tre musiciste, costruiscono e decostruiscono il mondo femminile, la sua interezza e la sua fragilità. Con il pretesto di fare una revisione, di lanciare uno sguardo al passato, struttura questo spettacolo come un concerto rock and roll, pieno di umorismo e letture incrociate. In quest’opera tocca tematiche di genere a ritmo di rock, blues, flamenco, etc. e debutta, nel novembre del 2012, al Fringe Festival, festival internazionale di arti sceniche d’avanguardia di Pechino. La successiva produzione è Memorias de una pulga. Picó riflette sulla crisi e propone una fuga in avanti come reazione e speranza nei confronti della situazione sociale. Nel 2014 presenta One-hit wonders, uno spettacolo in solitaria dove ripercorre i vent’anni della sua carriera e sceglie i momenti migliori dei suoi spettacoli come Bésame el cactus, el solo que la catapultó; passaggi di La mujer manca o Barbie-Superestar (2003) concentrato sui cliché dell’universo femminile; Paella mixta (2004), azzardato avvicinamento al flamenco; Memorias de una pulga (2012), la sua risposta immaginativa alla crisi del mondo attuale, e D.V.A (2002), spettacolo di strada sull’erotismo. Le sue due ultime opere sono un dittico sui ruoli di genere: nel 2015 debutta con We Women, insieme a ballerine e coreografe di chiara fama di diversi continenti e nel 2017 Dancing with frogs, dove prende in esame, insieme a quattro ballerini, un attore e due musicisti, con un umore acido e incisivo, la violenza con cui colpisce a volte l’eccesso di mascolinità.

Nel febbraio del 2015, quando celebra il ventesimo anniversario della sua compagnia, riceve il premio Ciutat di Barcellona di Danza per aver condotto la sua carriera artistica “con rigore, allegria e qualità” e per il lavoro in gruppo e il suo coinvolgimento nella città e nel quartiere in collaborazione con altri artisti. È anche Premio Nazionale di Danza del 2016 per la sua creatività. Due riconoscimenti che fanno parte di un palmarès che include più di venti premi

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TRASTEVERE: per il Cinema America ancora polemiche

Ci inseriamo ancora nel dibattito tra i ragazzi del Cinema America ,  tanti residenti e frequentatori di Trastevere , personaggi del cinema italiano contrapposti ai vertici di Roma Capitale. E’ nostro dovere e diritto ( pensiamo ) in quanto la nostra associazione è per Statuto “ apolitica” e “ sociale, culturale e per la tutela e valorizzazione di Trastevere “ Noi in piazza San Cosimato abbiamo organizzato e realizzato un evento per la Festa de’ Noantri, completamente differente dagli altri eventi (passati e presenti) , malgrado le difficoltà createci dal 1° Municipio (Presidente  Corsetti ) e dal Comune (Sindaco Alemanno ) e senza alcun finanziamento come promesso; se altri faranno un evento uguale o simile al nostro ci sembra ragionevole che ci dovranno prima chiedere l’autorizzazione senza la quale non potrà esserci un bando di assegnazione da parte del Comune. Pertanto sosteniamo le ragioni dei ragazzi del Cinema America, indipendentemente dai loro sostenitori, attori e registi, a non dover partecipare a un bando per un evento che loro hanno creato e realizzato a piazza San Cosimato. Di seguito quanto pubblicato sul quotidiano Affaritaliani di oggi.

Associazione Trastevere Rione XIII

 

M5s Roma: Virzì, Zalone, Bertolucci chiedono la testa del vicesindaco grillino

Cinema America: cento big, attori e registi, chiedono le dimissioni di Luca Bergamo e della consigliera comunale Guerrini

Tempesta sul m5s romano e sul vicesindaco Luca Bergamo. Cento big del cinema, fra i quali spiccano il Premio Oscar Paolo Sorrentino, Paolo Virzì, Checco Zalone, Dario Argento e Luca Zingaretti, fra gli altri, hanno firmato la petizione dei ragazzi dell'associazione Piccolo Cinema America per chiedere la testa di Bergamo e della consigliera comunale Gemma Guerrini (reduce da dichiarazioni improvvide sul "feticismo" di chi "guarda ripetutamente film vecchi".

Pomo della discordia la rassegna di film gratuiti a Piazza San Cosimato (dove abita la consigliera Guerrini, per l'appunto, avversa alle iniziative "troppo caotiche" dei ragazzi del Cinema America), rassegna che quest'anno è stata osteggiata dal m5s, che ha messo a bando l'iniziativa. Bando cui l'associazione ha deciso per protesta di non partecipare. 

I ragazzi dell'associazione puntano il dito su una norma del bando di gara, secondo la quale ai vincitori sarebbe proibito criticare il Comune. La protesta dei ragazzi, soprattutto dopo le dichiarazioni della Guerrini, ha poi trovato appoggio in cento fra registi, attori e produttori, determinati a chiedere le dimissioni del vicensidaco e della consigliera in questione. 

Bergamo ha risposto per le rime, dicendo di rispettare l'appello e di ammirare l'oprea dei sottoscrittori, ma di essere ben deciso a restare al proprio posto, mentre la Guerrini ha ricevuto le critiche anche della sua stessa compagine. La consigliera grillina Eleonora Guadagno ha ammesso con Roma Today che la Guerrini "è andata avanti in totale autonomia e, pronunciando parole del genere, dimostra di non essere competente in materia". Peccato però che sia vicepresidente della Commissione Cultura... 

Fra i sottoscrittori troviamo anche Alberto Barbera, Gianni Amelio, Carlo Degli Esposti, Luigi Lo Cascio, Daniele Luchetti, Francesca Archibugi, Neri Marcoré, Mario Martone, Marco Tullio Giordana, Lorenzo Mieli, Ferzan Özpetek e Gabriele Muccino.

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Accademia di Spagna : Un inferno comodo

                                      Inaugurazione della mostra 8 febbraio alle ore 19.30

 

Artista: Eugenio Ampudia

Curatrice: Blanca de la Torre

 

Organizza Real Academia de España en Roma

piazza San Pietro in Montorio 3

Roma Trastevere

 

Collabora Museo MAXXI, Fondazione Baruchello, Galleria Nazionale d’Arte    Moderna e  Contemporanea e Tevereterno

  

L’Ambasciata di Spagna in Italia, attraverso l’Accademia di Spagna a Roma, presenta per la prima volta a Roma nelle sale dell’Accademia l’opera dell’artista Eugenio Ampudia, un progetto curato da Blanca de la Torre che sarà inaugurato l’8 febbraio.  L’artista mette in discussione l’efficacia degli spazi assegnati alla cultura e mira a far detonare l’analisi e l’esperienza dello spettatore in qualità di agente interprete, attivo e gestore di nuovi significati dell’opera d’arte. Come idea centrale soggiace qui una rilettura insolita del concetto di patrimonio, inteso come uno spazio per riprendere e reinterpretare, come spazio abitabile. Ampudia sottolinea così l’importanza di rendere più accessibile l’arte e di intendere la cultura e il patrimonio come spazi confortevoli. Parallelamente si propone una riflessione critica sul turismo culturale, legata in chiave metaforica a problematiche globali come il cambiamento climatico o le modalità di consumo, in particolar modo quella del nostro stesso patrimonio culturale e artistico. 

 

 

 

 

                                 

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Tutti pazzi per il Cinema America: il M5S mette al bando la piazza, gli altri sindaci vogliono adottare l'iniziativa

 

 

Riceviamo e pubblichiamo di seguito quanto richiesto dal  Cinema America. Questa manifestazione già nell’ estate del 2017 ha avuto una affluenza di pubblico eccezionale: migliaia di persone di Trastevere, o che frequentavano il nostro Rione, la sera per due mesi si sono presentate a questo appuntamento serale. Non entriamo nell’ ambito politico tra Roma Capitale e Municipio 1° , non entriamo nel merito se questa manifestazione è sociale e culturale, come sicuramente lo è, e non entriamo nelle norme capitoline; ma riteniamo che una iniziativa è “proprietà” di chi la idea, organizza e realizza. Questa è nata per iniziativa dei ragazzi del Cinema America per piazza San Cosimato e qui a Trastevere deve rimanere a cura degli stessi autori.

Associazione Trastevere Rione XIII

 

Cari amici,

mi scuso per averi tartassato in queste ultime giornate, ma abbiamo assistito all'inverosimile. Siamo senza parole, pieni di delusione, rabbia e dolore. Ci sentiamo derubati di un figlio, anzi di migliaia di figli. Ci stanno rubando anni di relazioni, di parole, di sguardi, di solidarietà, ci stanno espropriando della nostra stessa storia, del nostro amore, della nostra battaglia. Quella piazza per noi era questo e non smetterà mai di esserlo. Come detto le idee ed il lavoro altrui non si possono rubare e mettere a bando, quelle notti passate a San Cosimato ci appartengono e non abbiamo nessuna intenzione di regalare, per giochi elettorali, quella nostra idea di città a chi non ha fatto altro che ostacolarci.

Partecipare al bando significherebbe, anche a livello formale e legale, oltre che politico, far diventare il Cinema in Piazza San Cosimato un progetto di Roma Capitale. Noi non ci stiamo, piuttosto cambieremo città.

In ogni caso la vita avanti e come siamo sopravvissuti fuori dal Cinema America e dal Piccolo Forno, sopravvivremo fuori da Piazza San Cosimato. E, pertanto, vi invito Lunedì 12 alle ore 13 presso il WE GIL di Largo Ascianghi, 7, hanno confermato la presenza Carlo Verdone, Daniele Vicari ed il Presidente del Tribunale Penale di Roma, dr. Guglielmo Muntoni.Avremo bisogno di tutto il vostro sostegno, anche per un saluto veloce, se possibile, passate.

Presenteremo il nostro piano B, perchè il Cinema America ha sempre il Piano B, sempre più colorato, sempre più creativo.

Moltissimi di voi mi hanno chiesto come poterci sostenere: oltre partecipare al 12, vi chiedo di scrivere, scrivere ai direttori dei quotidiani, alla Sindaca, sui social, bisogna scrivere con creatività ed ironia, come solo il pubblico di San Cosimato sa fare. Questo sì, questo ci aiuterebbe.

Vi ringrazio di tutto,

Valerio Carocci

per tutti I ragazzi del Cinema America

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NOTIZIE DI OGGI ( le migliori )

 

 

 

Facebook dichiara guerra ai bitcoin: vietata la pubblicità alle criptovalute

Bitcoin messi al bando da Facebook: vietata la pubblicità delle criptovalute

Facebook continua a fare pulizia da ogni possibile elemento negativo sulla sua piataforma. Dopo aver iniziato a bloccare la diffusione delle "fake news" pagate dai russi ora la societa' di Marck Zuckerbeg ha deciso di vietare ogni inserzione pubblicitaria che induca ad investire nei Bitcoin ed in tutte le cosiddette criptovalute.

Vediamo adesso chi seguirà l’ esempio. Queste monete generano una truffa a danno di chi le compra.

 

Roma: antitrust sanziona l’ ATAC di 3,6 milioni per le mancate comunicazioni su ritardi e corse tagliate.

Come far pagare ai romani, pure a chi non usa i mezzi pubblici, anche i disservizi.

 

Boschi: se mi votate imparerò il tedesco

Maria Elena sarà eletta a Bolzano. Sempre più in alto: da Roma a Bolzano e poi in Germania con la Merkel ?

 

Prodi: voterò, consiglio e invito a votare per il PD ?

Ma il PD non basa la campagna elettorale in particolare su ripresa economica, posti di lavoro e aiuto ai meno abbienti ? Alle volte è meglio stare zitti. Il PD deve risalire i consensi e simili aiuti negativi non aiutano.

 

Lido di Roma: Dessì, attivista e candidato per il M5s, amico (documentato) di Spada e dei Casamonica a Ostia.

Gentile Giuliana dovevi proprio far finire in ospedale un paio di giornalisti aggrediti; Spada era conosciuto ( e temuto ) da tutti nel litorale. Sicuramente frequentava anche le Istituzioni di Ostia tanto che è stato insignito del “ Collare d’ Oro “. Come “ stare in mezzo alla gente “ ( ritornello politico ) fisicamente ma non mentalmente. Comunque nessuna colpa perché il “ monitoraggio del territorio “ è un “ metodo “ in pratica sconosciuto in Italia.

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Elezioni 2018, e se un algoritmo contasse più di chi vince?

Di Marco Volpati Mercoledì, 17 gennaio su Affaritaliani

Mancano più di sei settimane al 4 marzo. La campagna è già al massimo, ma la viviamo con fastidio; tutti contro tutti, con le unghie e coi denti, mentre il pubblico osserva senza partecipazione. I talk in tv fanno sbadigliare.

Più di tutto colpisce che l’incertezza italiana non turbi borse e mercati finanziari, che del resto hanno digerito la Brexit, la lunga crisi postelettorale della Germania, i sussulti secessionisti in Catalogna. E anche le minacce nucleari di Kim Jong-un, compresi i falsi allarmi alle Hawaii.

Viene un dubbio – quasi un incubo a occhi aperti - che ormai il destino di popoli e individui non dipenda più da governi e parlamenti. Destra o sinistra, populisti o moderati, nazionalisti o globalisti diventati intercambiabili, senza che avvicendamenti e convulsioni incidano sui “fondamentali”. I poteri veri sono nelle mani di chi possiede, padroneggia, amministra la massa dei dati depositati nel web. Dati non solo anagrafici e di reddito, ma estesi a interessi, gusti, tendenze, abitudini e vizi. Forse non è un luogo comune dire che determinano più Bezos e Zuckerberg che Trump, Putin, Xi Jinping, Macron o Merkel. I leader stanno in scena, ma il potere abita altrove.

Abbiamo avuto un capitalismo industriale che ha vinto la sfida con il comunismo sovietico. Poi è venuto il capitalismo finanziario, e le industrie sono emigrate inseguendo i costi più bassi. Siamo ormai al capitalismo informatico, che possiamo chiamare algoritmico. Chi possiede l’algoritmo ha in mano il futuro.

Il caso 5 Stelle-Casaleggio forse segnala un’intuizione in questo senso. Anche se i Grillini agiscono dentro la politica tradizionale, alla caccia di voti e maggioranze, contro tutti ma anche “come” tutti.

 

Se fosse vero che ormai il potere reale è lontano dalla politica, e la scelta dei leader pesa più o meno quanto i talent tv, gli Oscar o il Festival di Sanremo, dovremmo convincerci che la democrazia liberale, quella che caratterizza l’Occidente, ha bisogno di un tagliando serio per continuare a funzionare. Va bene parlare di “voto utile”, ma bisogna essere certi che votando si possano cambiare davvero le cose.

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Riceviamo e pubblichiamo l’articolo che segue ringraziando la Redazione di ROBA DA DONNE che ci invia le pubblicazioni .

Aspettavamo da tempo la diffusione di una notizia del genere e “ di  genere ” di un “fenomeno” da noi conosciuto . Le più cattive offese a molte donne sono ricevute da molte altre donne con o senza violenza fisica. Momentaneamente tante donne denunciano (anche a distanza di anni ) violenze e stupri da parte di uomini ma , sappiamo , nel sesso non c’ è differenza di genere.

Associazione Trastevere Rione XIII

"Sono una donna. Sono stata stuprata da un'altra donna". La storia di Rebecca

 

Quando pensiamo alla violenza sessuale, siamo abituate a pensare a un atto compiuto da un uomo verso una donna. Eppure anche le donne violentano altre donne, sebbene l'opinione pubblica, e persino la legge, tenda a pensare il contrario.

 

È difficile e, nonostante sembri essere diventata una triste e insana quotidianità, non ci abitueremo mai a parlare di violenza sulle donne. Perché gli stupri, le vessazioni fisiche e psicologiche, le molestie a sfondo sessuale rientrano in quel genere di cose di cui si deve necessariamente parlare ma che non si possono accettare, mai. E il fatto che le proporzioni di questo tragico fenomeno assumano, giorno dopo giorno, contorni sempre più preoccupanti e notevoli deve rappresentare solo un gigantesco campanello d’allarme per spingere sempre più donne, vittime o no, a parlare, e sempre più uomini all’educazione al rispetto verso l’altro sesso.

Già, in questo sembra stare tutto il nocciolo della questione: un uomo che usa violenza su una donna. Ma che dire delle donne? Insomma, è possibile che sia una donna a violentare un’altra donna? Riportiamo di seguito la scioccante storia di Rebecca Twinley, stuprata da una donna 18 anni fa. La nostra non vuole essere una traduzione professionale, ma una testimonianza dura ma onesta di un aspetto della violenza sessuale poco trattato se non addirittura ignorato, persino dalla stessa legge. La vicenda di Rebecca, apre infatti uno spaccato inquietante e taciuto su una violenza di cui non si parla mai.

Diciotto anni fa, sono stata stuprata violentemente e fisicamente aggredita da una donna che non conoscevo, in un luogo pubblico.
Dopo essere fuggita, sono corsa a casa e mi sono fatta una doccia. Mi sentivo completamente stordita. Ero preoccupata per quello che le persone che conoscevo mi avrebbero detto vedendomi, perché l’aggressione mi aveva lasciato vistosi segni sul volto. Cosa avrei detto loro?
Il giorno dopo ho raccontato tutto alla mia partner dell’epoca. Ha detto che non capiva come una donna avesse potuto stuprare un’altra donna. Tutto stava cadendo a pezzi. Mi sono sentita immediatamente e completamente isolata per la sua reazione.

La gente pensa alle donne solo come esseri in grado di dare cura e nutrimento. Molti faticano veramente ad accettare il fatto che possano essere capaci di crudeltà come gli uomini.

Quando si tratta di donne che violentano le donne, è un atto di violenza e di controllo; non è sesso. Per molti, penso che la mancanza di comprensione di ciò che costituisca il sesso tra le donne (quello che accade quando i partecipanti sono consenzienti) contribuisca anche alla difficoltà di comprendere la violenza donna-donna.
La reazione della mia partner mi ha spinta a non segnalare l’aggressione alla polizia. Se lei non aveva capito, pensavo, perché loro avrebbero dovuto? Ho cercato di trovare informazioni o un servizio di supporto per aiutarmi a rendere conto di quello che era successo, ma non c’era niente. Mi sentivo davvero sola.
Alcuni anni dopo, nel 2010, sono entrata a far parte dell’Università di Plymouth come docente del programma di terapia occupazionale e ho colto l’opportunità di avviare i miei studi di dottorato.

Ho deciso di studiare lo stupro da donna a donna e l’aggressione sessuale. Sapevo che era un vero problema – conoscevo personalmente altre donne che l’avevano provata – ma c’era un’assenza totale di ricerche fondate.
Per raccogliere i dati, ho iniziato con un’indagine web ascoltando l’opinione generale del grande pubblico. I partecipanti al sondaggio dovevano rispondere si o no a questi cinque punti:

– Ho avuto un’esperienza di aggressione sessuale compiuta da una donna.
– Ho sentito parlare di una donna che ha assalito sessualmente un’altra donna, oltre ad averne avuto esperienza.
– Ho sentito parlare di una donna che attacca sessualmente un’altra donna, ma non l’ho mai sperimentata.
– Non ho mai sentito parlare di una donna che attacca sessualmente un’altra donna.
– Non credo che l’aggressione sessuale da donna a donna sia possibile.

Ho ricevuto 159 risposte, nessuna delle quali era in accordo con l’ultima dichiarazione. Chiaramente, questo sondaggio era estremamente limitato, e non rappresentativo della popolazione in generale, ma la sensazione era che la maggior parte delle persone tendessero a pensare che lo stupro donna-donna non fosse possibile.
Come mi ha detto uno degli intervistati, “Se lo domandate alle persone, non c’è molta gente che pensa che le donne siano violente, in modo sessuale”.

Eppure 59 intervistate avevano provato l’esperienza di una donna che le aveva assalite sessualmente. Di queste, 38 avevano anche sentito parlare di una donna che attaccava sessualmente un’altra donna.

Il governo non riporta i dati relativi alla violenza o all’aggressione sessuale tra le donne. Ma in un’intervista per “Woman Hour” alla BBC Radio 4 ho parlato con Yvonne Traynor – CEO di Rape Crisis – che ha dichiarato: “circa il 10% degli autori di stupri sono donne“.
Ho parlato con più di 11 persone vittime di violenza in maniera molto approfondita, facendo interviste faccia a faccia ed entrando in confidenza con loro, generalmente per un periodo di un anno.

Uno dei motivi principali che impedisce loro di perseguire un processo è la definizione legale della violenza.

Prima del 1994, la legge del Regno Unito affermava che la violenza poteva essere commessa solo da un uomo contro una donna. Nel 1994, Stonewall (il principale gruppo britannico di difesa dei diritti LGBT) ha ottenuto di vedere cambiare la legge, ed è stato riconosciuto che gli uomini possano anche stuprare gli uomini.
Questa rimane l’attuale legge sui crimini sessuali del Regno Unito.

Le donne nel Regno Unito sono state condannate per aver aiutato un uomo, o più uomini, a stuprare un’altra persona. Quando loro stesse stuprano, comunque, commettono un reato invisibile in cui le vittime sono effettivamente messe a tacere.

Nel settembre del 2016 una petizione [durata sei mesi, conclusasi con 20,945 firme sulle 100.000 necessarie, n.d.r.] ha chiesto la ri-definizione giuridica della stupro, per includere anche le donne nelle violenze sessuali di solito attribuite agli uomini.

Il governo ha risposto: “Siamo piuttosto d’accordo nel considerare lo stupro come atto che, per essere compiuto, ha bisogno dell’effettiva penetrazione del pene. Non abbiamo quindi nessuna intenzione di modificare la definizione legale della stupro “.

 

Rebecca continua:

Una delle donne con cui ho parlato, Cailey, era stata ripetutamente violentata da una donna anziana per anni, e tutto era iniziato prima che lei avesse 16 anni.
Ha parlato con un suo caro amico che ha lavorato nella forze di polizia e che le ha consigliato di non segnalare lo stupro, dicendole: “Questo è un campo minato. Se fosse un uomo potremmo essere in grado di arrivare da qualche parte, ma la persecuzione in questa circostanza è improbabile perché si tratta di una donna; stai parlando di una casistica che più o meno si aggira intorno all’1%.”

Una partecipante al sondaggio, Lauryn, è stata violentata da una donna e contemporaneamente aggredita dal suo ragazzo. Lauryn è andata alla polizia, ma in seguito ha deciso di non proseguire perché i suoi aggressori la minacciavano.
Lauryn mi disse:

Alla fine sono andata alla polizia e ho detto. ‘Non posso farlo’. C’era un ufficiale di polizia donna che mi disse: ‘Oh, sì, beh, probabilmente è la scelta giusta, vedila come un’esperienza.

Molti dei miei intervistati hanno ritenuto di non essere stati ascoltati, o di essere stati affrontati con l’atteggiamento di chi pensa che l’offesa sessuale da donna a donna non sia grave.
Quando si tenta di parlare nessuno vuole sapere“, mi disse una. Si era aperta a un amico e a un terapeuta. “Hanno taciuto, facendomi sentire come una pazza“.
Quasi tutte le donne che hanno condiviso le loro storie con me lamentano la mancanza di servizi di supporto per coloro che sono state assalite sessualmente dalle donne.

Loro e io speriamo che le cose cambino. Il sistema della giustizia penale deve riconoscere la violenza sessuale e l’aggressione sessuale da donna a donna, e i servizi di supporto devono essere resi più consapevoli della questione.
Quando le ho chiesto perché ha voluto essere coinvolta nella mia ricerca, una donna di nome Simone mi ha detto: “È solo per promuovere la consapevolezza“.
La società e la legge devono riuscire a vedere la realtà delle cose.       

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Gentiloni ( carissimo ) non ti far convincere a promuovere e approvare la legge Ius soli; usa questi ultimi giorni , anzi ore , per aumentare le tasse e balzelli vari. Avrai la riconoscenza dei nostri giovani  che andranno a lavorare all’ estero con grandi soddisfazioni personali e dei pensionati che si trasferiranno in oasi terrestri dove si vive bene anche con 500 / 600 € al mese. Una stangata inferiore ai 1000 € è irrisoria perché essendo “ consueta “ per questo fine anno abbinato a fine legislatura ne attendevamo una molto più sostanziosa .

 Associazione Trastevere Rione XIII

 

 

Roma, 26 dic. (AdnKronos) - Dalle bollette della luce ai pedaggi autostradali. Passando per assicurazioni, servizi bancari, prodotti per la casa e spese scolastiche. Con il nuovo anno arriva anche la consueta stangata di prezzi e tariffe che toccherà quota +952 euro annui per una famiglia media. "Mentre, secondo le ultime stime Istat, cresce il rischio povertà o esclusione sociale - sottolinea in una nota Elio Lannutti di Adusbef - con la popolazione esposta a rischio pari a 18.136.663 individui, superiore di 5.255.000 unità rispetto al target UE previsto, una disuguaglianza dei redditi maggiore rispetto alla media dei Paesi europei, si profilano ulteriori salassi per le tasche dei cittadini dal 1 gennaio 2018, stimati da Adusbef in 952 euro a famiglia"."Dalle bollette della luce, destinate ad aumentare - come segnalato al Governo e dall’Autorità per l’energia - per 22 milioni di famiglie dal 1 gennaio 2018, in previsione del processo di riforma delle tariffe, che penalizza gli utenti con minori consumi, specie se residenti, quantificati in 22 milioni di abitazioni su 29 totali, quindi con un potenziale impatto redistributivo tutt'altro che irrilevante, al gas, ai pedaggi autostradali, alle assicurazioni, ai servizi bancari, al caro assicurazioni, alla spesa alimentare, ai ticket sanitari, ai trasporti, servizi idrici, alla tassa sui rifiuti"."Il nuovo anno è alle porte, ma a giudicare dai primi segnali sul fronte dei prezzi nulla di buono aspetta i consumatori italiani, che nel 2018 - spiega - subiranno la consueta stangata di prezzi e tariffe che toccherà quota +952 euro annui, per una famiglia media, con il traino verso l'alto di trasporti, alimentazione, Rc Auto, servizi bancari, Tari (invece di essere restituita dato l’errato calcolo), i prodotti per la casa, le spese per la scuola, le tariffe professionali".La previsione di aumenti per il 2018 "è aggravata non solo dalla crescita dei costi energetici, ma anche da alcuni fenomeni speculativi o derivanti da inefficienze di sistema, con aumenti implacabili dei costi delle assicurazioni e dei servizi bancari". "Tali incrementi per molte famiglie risultano insostenibili, per questo - conclude - è urgente una seria azione del Governo per controllare e contrastare ogni aumento ingiustificato, e porre un argine ad aumenti surrettizi di pochi euro, con la certezza dell’impunità data l’assenza di una class action (approvata all’ unanimità dalla Camera dei Deputati il 3 giugno 2014, bloccata al Senato per espresso veto di Confindustria e banche recepita dal ministro Maria Elena Boschi, che taglieggiano e saccheggiano i redditi) formidabile deterrente contro i predatori".

 

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BITCOIN quanti sogni svaniranno

 

Finalmente chi doveva fermare sul nascere il mercato dei bitcoin oggi è rinsavito. E’ iniziata una indagine per truffa a danno di tanti ignari cittadini che , sollecitati dai media o personalmente , hanno acquistato questa criptovaluta . Almeno dalla notizia data dal telegiornale. Valutiamo che molti anche in Italia abbiano “ abboccato “ alla  folle pubblicità che prometteva enormi guadagni giornalieri a chi investiva ( ? ) anche piccole somme ( da € 50 in su ) con i vari traders, società o persone , che hanno guadagnato ingenti somme, euro e dollari, dando in cambio “ sogni milionari “ . Solo sogni. Proprio ieri abbiamo appreso che le banche statunitensi hanno deciso di tradare in bitcoin : evidentemente la crisi economica mondiale precedente ma ancora attuale , creata da queste banche statunitensi , e che ha messo in ginocchio in particolare il nostro paese e altri , ha insegnato nulla.

Bitcoin è una moneta elettronica creata da un anonimo inventore che sviluppò un'idea da lui stesso presentata su Internet .

A differenza delle valute esistenti e negoziabili i bitcoin non sono regolati da un ente centrale ( Borsa , Consob ); il valore è determinato dalla leva domanda e offerta : esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, ma sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali, come la generazione di nuova moneta e l'attribuzione della proprietà dei bitcoin.

I BITCOIN non hanno valore reale e quindi non sono negoziabili legalmente. Questa criptovaluta esiste ed esisterà nominalmente e finché sarà acquistata con moneta valida ( euro, dollaro, sterlina ).

 

Intesa Sanpaolo, Unicredit, Goldman Sachs, Jp Morgan

24 set 2017 - “Se avessimo personale che fa trading di Bitcoin, lo licenzierei in un secondo”, ha commentato il CEO specificando che la moneta “è contro le regole” della banca.

 

 

INVITO INVIATOCI

 

Giovanni Mancini Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tramite aweber.com 

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Zero debiti, auto nuova, mutuo pagato ed una bella vacanza in famiglia si presentano all’orizzonte 

Se vuoi trovarti in questa situazione, questa è la tua occasione 

Impara i segreti e lavora con successo da casa 

Nessuna presa in giro, truffe, o raggiri 

è una cosa nuova e limitata a sole 21 persone solo oggi <===

Cordiali Saluti 

Unisciti al The Bitcoin Code

I membri di The Bitcoin Code è un gruppo riservato esclusivamente agli iscritti che sfruttano gli incredibili profitti offerti dai Bitcoin e stanno accumulando un’enorme fortuna.

Bitcoin Code Members se ne stanno generalmente in vacanza perché possono fare i loro investimenti in pochi minuti utilizzando il loro portatile ovunque nel mondo.

Ed ecco qualche testimonianza di chi ha creduto in questo software e adesso sta facendo una vita da nababbo...

Laura Anguillara

 

Bitcoin Code recensioni e opinioni

Abbiamo già accennato alle tante recensioni e opinioni che si trovano su internet a proposito di Bitcoin Code. Purtroppo, coloro che hanno provato Bitcoin Code ne sono rimasti delusi. In pratica, tutto il denaro depositato secondo le indicazioni dei creatori di Bitcoin Code è letteralmente sparito nel nulla.

Dalla lettura delle recensioni di Bitcoin Code si capisce facilmente che si perde assolutamente tutto, fino all’ultimi centesimo. E’ ovvio quindi che le opinioni su Bitcoin Code siano pesantemente negative e molte recensioni segnalano anche che è stata fatta una regolare denuncia presso le competenti autorità (Polizia Postale o Magistratura).

Ovviamente fino a questo momento ci siamo limitati alle recensioni reali, di persone vere che hanno provato Bitcoin Code e hanno poi lasciato su Facebook o sui forum la loro opinione. Se andiamo sul sito di Bitcoin Code, invece, possiamo trovare tutta una seria di recensioni davvero entusiastiche come:

“Sono membro di Bitcoin Code da soli 47 giorni ma la mia vita è cambiata completamente! Non solo ho guadagnato i miei primi 100.000 € ma ho anche conosciuto un sacco di persone fantastiche. Grazie Stefano!”

“Mia moglie deve darmi un pizzicotto tutte le mattine quando guardo il conto in banca e dirmi che non sto sognando. Cifre del genere sul MIO conto non ci sono mai state. Il bello è che aumentano in continuazione…un sogno. Adesso so cosa significa non avere un capo e guadagnare decine di migliaia di euro ogni settimana!”

“Ho fatto investimenti in Borsa a livello professionale ma non ho mai visto niente del genere in 10 anni. I miei colleghi mi hanno preso per pazzo quando mi sono licenziato per passare a Bitcoin Code. Adesso, con 384.594 € in più sul conto, mi IMPLORANO di farli partecipare”.

Potremmo continuare con moltissimi altri esempi ma è inutile: si tratta chiaramente di recensioni fasulle, scritte dai creatori di Bitcoin Code per convincere i dubbiosi a investire soldi con loro.

Bitcoin Code: chi è Stefano Savarese

Il metodo Bitcoin Code sarebbe stato elaborato da un genio chiamato Stefano Savarese. Ma chi è? Ecco come si presenta Stefano Savarese sul sito ufficiale di Bitcoin Code:

Ciao – Sono un ex sviluppatore di software per una grande azienda di cui preferisco non fare il nome.
Sono il creatore di un programma per effettuare contrattazioni in Bitcoin che ha generato profitti per 18.484.931,77 € solo negli ultimi 6 mesi.
È un programma che permette di diventare milionari più velocemente di quanto fu possibile con Uber, Facebook e Airbnb.
Se vuoi guadagnare un milione con i Bitcoin, guarda il video in alto e scopri come fare.

La verità è che Stefano Savarese non esiste! Per curiosità abbiamo provato a visitare il sito di Bitcoin Code nelle varie lingue e abbiamo scoperto che il nome del creatore del metodo cambia sempre:

Italiano

Stefano Savarese

Inglese

Steve McKay

Spagnolo

Sergio Marlón

Tedesco

Sven Hegel

Svedese

Stefan Holmquist

Norvegese

Steffen Madsen


Insomma, Stefano Savarese non esiste
. Un’ulteriore prova per stare lontani da Bitcoin Code.

 

 

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