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Dal giornale NOI DONNE : ultima edizione

 

 

Riceviamo e pubblichiamo alcuni articoli del settimanale NOI DONNE

Associazione Trastevere Rione XIII                      Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Logo Noidonne 

 

Prima Pagina Donne (27 giugno - 3 luglio 2016)

Le Conseguenze della Brexit , l'atteggiamento della Merkel , la Premier Scozzese le nuove candidature femminili per i Partiti inglesi dei Laburisti e Conservatori .. Il Bangladesh e gli attentati .. femminicidio e violenza senza confini..

inserito da Paola Ortensi


Prima Pagina Donne 16 (27 giugno - 3 luglio 2016)

Una settimana, questa, talmente intensa e drammatica per gli avvenimenti che hanno riguardato il mondo, l’Europa e l’Italia, da farmi sentire inadeguata con la mia PPD al femminile. Poi riflettendo e chiedendo scusa in anticipo per l’inadeguatezza, appunto, mi è sembrato importante la scelta di scrivere, data l’incredibile trasversalità femminile negli avvenimenti. Un fine giugno segnato da incontri europei per affrontare le conseguenze della Brexit che hanno visto la Merkel, nella sua giacca color lavanda, nella prima riflessione con Hollande e Renzi, determinata nell’affermare che non si può stare un altro anno a discutere su come uscirà la Gran Bretagna ma lavorare ai fatti. Una Gran Bretagna che nel caos che si è, vorrei dire coscientemente, buttata addosso, vede proprio emergere vecchi e nuovi protagonismi femminili sui diversi fronti. Innanzitutto l’attivismo della Premier scozzese Nicola Sturgeon impegnata su fronti interni ed europei ad affermare che il voto degli scozzesi, in grande maggioranza per rimanere in Eu, deve trovare la via per essere rispettato. Ed a tal fine minaccia un nuovo referendum per l’autonomia da l"Regno”. Intanto i due partiti inglesi dei Labour e dei Conservatives per la futura nuova rincorsa a Downing Street, con le dimissioni di Cameron, pare potrebbero puntare proprio su due donne: la laburista Angela Eagle e la conservatrice Theresa May, definita dall’informazione possibile degna erede della Thatcher. Tutto questo mentre la Regina sostanzialmente tace, mentre ritengo molti la vorrebbero sentire parlare dettagliatamente, considerando quale incredibile destino rischi di travolgere i suoi 90 anni e 63 anni di regno capaci fino ad ora di mantenerlo unito.
E passando alla traggedia di DACCA, in Bangladesh, troviamo proprio lì - incredibilmente direi  per il nostro immaginario, che ritiene che le donne musulmane siano emarginate da impegni di rappresentanza - non solo una Premier donna,  Sheikh Hasima,  ma anche all’opposizione un'altra donna la Begun Zia Khaleda. Opposizione a cui fino ad ora unitamente ad un gruppo Jihadista indigeno sono stati affibbiati gli atti di terrorismo rifiutando da parte del partito al Governo un impegno dell’ISIS. Ma dopo l’attentato che ha visto la violentissima morte di tanti stranieri fra cui una maggioranza, come sappiamo bene, di iItaliani, anche nel Governo - aldilà della rivendicazione ufficiale - si affacciano i primi dubbi che forse bisogna ammettere che l’ISIS abbia delle radici nel paese. Dei nostri connazionali barbaramente uccisi insieme ad altri stranieri abbiamo letto tanto e anche articoli davvero interessanti che raccontano di questa Italia dei nostri vicini di casa che da tutta la penisola e le isole viaggia, emigra, imtraprende, torna ritorna ..dà lavoro e cerca lavoro, fa volontariato, si incrocia nelle comunità religiose cattoliche e non solo. Un' Italia che non smette neanche di gioire, come ci mostra l’ultimo selfi con tante delle vittime che ci hanno pubblicato i giornali. E qui la specificità ancora la raccogliamo tra questo esercito di tanti uomini e donne piene di vita e di spirito imprenditoriale da cittadini del mondo. Una sola citazione la prendo quasi in onore di tutte e tutti quelli che non ci sono più e di cui oramai sappiamo tanto e non ci stanchiamo di sapere. Il ricordo che accomuna per la sua simbologia lo annetto a Simona Monti, che veniva in Italia per finire la gravidanza e partorire nel suo paese, Magliano Sabina, nel Lazio per poi tornare in Bangladesh. Un pensiero speciale lo voglio dedicare anche al giovane Faraaz del Bangladesh che dopo aver passato la prova del Corano non ha voluto lasciare le sue amiche connazionali tornate da college stranieri ed è stato ucciso con loro. Parlando di terrorismo, prima di lasciare queste tragedie,  è doveroso ricordare che solo 24 ore dopo in Pakistan un altro attentato ISIS con almeno 136 morti tra cui tante donne e bambini visto il luogo: un centro commerciale.
Donne e bambini che nulla ferma più per sfuggire dall’orrore e dalla fame o dalla miseria. Nei giorni scorsi, in uno degli ultimi disperati salvataggi nel Canale di Sicilia,  abbiamo udito e letto ripetutamente, quasi un invito a interrogarsi sul perché fra coloro che i marinai non erano riusciti a salvare c'erano 10 donne tutte insieme. Ho immaginato che siano affogate perché abbracciate l’una all’altra per darsi coraggio e magari per tenersi separate dal resto dei corpi del gommone. Tragedie oramai quotidiane in cui è doveroso ricordare dietro ai numeri le persone e desiderare o almeno immaginare la loro vita i loro sogni, le sofferenze, il coraggio. Interrogativi approfondimenti necessari per non abituarsi mai a cancellare l’umanità di ogni essere:ognuno un numero primo.
Alla violenza non dobbiamo abituarci né ai “ladri di civiltà e umanità”. Oltre le analisi di femminicidio che in questa settimana ha visto altre donne uccise brutalmente e persino una ragazzina che si è salvata fingendosi morta e una donna a cui è stato dato fuoco, come affrontare l’analisi di esseri umani che ritengono legittima la propria aggressività fino alle estreme conseguenze ? Non più casi isolati ma atteggiamenti dilaganti fino all’uso delle mani quali strumenti di morte negando la loro reale funzione di ponti alla vita. Gli interessanti sviluppi dell’insediamento della sindaca di Roma li rimando alla prossima puntata dopo il primo Consiglio Comunale del 7 di luglio dove presenterà la sua Giunta.



 

 

Prima della violenza / Appello per una Giornata nazionale contro la violenza maschile

Mobilitazione degli uomini contro la violenza sessista. Prima del 25 novembre

inserito da Redazione 

Prima della violenza
per una Giornata nazionale contro la violenza maschile


Un’adolescente violentata e gettata in una piscina, una ragazza uccisa e bruciata, una donna uccisa insieme ai figli da un uomo che poi uccide se stesso, una giovane nigeriana schiavizzata, uccisa a colpi di pistola: sono solo gli ultimi episodi di una lunga serie di violenze. Quando la violenza si fa più estrema l’indignazione pubblica e l’orrore superano la soglia dell’indifferenza quotidiana.Ma la realtà è molto più ampia e profonda ed è fatta di minacce, ricatti, abusi, relazioni di dominio. 
La violenza degli uomini verso le donne, ormai ne siamo consapevoli, non si può liquidare come patologia di pochi marginali, né come il segno di culture lontane da noi: nasce nella nostra normalità. Anche quando è estrema parla una lingua che conosciamo e che mescola amore, controllo, dipendenza, onore, gelosia, frustrazione, potere… prima di divenire violenza. Enfatizzare l’emergenza nasconde il fatto che si tratta di un fenomeno strutturale e diffuso. Condannare la violenza senza riconoscere la cultura che la produce e la giustifica, è un gesto vuoto.
L’emozione che si è suscitata è un’opportunità per aprire gli occhi su questa realtà.
Ma l’indignazione, ai tempi di facebook, può essere una trappola: può esaurirsi in tre giorni, per poi passare al prossimo video virale, può soddisfarsi di urlare la richiesta di punizione, può ridursi a esercizio retorico. Specie se chi ha responsabilità politiche si accoda al coro della condanna ma poi lascia che i centri antiviolenza chiudano per mancanza di fondi.
Dopo le ultime, atroci, storie di violenza molti uomini hanno preso la parola pubblicamente, hanno promosso gruppi di discussione, appelli a un impegno comune, incontri in varie città. Sono stati pubblicati sui maggiori quotidiani e sui social interventi, riflessioni, analisi. Tutti ci pare mettano al centro una consapevolezza nuova: la violenza maschile contro le donne chiama in causa gli uomini, mette in discussione la nostra cultura, le nostre aspettative, le nostre frustrazioni, il nostro modo di stare al mondo e nelle relazioni. Anche diverse voci femminili hanno sollecitato una presenza e un impegno maschile più forte e netto.
Non lasciamo che questa nuova consapevolezza e assunzione di responsabilità durino tre giorni.
Proponiamo a tutti gli uomini che di fronte a queste violenze si sono sentiti colpiti e hanno sentito il bisogno di interrogarsi, di non fermarci qui: organizziamo incontri in ogni città a partire dalle sollecitazioni emerse in questi giorni, coinvolgiamo altri uomini, proviamo a scavare più a fondo e a mettere in gioco noi stessi.
Proviamo a darci un tempo di ascolto e dialogo, d’iniziativa e riflessione: tre mesi durante i quali trasformare l’indignazione in occasione di cambiamento. Costruiamo così, insieme una giornata nazionale in autunno contro la violenza. Raccontiamoci anche le tante iniziative tra uomini e tra uomini e donne già impegnate su questo difficile terreno. 
Non partiamo da zero. In questi anni la consapevolezza nel nostro paese è cresciuta.Dieci anni fa nel settembre del 2006, un appello di uomini contro la violenza maschile raccolse molte centinaia di adesioni: da lì si è sviluppato un impegno che ha cambiato molti di noi. Tutto questo resta ancora troppo poco visibile e diffuso nella società e sui media, poco riconosciuto dalla politica e dalla cultura.
Non si tratta di ergersi a giudici di altri uominio a "difensori delle donne" ricreando un ambiguo paternalismo, o di attivarsi solo per sensi di colpa o senso del dovere, ma di interrogarci sui nostri desideri, sulla capacità di riconoscere la nuova autonomia e la nuova libertà delle donne, dirci se può essere un'occasione di cambiamento delle nostre vite.
La violenza maschile contro le donne è il frutto di una cultura, di una forma delle relazioni tra le persone che genera altre violenze.L’uccisione dettata dall’odio verso le persone omosessuali è parte di questa cultura. Oggi proviamo orrore e ripulsa di fronte alla strage di Orlando. Perché per molti uomini è intollerabile la libertà di una donna così come è intollerabile una sessualità diversa?
La violenza riafferma un dominio, un ordine gerarchico tra i sessi ma anche tra orientamenti sessuali. Anche la violenza omicida e omofoba in Florida è l’estrema espressione di una realtà molto più diffusa fatta di insulti quotidiani nelle nostre scuole e nelle nostre strade, di battute, imbarazzi, discriminazioni ed esclusioni.
La riproduzione e la riaffermazione di ruoli sessuali stereotipati, l’adesione a presunte attitudini maschili e femminili, l’imposizione di una norma nelle relazioni affettive, contribuiscono a generare questa violenza, impoveriscono la libertà di tutti e tutte, costringono le nostre vite in gabbie invisibili.
Crediamo che anche altre violenze, altre sofferenze abbiano a che fare con questa cultura della gerarchia, della paura e del dominio verso chi percepiamo diverso da noi. Così tolleriamo la sofferenza e la morte di chi fugge dalla guerra e dalla miseria in un mondo in cui crescono guerre, violenze, ingiustizie e disuguaglianze,considerando i migranti come minaccia, accettando che siano oggetto di violenze intollerabili ai nostri confini. Dimentichiamo di fatto la gravità della tratta di migliaia di donne schiavizzate per i consumi sessuali maschili. Accettiamo nuovi muri e recinti anziché impegnarci per un ordine internazionale più giusto e non dominato dalla guerra. La violenza razzista e nazionalista che ha ucciso a Londra la deputata JoCox è solo l’ultimo segno di un continente europeo avvelenato dall’odio e dall’intolleranza. Ci aggrappiamo a false identità collettive anziché scommettere sulla singolarità di ognuno e ognuna e sulla curiosità e l’apertura reciproca. 
Trasformare questa cultura, vivere il cambiamento che le donne hanno già da molti anni determinato,sono anche un’occasione di libertà per noi uomini, possono arricchire e aprire le nostre vite.Possono rendere possibile un cambio di civiltà, che riguarda tutti e tutte.

Impegniamoci ad organizzare come uomini per il prossimo autunno in tutt’Italia una giornata nazionale contro la violenza maschile che coinvolga il più possibile il mondo della scuola, dell’informazione, della cultura, della politica e dell’associazionismo, ed anche quei singoli uomini che già si sono espressi pubblicamente in quest’ultimo periodo, per diffondere al massimo la sensibilità e l’impegno fra tanti ragazzi e adulti ancora troppo silenziosi,isolati e confusi.
Una giornata che volutamente si svolga prima della Giornata internazionale del 25 novembre contro la violenza sulle donne, per prendere parola come uomini prima del richiamo rituale di una ricorrenza importante:per cambiare, per agire prima della violenza.


Per adesioni: pagina FaceBook   
https://www.facebook.com/primadellaviolenza    

 

 

 

Il viaggio insicuro del camper della polizia “Questo non è amore”

Per tre mesi la Polizia di Stato sarà impegnata con camper in quattordici province italiane con l’obiettivo di avvicinare le potenziali vittime della violenza di genere

inserito da Maddalena Robustelli

Al Viminale l’altro giorno è stato presentato il camper contro la violenza di genere, iniziativa rientrante nel progetto del Ministero degli Interni Questo non è amore, un autoveicolo con il quale si avvierà una campagna itinerante. Per tre mesi la Polizia di Stato sarà impegnata in quattordici province italiane, il primo ed il terzo sabato del mese, con l’obiettivo di avvicinare “le potenziali vittime, cercando di favorire l’emersione del fenomeno in un’ottica di prevenzione”, grazie ad un pool di esperti delle forze dell’ordine presenti nel camper, pronti a ricevere le eventuali testimonianze delle donne vittime di violenza sessuata. Dopo questo periodo di prova si tireranno le fila dell’esperimento ed alla luce dei risultati acquisiti il suddetto ministero valuterà l’opportunità di rendere il progetto valevole su tutto il territorio nazionale. Sono stati anche predisposti continui aggiornamenti sugli eventi collegati a tale iniziativa, da visionare sul sito della Polizia di Stato o su twitter con l'hashtag #questononèamore.
L’annuncio di questo progetto è stato pubblicizzato sugli organi di stampa e sulle reti televisive nazionali con interviste al ministro Alfano, alla presidente della Camera dei deputati Boldrini, nonché alla ministra con delega alle Pari Opportunità Boschi ed alla sindaca di Roma Raggi. Ma il clamore mediatico assegnato a tale evento in prima analisi stride con la realtà che in questi ultimi giorni è sotto gli occhi di tutti, ossia la chiusura di molti centri antiviolenza per mancanza dei fondi pubblici stanziati per le annualità 2015-2016. Il fenomeno della mancata erogazione dei finanziamenti pubblici cala la scure su quelli di Corsico, Pisa, Roma, Napoli e Palermo, solo per citarne alcuni. E dire che si tratta della quota del 20% sul totale delle erogazioni stabilite dalla legge 119/2013 sul femminicidio, perché la rimanente parte vede come destinatarie le Regioni che a loro volta avrebbero dovuto elargire i fondi a progetti individuati e finalizzati al contrasto della violenza di genere.
Già nel luglio del 2014, allorchè erano stati approntati i criteri di ripartizione dei finanziamenti, si erano levate voci di protesta per la scelta, prettamente politica, di attribuirne la parte più consistente alle Regioni, penalizzando in maniera rilevante i centri antiviolenza privati gestiti in modo tale da offrire servizi indipendenti alle donne in difficoltà che ad essi si rivolgevano. Invece di definire criteri qualitativi di assistenza, tali da individuare le strutture effettivamente idonee ad assicurare quel genere di tutela, si scelse allora di favorirne la nascita di nuove, al solo fine di ricevere i finanziamenti pubblici provenienti dal Fondo nazionale predisposto al riguardo. Si procedette successivamente alla conta numerica dei centri antiviolenza dichiarati tali, frammentando le risorse da distribuire, con la conseguenza di rispondere in maniera incongrua alla domanda avanzata dalle associazioni con comprovata esperienza nel settore. A ciò si aggiunge l’aggravante di computare e valutare allo stesso modo le istanze dei centri di prima accoglienza con quelle delle associazioni predisposte ad offrire assistenza continuativa e con le esigenze delle case rifugio.
Dal 2014 ad oggi si potrebbe dire che nessun controllo pubblico di qualità sia stato svolto sul lavoro messo in campo in tema di sostegno alle vittime di violenza di genere, se è vero, come è vero, quanto acclarato dall’organizzazione internazionale indipendente ActionAid, che tramite una sua piattaforma open DonnecheContano ha reso noto lo scorso novembre i risultati di una sua indagine al proposito. Ne risulta che solo sette amministrazioni locali fanno sapere in modo chiaro e trasparente come stanno utilizzando i fondi stanziati dal governo. Per cinque Regioni è stato possibile reperire la lista dei centri antiviolenza che hanno ricevuto o riceveranno i fondi stanziati per il biennio 2013/2014: Veneto, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia. Oltre che per queste Regioni, le liste sono disponibili per le due ex province di Firenze e Pistoia. Per altre amministrazioni, i dati sono deducibili reperendo altri atti amministrativi (Abruzzo) o per via del numero ridotto di strutture presenti (Valle d’Aosta e Basilicata). Per il resto delle Regioni, non è stato invece possibile reperire alcun dato. Se questa è la realtà, è evidente che ne discenda la necessità di una mappatura puntuale dei centri antiviolenza ed uno specifico riscontro sui fondi adeguati al loro funzionamento, dati da pubblicare sia sui siti delle Regioni che su quello del Dipartimento alle Pari Opportunità.
Accanto al dato inconfutabile della crisi a cui sono soggette le realtà di supporto alle vittime della violenza sessuata, c’è però un altro elemento che indurrebbe a ritenere poco giustificato il clamore generato sull’iniziativa del camper itinerante. Se sette su dieci delle donne morte di femminicidio avevano denunciato in maniera preventiva i soprusi subiti, ne discende che manca un anello tra il dichiararsi contro la violenza di genere ed il conseguente agire, come ha bene specificato un’amica di una delle ultime vittime, Bernadette Fella. “Come affrontare il problema della protezione di queste donne? Se a fronte di una denuncia, il magistrato non dispone il carcere -come sottolinea SOS Stalking- né gli arresti domiciliari, né altre misure, come il braccialetto elettronico, la tutela delle vittime è totalmente azzerata”. Proprio per il caso di Bernadette il Procuratore della Repubblica di Modena ha dichiarato che “non c’erano campanelli d’allarme” ben ridondanti, come se i denti rottigli con un pugno non avessero fatto alcun rumore nel cadere a terra. Mentre invece per il femminicidio di Enza Avino i giudici del Riesame non disposero gli arresti domiciliari per il suo aguzzino sul presupposto che “non vi era però ragione per non limitare al minimo i sacrifici imposti all’indagato, con l’applicazione di una misura che fosse la meno deteriore per la sua sfera familiare e lavorativa». 
In Italia non c’è, quindi, “un vero e proprio processo di protezione dal momento della denuncia in poi- sostiene Titti Carrano, presidente di DiRe, rete che coordina in Italia 75 centri antiviolenza -, dovremmo avere un posto letto nelle case rifugio ogni 7500 abitanti ed un centro d’emergenza ogni 50.000 e invece a fronte di 5700 posti letto necessari ne possiamo contare solo 500”. Entrando poi nel merito dell’iniziativa del camper della Polizia di Stato la presidente Carrano precisa che occorrano interventi di largo raggio “per costruire azioni ed ottenere risultati, mai prescindendo dal confronto con le associazioni delle donne e con i centri antiviolenza che conoscono e fronteggiano questa tragedia per davvero”. Cosicché al capo della Polizia, Gabrielli, che in occasione della presentazione ai media del progetto Questo non è amore ha avuto modo di sottolinearne lo scopo, ossia “di recuperare quel sommerso che il dato statistico non può cogliere”, si potrebbe ironicamente avanzare un suggerimento. Più che di un camper ci sarebbe bisogno di un sommergibile, capace di abissarsi nel cupo mare della violenza di genere per poi risalire in superficie con idee più chiare, ma soprattutto con fatti più stringenti in materia di effettivo contrasto a questo drammatico fenomeno sociale.



 

 

Violenza contro le donne. Oggi é domani

Lavorare oggi per costruire il domani. Unite per creare una rete di dialogo internazionale

inserito da Nicoletta Voltarelli

Quando ti addormenti la sera con la notizia del centesimo femminicidio e ti risvegli al mattino con l’annuncio di un altro femminicidio, a quel punto prendi coscienza che qualcosa non va. Qualcosa di insensato, inammissibile, assurdo e folle.
Un qualcosa che sicuramente va oltre l' "educazione" che dobbiamo impartire ai più giovani affinché comprendano la vera essenza delle nozioni di rispetto verso gli altri, rispetto di genere, uguaglianza e pari opportunità. Qualcosa che va oltre le ipotesi e le analisi che facciamo in questi tristi momenti:

-“Lei voleva lasciarlo e lui non accettava questa decisione”
-“Perché lo ha fatto?”
-“Non c’era qualche persona che sapeva e che avrebbe potuto impedire il fatto?”

Cerchiamo quasi di capirne il movente, di indagare la causa diretta che spinge un uomo, un marito, un compagno a compiere un gesto così efferato e crudele.
Come se si potesse anche arrivare a capire e trovare una “scusante”, una ragione valida per un gesto come questo, poichè la nostra mente non riesce a sostenere il pensiero di tanta spietatezza.

Ma la verità è che non esiste ragione! E' semplicemente assurdo che questo accada!

E' la rabbia che monta quando ascolto le notizie di questi episodi e che fa scattare nel mio essere più profondo un sentimento di assoluta ribellione, di non accettazione.
Sono fermamente convinta che ci troviamo di fronte ad un problema ancor più grande di quanto osiamo immaginare. Abbiamo necessità di mettere in atto piani di formazione efficaci da applicare nelle scuole, da quella primaria a quella secondaria, fino alle università. Creare opportunità di buona informazione e formazione allo stesso tempo. La formazione non deve essere rivolta solo ai giovani, qui si tratta di formare ed educare urgentemente anche gli individui di fasce d’età superiori, donne e uomini, concetto che avrebbe dovuto essere ben chiaro già da molto tempo.
Quello a cui siamo giunti oggi è, purtroppo, il risultato inevitabile e prevedibile di una cattiva politica condotta per lunghissimi anni da un Paese intero, dalla politica alle singole persone.
Responsabilità della Politica che negli anni ha sottovalutato quei chiari segnali di allarme che arrivavano periodicamente e che ancora oggi, nonostante ci siano le giuste 'carte' per contrastare il problema, non lo fa, dimostrando quell’immobilismo tipico di molte questioni nostrane, caratterizzato da un atteggiamento di passività e dall’assenza di provvedimenti capaci di mutare situazioni e di realizzare progressi, fino a giungere all’assurda pratica che tende a rimuovere i problemi, semplicemente accantonandoli.
Responsabilità dei singoli individui che non hanno avuto la capacità di reagire come avrebbero dovuto, che non hanno fatto sentire efficacemente la loro voce o che sono rimasti nel silenzio più assoluto.
Donne che non hanno avuto la forza di denunciare, di portare il fatto a conoscenza delle competenti autorità. Troppe volte accade che le botte non vengano denunciate, così come le violenze che possono essere anche psicologiche. Troppe volte le storie hanno il nefasto esito di una coltellata fatale.
Famiglie che non hanno saputo comunicare con i propri giovani. Genitori che, pur di difendere e salvaguardare i propri figli, hanno preferito crescere dei “mostri” e scelto di nasconderli alla società. Insegnanti poco e male informati o insegnanti preparati che hanno a disposizione pochi strumenti e mezzi inadeguati per poter affrontare in maniera costruttiva l'argomento.

Non attuare azioni che facciano l’assoluto indispensabile per combattere e prevenire atti violenti e discriminazioni nei confronti delle donne è fondamentalmente ingiusto ed è lesivo della stessa dignità umana. Devono essere prese tutte le misure adeguate per poter sopprimere qualunque pratica
consuetudinaria o d'altro genere che costituisca una discriminazione nei riguardi delle donne ed è fondamentale attuare le giuste politiche per assicurare una protezione giuridica adeguata in relazione ai delitti contro l'incolumità personale e garantirla in qualsiasi sua forma. Bisogna fare tutto il necessario per educare l'opinione pubblica e ispirare il desiderio di abolire tali pregiudizi e devono essere intraprese tutte le azioni , in particolare quelle legislative, per poter assicurare alla donna la giusta tutela nei confronti di atti violenti perpetuati loro da parte di uomini.
È necessario, quindi, avere e far rispettare le leggi ed altresì abbiamo necessità di competenze specifiche e non di improvvisazione. Non è con l’approssimazione e con la superficialità che si darà un contributo deciso al gravissimo problema.
La situazione richiede regole e, soprattutto, è indispensabile che tali regole vengano rispettate.
Se una donna chiede aiuto DEVE essere aiutata, difesa, messa al sicuro, PROTETTA e non ignorata.
Bisogna formare meglio le forze dell'ordine e creare dei corpi speciali competenti in materia, che abbiano le capacità di esprimersi e di agire in relazione a questa specifica e delicata questione.
Bisogna avere rispetto e tutelare le realtà che da anni e per anni si sono occupate di accogliere e supportare le donne vittime di abusi e prevaricazioni. I centri antiviolenza, che contrastano ogni manifestazione violenta, fisica e psicologica, nei confronti delle donne, vanno finanziati e rafforzati con figure specifiche e professionali.
Bisogna punire i colpevoli con le giuste pene, sentenze che siano la giusta condanna per coloro che hanno commesso il crimine e che allo stesso tempo rappresentino un segno di lotta e di contrasto FORTE per tutti i cittadini.

L'Italia é stata molto ingenua e ha dimostrato una buona dose di incapacità.
Abbiamo bisogno di aiuto. Esiste l’assoluta necessità di mettere in campo azioni atte a costruire una rete internazionale di cooperazione che ci dia l’indispensabile assistenza nell’affrontare questo muro fatto di indifferenza, incapacità, immaturità, omertà, superficialità e presunzione.
Non abbiamo bisogno di far finta, né tantomeno illuderci di essere preparati e capaci al pari di altri Paesi europei e non. Al contrario, abbiamo il dovere di essere umili e dire:

"Aiutateci perché da soli non ci riusciamo, non siamo capaci".

Chiediamo aiuto alle istituzioni internazionali che da sempre attuano programmi e azioni concrete per contrastare questo gravissimo problema in svariate zone del mondo. Nulla cambierà finché continueremo a pensare e ritenere che l'Italia possa farcela da sola perché è un paese forte.

È il momento di darsi da fare ed abbiamo il compito e l’obbligo morale di agire ora.
Lo dobbiamo a tutte le donne. Alle donne che sono state uccise, violentate, maltrattate. Alle donne che non hanno più voce e che ora meritano giustizia. Alle donne che hanno avuto il coraggio e sono riuscite a reagire, vincendo la battaglia contro colui che ha fatto loro del male.
Lo dobbiamo alle bambine che oggi hanno 5, 8, 11 anni affinché raggiungano la consapevolezza di cosa vuol dire essere donna e comprendano nell’immediato che le donne hanno gli stessi diritti degli uomini, che è necessario eliminare ogni tipo di discriminazione nei loro confronti e che, soprattutto, MERITANO ASSOLUTO RISPETTO.





 

Cattivi vicini 2

Dalla fratellanza alla sorellanza come antidoto all'individualismo rampante. Il contrasto fra le nuove sensibilità sociali e la "vecchia scuola" machista e gaudente ...

 

inserito da Adriana Moltedo

“Cattivi vicini” è un film diretto e sceneggiato da Nicholas Stoller, con protagonisti Zac Efron e Seth Rogen.
E un college film.

"Cattivi vicini” è una sitcom in forma di lungometraggio sboccata e piuttosto divertente.

Per la seconda volta dopo Cattivi vicini il party boy Teddy, rifiutando di diventare adulto, si scontra contro gli sposini Mac e Kelly che hanno invece scelto di mettere su famiglia e dimenticare i giorni selvaggi del college.

Mac e Kelly Radner, però, prossimi a diventare genitori per la seconda volta, sono disturbati dall'arrivo di una confraternita universitaria, il Kapa Nu, che di notte si dà alla pazza gioia tra schiamazzi, alcol e sesso. La novità è che questa volta si tratta di una "sorellanza" femminile; e che la coppia dovrà ricorrere al suo antico nemico, Teddy, per infiltrarla, dividerla e farla sloggiare.

Una commedia che sottrae le studentesse del college al ruolo passivo di comparse.

Le ragazze vogliono essere libere, da tutto quello che le ha tenute schiave da secoli. Vogliono decidere loro sul che fare e con chi. E si danno alla pazza gioia prima vendendo erba poi facendo party da sballo che procura loro dei bei soldini. Il club della sorellanza si allarga sempre dippiù fino a divenire incontrollabile.

Ora che Mac e Kelly Radner aspettano il loro secondo figlio, sono pronti a fare l'ultimo passo per diventare finalmente adulti: trasferirsi in periferia. Chiedono un prestito con il quale compreranno la nuova casa e vendono la loro. Hanno una caparra e un mese di tempo per concludere l’affare, e intanto i compratori controlleranno se è tutto Ok, altrimenti perderanno casa e soldi.

Ma dopo aver valutato il vicinato ed essersi decisi a vendere, scoprono che le loro nuove vicine sono un'associazione di studentesse universitarie ancora più fuori di testa di quanto Teddy e i suoi "confratelli" siano mai stati.

Stanche di un sistema scolastico restrittivo e sessista, le eccentriche ragazze del Kappa Nu hanno deciso di trasferirsi insieme in una casa in cui poter fare tutto ciò che desiderano. 

Quando Shelby e le sue "sorelle", Beth e Nora, trovano la casa perfetta non troppo distante dal campus, non tengono conto del fatto che si trovi in una strada troppo tranquilla per i party che hanno intenzione di tenere, epici tanto quanto quelli dei ragazzi. 

Costretti a rivolgersi a un ex vicino per sconfiggere le nuove vicine, i Radner, insieme ai loro migliori amici Jimmy e Paula, sfoderano il carismatico Teddy come arma segreta.

Infiltrandosi nella confraternita femminile e seducendone i membri, il trentenne riuscirà a calare il sipario sulla casa delle Kappa Nu. Ma se pensano che il nemico si arrenderà senza lottare, hanno seriamente sottovalutato il potere della follia e dell'ingenuità della gioventù.

Quando le Kappa Nu stanno quasi per arrendersi sarà inaspettatamente Kelly Radner a spronarle a non mollare e nuove e vecchie generazioni usciranno liberate insieme.

Se buona parte del comportamento statunitense, è basato sul senso di fraternity come antidoto all'individualismo rampante, qui ci si avventura nel contrasto fra le nuove sensibilità sociali e la "vecchia scuola" machista e gaudente cui le ragazze della sorority cercano di attribuire uno spinta femminile, sottraendosi all'imperativo dell'appiattimento su stereotipi decisi dai maschi.

Dalla fratellanza alla sorellanza come antidoto all'individualismo rampante, qui ci si avventura nel contrasto fra le nuove sensibilità sociali e la "vecchia scuola" machista e gaudente cui le ragazze della sorority cercano di attribuire una spinta femminile.

Una vera forza della natura!

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Reale Accademia di Spagna : evento del 7 luglio

 

Riceviamo e pubblichiamo l’evento di domani

Associazione Trastevere Rione XIII

 

 

Spettacolo teatrale Beatrice Cenci

Giovedì 7 luglio – Ore 20.30

Real Academia de España

P.zza San Pietro in Montorio, 3 (Gianicolo)

 

https://mail.google.com/mail/u/0/?ui=2&ik=6029b052bc&view=fimg&th=155bfa1bce01f536&attid=0.1&disp=emb&attbid=ANGjdJ8s71hkJNiMZ84zOV1WkpYnd-Vjzz6aSHjFWCLCWuleZefn_J7gX0Og9Uf4UWYLzsRaComPZXu-TzCSouHQSu7IIkrtkWkZJ_JQxcv2VVTQZrDJQJgPH0qq5sE&sz=w1208-h1708&ats=1467814657603&rm=155bfa1bce01f536&zw&atsh=1

 

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Reale Accademia di Spagna : evento del 7 luglio

 

Riceviamo e pubblichiamo l’evento di domani

Associazione Trastevere Rione XIII

 

 

Spettacolo teatrale Beatrice Cenci

Giovedì 7 luglio – Ore 20.30

Real Academia de España

P.zza San Pietro in Montorio, 3 (Gianicolo)

 

https://mail.google.com/mail/u/0/?ui=2&ik=6029b052bc&view=fimg&th=155bfa1bce01f536&attid=0.1&disp=emb&attbid=ANGjdJ8s71hkJNiMZ84zOV1WkpYnd-Vjzz6aSHjFWCLCWuleZefn_J7gX0Og9Uf4UWYLzsRaComPZXu-TzCSouHQSu7IIkrtkWkZJ_JQxcv2VVTQZrDJQJgPH0qq5sE&sz=w1208-h1708&ats=1467814657603&rm=155bfa1bce01f536&zw&atsh=1

 

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Fisco, Equitalia: al via il nuovo portale e l'app Equiclick

 

Roma, 4 lug. (askanews) - Primo giorno di vita per Equiclick, l'app di Equitalia che è disponibile sugli store di Android, Apple e Microsoft. Un nuovo strumento digitale - ha comunicato Equitalia - che esordisce insieme al portale web del Gruppo e che "si inserisce nel progetto più ampio voluto dall'amministratore delegato, Ernesto Maria Ruffini, per rendere più diretto il rapporto con i cittadini, migliorare le procedure e offrire servizi più semplici e moderni".

 

Equiclick, sviluppata per smartphone e tablet, consente di avere sempre sotto controllo la propria situazione, pagare cartelle e avvisi, sospendere la riscossione e individuare lo sportello più vicino. Inoltre è possibile ottenere con pochissimi touch la rateizzazione del proprio debito, ma soltanto per importi non superiori a 50mila euro. È "come avere i servizi del classico sportello di Equitalia in tasca, utile anche per risolvere e superare criticità di carattere informativo, ad iniziare dagli strumenti di autotutela che le norme prevedono per il contribuente e che spesso sono poco noti. Equiclick è composta da due 'aree', la prima - open e senza password - non richiede credenziali per accedervi e, con la funzione "paga online", ti permette di saldare cartelle e avvisi utilizzando carta di credito o prepagata. Così come, in "trova lo sportello", si può individuare rapidamente l'ufficio di Equitalia più vicino, anche con gli orari di apertura al pubblico".

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Equitalia: presto arriverà la cartella amica. Ma amica di chi?

 

Ci sembra evidente che ormai i politici e i vertici delle istituzioni si divertono a prenderci per i fondelli . Pensano infatti che tutti noi siamo deficienti o bonaccioni che accettiamo , credendoci o sopportando benevolmente , ogni loro decisioni facendole passare come aiuti ai cittadini che non vogliono o non possono pagare i debiti verso lo stato o le istituzioni .

Noi riteniamo che i debiti si debbano pagare ma debiti effettivi seguendo le leggi e con eventuali interessi e aggi normali e non sconfinanti nell’ usura.

Ma il peggiore comportamento dell’ Equitalia è ed è stato quello di inviare cartelle con richieste di somme ormai scadute ( in particolare le multe al CdS ) o addirittura già pagate ritenendo che il ricevente non andrà a verificare se dovute realmente .

E infine vogliamo parlare di chi perde il lavoro o imprenditori ché non riescono a riscuotere i propri crediti o in crisi per la situazione economica italiana ?

Di seguito pubblichiamo un articolo molto interessante .

Associazione Trastevere Rione XIII

 

  

 

Da Rossana Prezioso | Trend Online 

·         Il rapporto degli italiani con il Fisco non è mai stato idilliaco soprattutto se si pensa che,

·          

·         anche qualora si sia armati della migliore buona volontà nel voler pagare le tasse, questa

·          

·         verrebbe meno immediatamente di fronte alle sempre più esose (e spesso incomprensibili)

·          

·         richieste provenienti dall’altra parte. 

Equitalia è stata chiusa... ma anche no!

Per questo tempo fa il Premier Matteo Renzi aveva lanciato la proposta di chiudere Equitalia, raccogliendo l’entusiasmo di una pletora di potenziali elettori.

Ebbene a quanto pare ha mantenuto, nella forma, la promessa.

Nella forma ma non nella sostanza perchè se è vero che Equitalia chiude, lo fa nella versione come la conosciamo oggi e cioè divisa in Equitalia Sud, Centro e Nord, tutte agenzie che, di fatto, sono state cancellate.

Peccato che, come una odiosa Araba Fenice, si sono ritrovate a rinascere come Equitalia Servizi di Riscossione Spa, società a sua volta partecipata da Agenzia delle Entrate e INPS.

Tutto deve cambiare affinché tutto rimanga uguale. 

Da Equitalia si è dato il via, dunque ad una vera e propria operazione di marketing per migliorare la propria immagine (tentativo a quanto pare più ridicolo che disperato) e il rapporto con i contribuenti. E per farlo si è deciso di cominciare dalle parole, comprese quelle usate per indicare le cartelle di pagamento che tra poco si chiamerà Cartella amica.

Cartella amica: di chi? 

La forza delle parole è grande e in questo caso è anche dimostrata dai fatti. Cartella amica, ma di chi?

La novità, infatti sarebbe solo la presenza di un bollettino in più che arriverà a casa di tutti coloro che hanno ancora pendenze aperte e non hanno chiesto la dilazione, e riporterebbe la stessa cifra del debito, divisa però in più rate, in modo che il destinatario, o se si preferisce il debitore, sia in grado di poter scegliere tra la soluzione unica e quella dilazionata.

Una “comodità” che è prima di tutto per Equitalia la quale non solo vedrà diminuita notevolmente l’affluenza della clientela in cerca di soluzioni più comode soprattutto per i debiti minori, con notevole risparmio delle risorse interne dell’Agenzia, ma potrebbe vedere aumentate le sue entrate vista l’opzione extra della rateizzazione. Anche il cittadino potrebbe vedere un vantaggio nell’offerta di più soluzioni che vanno dai 12 ai 72 mesi per rateizzare importi che vanno da un massimo di 50mila euro a un minimo di 600 con un versamento che parte da 50 euro a bollettino.

 Ma come è facile immaginare, se di rate si parla, il primo pensiero va agli interessi. Ebbene sì, ci sono, al 3%, una cifra agevolata ma pur sempre una cifra e scatterà nel caso in cui si risponderà entro 30 giorni dal ricevimento della cartella accettando le condizioni.

E per fortuna che era amica…. 

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CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE : I PROSSIMI EVENTI

 

Con questa pubblicazione ricordiamo a chi ci legge i prossimi eventi  della CASA già precedentemente comunicati fino al mese di agosto.

Associazione Trastevere Rione XIII

 

CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

Via della Lungara 19 – Roma   Trastevere

 

 

 

La CASA(S)PIAZZA 2016: cinema incontri letture musica con VENTI D'ESTATE

 

 

 

 

 

 

 

Image

 

La CASA (S)PIAZZA vi invita a trascorrere fresche serate nel giardino

della Casa Internazionale delle Donne

con gli appuntamenti della rassegna VENTI D'ESTATE

L’ingresso è APERTO A TUTT@

 

 

 

Venerdì 1  luglio 17:30

 

Attraverso la luce.

Viaggio nella fotografia

 

Giancarlo Ceraudo sperimenta la fotografia come strumento di elaborazione dell’esperienza del viaggio per approfondire questioni sociali e umane.

Una conversazione con l’autore Marco Damilano e Tiziana Faraoni

Organizza: Doppio Ristretto

 

 

 

Martedì 5 luglio 21:00

 

 

 

Serata d’onore per e con

Lorenza Mazzetti

 

Proiezione del film Together (1956) ed in anteprima estratti del documentario Perchè sono un genio! con gli autori Steve Della Casa, Emanuela Del Monaco e Francesco Frisari e e con la cratrice della trasmissione Hollywood Party Francesca Levi.

Organizza: Doppio Ristretto 

 

Mercoledì 6  luglio 21:00

 

L’amica geniale

di Elena Ferrante

 

Anna Bonaiuto interpreta le storie di Elena Ferrante a partire da quell’Amore molesto che vent’anni fa decretò il successo di un sodalizio artistico tuttora vitale.

Organizza: Doppio Ristretto

 

 

 

Giovedì 7  luglio 21:00

 

 

 

Drugstore il nuovo disco

di Discoverland

 

Drugstore il secondo disco firmato

Discoverland: una combinazione

avvincente e impensata di 

ingredienti musicali.

Con il giornalista e conduttore radiofonico di Radio Rai John Vignola, gli ideatori e musicisti,

Roberto Angelini e Pier Cortese.

Organizza: Doppio Ristretto

 

Servizi

 

Lunedì 4 luglio 09-12:00

 

Screening

del cervicocarcinoma

 

Come ogni lunedì pap test della ASL Roma 1 alla Casa delle donne Via della Lungara 19 dalle 9 alle 12 senza appuntamento.

Se hai fra i 25 e i 64 anni e sono tre anni che non fai il pap test  non perdere quest'occasione.

 

 

 

Laboratori

 

 

 

 

 

Martedì 5 luglio 21:00

 

Laboratorio

di scrittura autobiografica

 

La scrittura autobiografica, utilizzata nei percorsi di formazione in età adulta, offre la possibilità di ricostruire frammenti della propria esperienza di vita.

Organiizza CORA ROMA Onlus

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San Pietro e Paolo, oggi è festa a Roma: spettacoli pirotecnici ed eventi culturali

 

 

Il 29 giugno a Roma torna la rievocazione storica della Girandola: fuochi d'artificio in Piazza del Popolo

Di Lorenzo Pasqualini -

 Girandola 630

 

Il 29 giugno è festa a Roma. E’ San Pietro e Paolo, patroni della città, e praticamente tutte le

attività commerciali restano chiuse. Un giorno festivo, nel quale si tengono anche tutta una

serie di eventi da non perdere.

Vicino il Vaticano si tiene la storica infiorata, in piazza Pio XII, dove verranno realizzate splendide opere floreali mentre nel quartiere Ostiense si terrà in serata la Processione delle Catene, in programma a partire dalle ore 20:00.

Per gli amanti dei fuochi artificiali, da non perdere l’appuntamento in Piazza del Popolo dove il 29 giugno torna la “Rievocazione Storica della Girandola” di Roma, in sincronia musicale. Il tradizionale spettacolo di fuochi d’artificio si celebrerà dalla Terrazza del Pincio invece che da Castel Sant’Angelo come avveniva in passato. Lo spettacolo durerà circa 16 minuti e sarà accompagnato da una banda musicale. Inizierà intorno alle 21.40.

Musei e mostre di Roma saranno aperti per l’occasione per tutto il giorno.

 



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Dal giornale NOI DONNE : ultimo numero

07330 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo alcuni articoli del giornale NOI DONNE

Associazione Trastevere Rione XIII

 

Logo Noidonne 

 

 

PRIMA PAGINA DONNA

Ancora la Sindaca di Roma e qualche considerazione su Brexit e Regina Elisabetta, la terribile morte di Maria, la bimba di 10 anni e lo scoppio della villetta di Milano, atto di gelosia. Un sorriso sulle giacche di Angela Merkel

inserito da Paola Ortensi

PRIMA PAGINA DONNA 15 (20 - 26 giugno 2016 e dintorni)

Nelle solite note, la settimana scorsa, ho terminato scrivendo che facevo gli auguri alla nuova Sindaca di Roma, perché al di là delle mie scelte di voto Roma non solo è ROMA Capitale ma è la mia città che amo molto aldilà di tutto e che ritengo essere stato un privilegio l’esserci cresciuta. Queste piccole note personali, che considero non improprie in “una rassegna” così empirica, mi servono per sottolineare l’informazione che tutti i giornali ci hanno raccontata sull’insediamento della Raggi con saluto su una delle viste più belle e interessanti del mondo, in conseguenza della quale ha spiegato fra l’altro alla stampa che: ”ROMA merita di essere amata”. Dopo l’attimo di emozione di quella che oggi è stato affermato, se non sbaglio dall’Accademia della Crusca, legittimo e corretto chiamare Sindaca, i problemi a valanga iniziano a srotolarsi ed è interessante che la prima manifestazione di protesta che l’ha coinvolta riguardi (in quanto non risolta) lo sfratto e chiusura di alcuni centri antiviolenza della Capitale. Una vicenda incredibile, se si riflette a quanto si scrive e si informa di violenza, femminicidio e quanto si afferma circa la necessità di creare strumenti di difesa delle donne. Beh, allora secondo le migliori tradizioni quello che esiste ed è utile viene eliminato. Speriamo che la Sindaca, alle prese con enormi problemi - in primis: Giunta e aziende municipalizzate - e che delle donne che hanno manifestato per giorni ha ricevuto una delegazione, abbia l’attenzione a capire che l’impegno che si è presa di occuparsi del problema, apertosi prima della sua elezione, per una buona soluzione, sia un traguardo da prendere sul serio. Molte donne dopo le elezioni, anche fra quelle che non l’hanno votata, ho l’impressione che proprio perché donna si siano espresse nel vederla sperando nel meglio …nonostante. Se il messaggio lo ha raccolto è possibile che quella di Sindaca risulti ben augurale. Prima di ”lasciare” Roma, noto che forse l’unico successo del Pd, in città, è avere mantenuto la Presidente del I Municipio Sabina Alfonsi che in quanto Reginadel centro storico l’augurio che faccio è che trovi modo di lavorare insieme alla Sindaca privilegiando e ricercando utili sinergie positive oltre le diversità politiche. E a proposito di Regine fra le molte conseguenze della Brexit, di cui certo chi legge sa tutto quanto è possibile sapere a oggi, nella confusione che si è generata con la vittoria della richiesta d’uscita dall'Ue, sarà davvero interessante ascoltare il silenzio assordante della Regina Elisabetta. Scoprire non solo come reagirà davvero, data l’età che comunque non perdona neanche i regnanti, interpretare come potrà riuscire a dare ancora forza identità, prestigio e immagine a quel Regno Unito a cui nei 63 anni di Regno ha assicurato una forte identità nonostante le spinte scissionistiche, buon ultimo il referendum scozzese vinto per il rotto della cuffia; unità che ora “grazie”, pare lei ritenga, alla superficialità di Cameron è a rischio forte di molteplici e persino inedite richieste di scissioni se si pensa all’idea detta a voce alta di una Londra “autonoma”. Proprio come fece per il Referendum scozzese la Regina avrebbe potuto rompere il suo silenzio magari, cosa che non mi pare abbia fatto, in occasione dell’orrendo delitto della deputata Jo Cox di cui non vorremmo ci si scordasse.
Sfiorando la politica che ha stravolto l’Italia e di cui ho solo chiosato i primi comportamenti della Sindaca di Roma, consapevole dell’informazione ricca e le idee solide di chi legge, e aggiungendo una riflessione marginale sulla Brexit e la Regina (che ho però l’impressione darà da riflettere a posteriori parecchio) lascio alla prossima settimana notazioni più nel merito di entrambi gli eventi che sicuramente ci coinvolgeranno.
 
Vorrei invece non saltare almeno la notazione di due episodi di insopportabile cronaca, oramai quotidiana, che rientrano nella terribile vicenda della violenza alle donne iniziando dalle bambine. Episodi che chiedono a tutte e tutti di sentirci protagonisti di un nuovo sviluppo di civiltà. Come possiamo ignorare Maria, la piccola di 10 anni in Campania violentata e buttata nuda in una piscina, e il profilo vivace e gioioso che ne esce a fronte dei racconti sulla sua piccola vita quotidiana. Il dramma della mamma e del papà che solo da tre anni, oramai con un lavoro entrambi, avevano potuto farla ricongiungere a loro facendole lasciare la Romania. Un'insidia, la violenza, sorella di quella fissazione del possesso maschile che a circa 15 giorni dall’evento si scopre, grazie alle indagini, essere stata quasi certamente la ragione dello scoppio della palazzina di Milano dove hanno perso la vita una coppia di giovani studenti e la compagna dell’uomo che senza neanche averlo reso esplicito davvero non accettava di essere lasciato. Lui è in ospedale, è vivo, ma ha causato non solo la morte della donna ma bruciature gravissime e diciamolo dolorosissime alle due figlie bambine avute con la donna che avrebbe ucciso. Figlie a cui non è immaginabile come riuscirà a rispondere un giorno ai loro perchè. Quasi a sancire che - nonostante sempre più donne nei posti chiave del potere, dell’economia, della rappresentanza - “una questione femminile” continui ad esistere. Almeno sicuramente in Italia. Uno studio divulgato con gran parsimonia dall’informazione e messo a punto, nella sua ventunesima edizione, da una società la Od&m consulting, esperta di gestione e valorizzazione delle risorse umane, ha “rivelato” il confermarsi di un gap di genere nei salari che rivela uno scarto al ribasso piuttosto rilevante per le donne nei confronti degli uomini, generalizzato nei vari ambiti lavorativi…
Termino tornando “alla politica” e promettendo a me stessa di cercare di comprendere meglio possibile, e poi discuterne con voi, quello che sarà il concreto atteggiamento di Angela Merkel nei confronti della gestione della Brexit; atteggiamento che pare preannunci cautela e morbidezza. Per chiudere con un sorriso noterò il colore della giacca che Angela ha scelto per la riunione con Hollande e Renzi in prima battuta. Ho l’impressione osservandola da anni che alla scelta del colore delle giacche affidi anche la scelta del suo atteggiamento. Non provo a tradurlo, anche se un'idea ce l’ho; ma la mattina dei risultati la giacca era verde acqua su pantaloni bianchi ..
Ps. sui contenuti torneremo, uniti a quelli di altri incontri decisivi, ma prima di inserire l’articolo posso dire che la giacca scelta dalla Merkel a Berlino è stata lilla, grigio perla in una sintesi verso il bianco ghiaccio .. le interpretazioni immaginarie sono aperte a tutte e tutti....

 

 

 

 

Presidio in Campidoglio contro la chiusura dei Centri Anti-violenza

Tante donne oggi sotto l'ufficio della neo-sindaca per chiedere che non vengano interrotti i servizi a supporto delle vittime di violenza

inserito da Silvia Vaccaro

Roma, 24 giugno 2016. Un caldo soffocante ha accompagnato oggi il presidio di quasi cinque ore che un nutrito numero di donne, su chiamata della rete
 Io decido, ha organizzato per chiedere alla Sindaca Raggi di scongiurare la chiusura imminente, prevista per lunedì mattina 27 giugno, dello sportello anti-violenza SOS Donna di Grotta Perfetta gestito dalla cooperativa sociale Be Free, servizio che ha seguito finora 1934 donne, sostenendole sul piano psico-sociale, psicologico, legale e formativo. 

Un attacco ingiustificato quello che si sta consumando ai danni dei centri anti-violenza (anche a Palermo le attiviste del centro "Le Onde Onlus”
 che dal ’92 a oggi hanno aiutato oltre 10 mila donne hanno dovuto sospendere il servizio) nonostante i femminicidi siano all’ordine del giorno. Oggi purtroppo un'altra vittma a Piacenza. Ad uccidere la donna il marito che è poi suicidato. 

A Roma, ancora scossa per il terribile
 femminicidio di Sara di Pietrantonio, oltre a SOS Donna, rischiano la chiusura lo sportello Assolei e il Centro Donne Dalia. Per difendere questi spazi e altri come la Casa delle donne Lucha y Siesta e lo sportello Una stanza tutta per sè, in tante oggi si sono trovate per dire che le donne non si faranno portare via ciò che con fatica hanno conquistato e costruito sul territorio. 


Ed è proprio alla luce della pervasività del fenomeno della violenza maschile sulle donne che le attiviste hanno chiesto, oltre alla difesa degli spazi, che venga abbandonata la logica emergenziale con cui spesso in questi anni le istituzioni hanno risposto facendo della violenza una questione di sicurezza come prevede la
 contestata legge sul femminicidio del 2013  o l'introduzione del Codice Rosa che spinge le donne che si recano al pronto soccorso a denunciare immediatamente. Per invertire la tendenza, le attiviste chiedono che la politica si impegni a contrastare la violenza e lacultura sessista che è alla base, con interventi che vadano dall’educazione alle differenze nelle scuole alla creazione di occasioni di lavoro e di reddito per le donne (in Italia abbiamo un tasso di donne occupate fermo al 46%), oltre che al supporto tramite i servizi sul territorio. 

Dopo alcune ore di presidio, in cui le donne hanno ingannato l'attesa con canti e cori, una piccola apertura al dialogo.
 Una delegazione di attiviste ha infatti potuto incontrare la neo-sindaca Virigina Raggi che si è mostrata, da quanto è emerso, cauta ma disponibile e consapevole che i centri anti-violenza non devono essere chiusi. Non ha però fornito alcuna certezza che si possa scongiurare l’imminente interruzione del servizio SOS Donna. 

Si vedrà dunque nelle prossime settimane se la Sindaca sarà realmente disponibile ad andare incontro alle richieste delle attiviste, che oltre alla proroga dei servizi sul territorio, chiedono l’apertura di un percorso pubblico che prenda in considerazione e riconosca tutte le esperienze e delle competenze maturate attraverso il lavoro instancabile, e spesso gratuito o scarsamente retribuito, che le donne che erano al Campidoglio oggi pomeriggio svolgono per le altre donne per combattere insieme la guerra fatta sui loro corpi. 

 

 

 

 

La parità di genere come fattore di sviluppo - di Teresa Masciopinto

Governance, ambiente di lavoro, finanziamenti a imprese di donne e per le donne: in Banca Etica è aperto il cantiere per la parità di genere

inserito da Redazione 

Giugno 2016. A livello internazionale è ampiamente riconosciuto che la parità di genere è un obiettivo di sviluppo in sé perché una questione di diritti umani, ma anche un presupposto per il raggiungimento di altri risultati di crescita di economia /finanza “intelligente" e “inclusiva”.
 

Banca Etica negli ultimi anni ha confermato una crescente sensibilità per la questione di genere
 a partire dalla base che la compone, i soci e le socie. Lo hanno dimostrato le elezioni degli ultimi CDA che hanno portato a una composizione paritaria delle donne rispetto agli uomini e le elezioni del Comitato Etico che oggi conta 6 donne su 7 componenti.

Ogni giorno Banca Etica sceglie di finanziare imprese che nascono da idee di donne o che si impegnano per sostenere donne in condizione di fragilità.

Noi di Banca Etica ci siamo e vogliamo continuare ad esserci.
 E' il nostro modo per essere al fianco delle donne con l'impegno delle nostre socie e de nostri soci, delle lavoratrici e dei lavoratori che fanno crescere ogni giorno il nostro progetto; ci siamo con le relazioni che nascono grazie al credito, che avvicinano chi ci affida il proprio risparmio con associazioni, imprese sociali, centri antiviolenza che raccontano una storia diversa, quella di donne che costruiscono un futuro diverso.

Recentemente il Comitato Etico di Banca Etica - in un’ottica di miglioramento e di innovazione continua - ha avviato nel corso del 2015 un'articolata indagine interna finalizzata a investigare quali nuove frontiere aprire per cercare di rendere la finanza a misura di tutte e tutti.
 C’è la volontà di interrogarsi sulle differenze di accesso e utilizzo degli strumenti finanziari a partire da una analisi di genere. 
È infatti necessario tener in considerazione che le diseguaglianze persistono tra uomini e donne nella nostra comune subcultura, fatta di comportamenti, abitudini, pensieri e stereotipi su cui si strutturano le disparità di genere e gli svantaggi che influiscono negativamente anche in campo economico e finanziario, per esempio nelle opportunità di accesso al lavoro, ai servizi, alla partecipazione attiva alla vita quotidiana, etc.

Ascoltare e analizzare con un approccio di genere la nostra realtà permetterà di renderla più giusta e paritaria,
 più rispettosa delle differenze ma anche più attenta e creativa nel rispondere ai bisogni finanziari di tutte e tutti.

Parte importante dell'approfondimento passa dalla conoscenza delle storie di realtà che finanziamo con il risparmio delle persone e delle organizzazioni che hanno scelto la finanza etica, storie di impegno e di economia civile per un'Italia dalla parte delle donne. Storie che vengono da lontano e che vogliono andare lontano!
Potete leggerne alcune qui:
http://www.bancaetica.it/sites/bancaetica.it/files/web/blog/Pubblicazione%20realt%C3%A0%20finanziate%20al%20Femminile/BE_realt%C3%A0FINANZIATE_sett13.pdf
vi invitiamo a conoscerle e a contattarle per stare al loro fianco!

 

 

 

 

 

Calcio e Nazionali, il gender pay gap riguarda anche loro

E’ tempo di Europei, di calcio mercato e inevitabilmente di cifre, ma è passata inosservata la notizia che la nazionale di calcio femminile degli Stati Uniti ha vinto i Mondiali e ha guadagnato una cifra milionaria ben al di sotto di...

inserito da Silvia S. G. Palandri

Calcio e Nazionali, il gender pay- gap riguarda anche loro
Silvia S. G. Palandri

In periodo di Campionato Europeo di calcio, di calcio mercato e di relativi numeri e cifre, non ha trovato spazio, tra le reti delle squadre nazionali, la notizia che la Nazionale di calcio femminile statunitense ha ottenuto una proposta di legge arrivata fino al Senato americano con la quale richiede parità salariale con i suoi colleghi.
La Nazionale di calcio femminile degli Stati Uniti infatti ha vinto i Mondiali e per questo ha ricevuto un premio di ben 2 milioni di dollari che però messo a confronto con i 30 milioni vinti dalla Nazionale tedesca nel 2014 per la stessa vittoria mondiale fa risaltare una disparità eclatante che ha portato la Nazionale di calcio femminile a protestare apertamente per questo trattamento di palese disuguaglianza. Le giocatrici stesse hanno stimato di guadagnare ben il 25% in meno rispetto ai loro colleghi.
 
La senatrice Patty Murray ha così deciso di supportare la loro protesta e con altri venti senatori ha presentato una risoluzione che è stata largamente approvata. La Risoluzione tuttavia non ha alcun effetto legale ma solo una valenza di pressione pubblica sugli enti governativi del calcio tanto che un altro senatore, Patrick Lealhy, ha pensato di presentare direttamente alla FIFA un’altra petizione che però è stata duramente osteggiata ritenendo più urgenti e necessarie altre questioni per il Paese. Ma questa risoluzione non è la sola proposta sull’equità salariale a giacere dimenticata, infatti anche il “Paycheck Fainess Act” che apporterebbe ulteriori garanzie alla parità retributiva a livello federale, aggiornando la “Equal Pay Act” del 1963, è per ora fermo al Senato così che è ancora in vigore la legge di epoca “kennediana”.

L’ unica legge recente approvata sull’equità salariale è stata quella del 2009, la “Lilly Ledbetter Fair Pay Act” firmata dal Presidente Obama all’inizio del suo primo mandato. Con questa legge si è voluto marcare una realtà di disequilibrio esistente tra i salari maschili e quelli femminili cercando di sancire per legge la parità salariale a parità di mansione. Questo provvedimento legislativo porta il nome della cittadina americana, Lilly Ledbetter, che una volta in pensione si è resa conto di percepire una somma inferiore ben al 40% rispetto ai suoi colleghi e che dopo una battaglia legale contro la sua ex azienda non ha visto riconosciute le sue istanze, perdendo la causa.
 

Sarà stato per evitare questo effetto sorpresa che in Germania, dove le donne guadagnano il 22% in meno rispetto ai colleghi, la Ministra alle politiche familiari, per gli anziani, le donne e i giovani, Manuela Schwesig ha presentato lo scorso anno un disegno di legge preliminare per risolvere il pay-gap che avrebbe dovuto dare i suoi effetti già nel 2016 se non si fosse arenato in Parlamento osteggiato dalle numerose critiche di fattibilità sia a livello economico per le aziende sia per la conseguente paura per i livelli occupazionali femminili; per alcuni infatti questa uguaglianza scoraggerebbe le aziende nell’assumere le donne.
Questa legge propone tra l’altro, come strumento di garanzia di parità salariale, la pubblicazione online degli stipendi dei relativi colleghi, non a livello nominale ma per categoria, così che ognuno può confrontare e verificare l’adeguatezza della propria remunerazione.
Nel resto d’Europa la situazione per le donne è altrettanto poco remunerativa visto la media del divario salariale che si attesta al 16.4% e dove in Spagna una donna guadagna il 17% in meno di un collega o in Francia il 15% e riceve una busta paga più leggera del 20% in Ungheria, del 30% in Estonia, del 19.4% in Finlandia e del 23.4% in Austria.
La situazione si presenta simile anche in paesi fuori dall’Unione Europea come la Svizzera dove a Febbraio scorso è stata attivata la campagna “Equal Pay Day” con l’intento di far reinserire nella programmazione legislativa 2016-2019, la legge per l’equità salariale che è sancita dall’art.8 della Costituzione Elvetica e che invece il Consiglio Nazionale ha stralciato dal Programma di Legislatura triennale.
La legge per la parità salariale tra uomini e donne prevedeva misure concrete che, a detta dei promotori della campagna, avrebbero permesso di superare lo squilibro di retribuzione che nel paese elvetico è pari al 18.4%.
 

In Italia la situazione non è diversa dal resto d’Europa se la stima percentuale dei salari femminili, calcolata per ore lavorative, secondo uno studio dell’Unione Europea è pari al 6.7% in meno rispetto agli stipendi maschili. E nel Calcio? Il Calcio e tutti gli sport italici vengono regolati dal CONI e dalle sue Federazioni che ad oggi non hanno modificato le regole per le quali gli sport femminili risultano estromessi dal professionismo in base ad una legge del 1981, la n. 91 del 23 Marzo, che definisce i requisiti dell’atleta professionista, i quali sono materia esclusiva delle Federazioni. Così le donne sono e rimangono delle “dilettanti”.
L’Associazione Nazionale Atlete, ASSIST, nell’incontro annuale tenutosi a livello nazionale ha voluto rendere nota questa palese situazione di disuguaglianza e discriminazione che affligge le donne non solo sul piano economico ma che incide a livello di considerazione sociale e di valutazione prestazionale.
La protesta delle atlete è stata recepita dal ddl n. 1996 “Idem-Fedeli” del 2015 per volontà della Vice-Presidente del Senato Valeria Fedeli e della Senatrice Josefa Idem e che volge al pieno riconoscimento professionale delle atlete italiane.
Il ddl “Modifiche alla Legge 23 marzo 1981 n. 91, per la promozione dell’equilibrio di genere nei rapporti tra società e sportivi professionisti” è stato presentato nel Luglio dello scorso anno e dopo la lettura in Senato, seguita alla presentazione, è a tutt’oggi in attesa di discussione.
 
La FIGC, Federazione Italiana Gioco Calcio, da parte sua sta tentando una riabilitazione del ruolo e delle abilità femminili. Di fatto i club di calcio femminile rientrano nella Lega Nazionale Dilettanti, LDN, tuttavia per la stagione 2015-2016 le società professionistiche di Serie A e Serie B maschili sono tenute a tesserare almeno 20 ragazze under 21 per aumentare la possibilità che le donne possano competere nelle varie categorie a seconda dell’età. Si è inoltre data la possibilità di cedere il titolo sportivo per invogliare i club professionisti ad interessarsi al calcio femminile anche nei livelli più avanzati.
Questi accorgimenti sono stati previsti nell’ambito delle Linee Programmatiche per lo Sviluppo del Calcio Femminile. Nel frattempo, forse anche grazie a queste decisioni, come primo effetto, c’è stato un contratto di sponsorizzazione per una centrocampista, Aurora Galli, con una nota marca di scarpe e prodotti sportivi italiana che per la prima volta ha scelto come sponsor una calciatrice.
Un assist favorevole dalla FIGC quindi al Calcio Femminile che dovrebbe dare i suoi risultati nel tempo ma che può portare a vincere la partita più importante, quella della parità in ogni campo, economico e professionale.

 

 

 

 

 

Roma, Tuba: terza edizione di Bande de femmes

Dal 29 giugno al 1 luglio alla libreria Tuba torna Bande de femmes per la 3° edizione del festival di fumetti e illustrazioni

inserito da Redazione 

Fumettiste e illustratrici alla conquista del Pigneto.
 

Le artiste della nona arte si danno appuntamento al Pigneto per far vivere i propri personaggi e immaginari all’interno di Bande de Femmes, il festival di fumetti e illustrazioni organizzato da Tuba, bar e libreria delle donne, da anni punto di riferimento culturale sull’isola pedonale, in via del Pigneto 39 A (Roma). 

La kermesse, giunta alla sua terza edizione,
 si conferma ricca di presentazioni, mostre, incontri, dibattiti, approfondimenti, musica e attraverserà tutto il quartiere grazie alla partecipazione di molte delle realtà creative del quartiere: il laboratorio di serigrafia Sensum Lab, lo studio di grafica e illustrazione Lab. Aquattro, il circolo culturale HulaHoop, l’enoteca ristorante Infernotto e il cocktail bar Mezzo. 

Ma le protagoniste sono le donne, non solo in qualità di autrici ma anche e soprattutto per i temi trattati: biografie, corpi, sessualità, discriminazioni, adolescenza, supereroine, femminismi. Nei tre giorni di festival proporranno mostre, live painting e un continuo incontro con lettrici e lettori. A partire dal vernissage itinerante che dalle 20.00 di mercoledì 29 giugno inizierà da Tuba e attraverserà il quartiere tra le esposizioni di Elisabetta Romagnoli, Laura Scarpa e Valeria Patrizi, e le collettive di Teiera (Giulia Sagramola, Sarah Mazzeti, Cristina Spanò), di Lab. Aquattro e Crisma (Martoz, Gemma Vinciarelli, Alessio Spataro, Chiara Lanzieri, Emma Verdet, Rita Petruccioli e molt* altr*), delle locandine di Amorucci (Cecilia Campironi, Nicoz Balboa, Cecilia Agostini, Ilaria Grimaldi, Fabiola Martelli, Bernadette Moens, Adelaide Albinati) e quella dei Conigli Bianchi, fumettist* contro lo stigma dell’Hiv.
 

“Siamo convinte – spiegano le donne di Tuba – che solo la cultura può cambiare questo quartiere, migliorando la vita di chi ci vive e di chi lo attraversa. L’idea di un festival di fumetti e illustrazioni nasce dalla volontà di creare un circolo virtuoso di cultura e socialità che, a partire dalla narrativa e dai fumetti, possa parlare e far parlare dei temi che ci interessano da sempre: corpi e scritture delle donne, politica e tematiche LGBTQ. Da quando siamo nate, otto anni fa, abbiamo portato i libri nello spazio pubblico, per strada, coinvolgendo il quartiere e il territorio. Lo faremo anche con questa edizione di Bande de Femmes.”
 

Ospitesse d’eccezione Patrizia Mandanici, storica autrice di Legs Weaver e Nathan Never, con il suo ultimo libro edito ComicOut “Cronache dall’Ombra”, Pat Carra e le autrici di Aspirina la rivista acetilsatirica, storica rivista di humor femminista, Giulia Sagramola e il collettivo Teiera, Rita Petruccioli e gli altri autor* di Crisma, l’ultima produzione targata Lab. Aquattro e gran finale con la serata Amorucci, dedicata alle supereroine che hanno disegnato l’immaginario LGBTQ nel mondo, con Giulia Anania cantautrice e “matadora” dell’esperimento per rieducare le ragazze all’amore.
 

PROGRAMMA
BANDE DE FEMMES 2016 

 

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* Mercoledì 29 Giugno:

dalle h17:30 Tuba, HulaHoop, Mezzo, Infernotto, Sensum Lab, Lab. Aquattro e il “Giardino Segreto” inaugurano le 7 Mostre del Bande de Femmes.
 
In mostra Elisabetta Romagnoli, Laura Scarpa, Valeria Patrizi, Cecilia Campironi e le collettive di Teiera, Crisma la Rivista, Amorucci e Conigli Bianchi Fumettist* contro la Sierofobia
 

h18:00 @HulaHoop
 
La Meccanica della Meraviglia
 
incontro e laboratorio sul precinema a cura di Coppelia Theatre.
Consigliata la prenotazione al num: 3472902038
h19:00 @Tuba
 
Cronache dall'ombra
Anna Segre presenta Patrizia Mandanici, e la sua ultima graphic novel appena edita da Comicout.
Vi invitiamo a scoprire un antologia di racconti su alieni, libertà e lesbo-drammi, firmati dalla storica disegnatrice di Nathan Never e Legs Weaver.

h20:30 @Tuba
 
Dilemmi. Soluzioni impossibili per animi sensibili.
Reading musicale con Federica Tuzi (voce narrante) e Merel Van Dijk (voce e chitarra, pianola e pc)
Ogni pezzo è un dilemma: esco o sto a casa? Ti lascio o ti sposo? Agio o disagio?
 

h21:00 @HulaHoop
 
La cacciatrice d'aste
 
Una storia senza parole, uno spettacolo di marionette da polso tratto dall'immaginario della pittrice surrealista Remedios Varo, accompagnato da musiche elettroniche originali che trascinano gli spettatori alla soglia di un mondo ambiguo. Consigliata la prenotazione al num: 3472902038, ingresso gratuito, uscita a cappello.
dalle h21:30 @Mezzo
 
Hugo Sanchez Dj set

h22:00 Tour in notturna delle Mostre
 
@Tuba, Mezzo, Infernotto, HulaHoop, Sensum Lab, “Giardino Segreto” e Lab. Aquattro
 
Visita guidata alla scoperta delle sette mostre del Bande de Femmes. Partenza da Tuba.

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* Giovedì 30 Giugno:

h18:00 @HulaHoop
 
La Meccanica della Meraviglia
 
2° incontro e laboratorio sul precinema a cura di Coppelia Theatre.

h19:00 @Tuba
Spine nel fianco: Autoproduzioni di donne, canone maschile e strategie di resistenza
 
Un confronto a partire dall'esclusione delle donne dal Grand Prix di Angoulême e una presentazione atipica di tre autoproduzioni disegnate: Aspirina, Teiera e Crisma.
Incursioni fastidiose come i commenti su facebook performate da Tony Allotta e da Ramide live set.

h21:00 @HulaHoop
 
torna per il 2°giorno La cacciatrice d'aste
Consigliata la prenotazione al num: 3472902038, ingresso gratuito, uscita a cappello.
h23:00 @Monk
After del Bande de Femmes ad Amorucci.
I contributi disegnati delle artiste ospiti del festival balleranno grazie al Vj set di ColorFul Frame.

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* Venerdì 1 Luglio:

h19:00 Baci a stampo. Maratona di scambi amorosi con le autrici.
@ Mezzo cocktail d’amore con Elisabetta Romagnoli
@ Infernotto acquarello al calice con Laura Scarpa
@ Tuba elisir erotico con tutte le illustratrici di Amorucci e Cecilia Agostini (Hangar TattooStudio)
@ HulaHoop aperitè intimo con le Teiera
@ Sensum Lab fuori dalla tana dei luoghi comuni con Conigli Bianchi
@ “Giardino Segreto” confessioni dipinte con Valeria Patrizi
 
@ Lab. Aquattro si salvi chi può con (quasi) tutti gli autori di Crisma la rivista

In regalo presso @SensumLab, solo e soltanto per chi ha raccolto nel corso del festival i 7 baci delle 7 mostre, una serigrafia eseguita dal vivo!

h21:30 @Tuba
Amorucci SuperLelle
Party in maschera dedicato a tutte le super eroine lesbiche (dichiarate o meno...)
 
Ospiti e ospitesse d'eccellenza, disegnata di piazza di tutte le mitiche illustratrici di Amorucci, dj set eroicamente trash a cura di Giulia Anania

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*Artiste in Mostra: Valeria Patrizi, Laura Scarpa, Elisabetta Romagnoli, Collettiva Teiera (Giulia Sagramola, Sarah Mazzetti, Cristina Spanò), Collettiva Amorucci (Ilaria Grimaldi, Cecilia Campironi, Fabiola Martelli, Nicoz Balboa, Adelaide Albinati, Bernadette Moens) e Cecilia Agostini (Hangar Tattoo Studio), Collettiva Lab.aquattro (Gemma Vinciarelli, Martoz, Alessio Spataro, Emma Verdet, Chiara Lanzieri) presentano Crisma la rivista (Rita Petruccioli, Dottor Pira, Manfredi Ciminale, Simone D'Armini, Margherita Barrera, Laura Scarpa e Marco Corona), Collettiva Conigli Bianchi - Fumettist* contro la Sierofobia (Tuono Pettinato, Maicol & Mirco, Fabio Visintin, Silvia Rocchi, Lucia Biagi, Nina Rubens & La Flan, Marta Baroni, Federico Appel, Elena Guidolin, Gemma Vinciarelli, Silvicius, Lele Kong, Federico Fabbri, Laura Scarpa, Fabio Ramiro Rossin, Francesco Orazzini e Alice Milani)

* Indirizzi Mostre
Mezzo - via del Pigneto 19;
 
Infernotto - via del Pigneto 33;
 
Tuba - via del Pigneto 39/a;
 
HulaHoop - via L.F. De Magistris 91/93;
 
Sensum Lab - via Alipio 13/a;
 
“Giardino Segreto” - dove le scalette di via degli Auconi incontrano via Antonio Tempesta, sotto il micione di Dulk
Lab. Aquattro - via Dulceri 102

* Contatti
Libreria Tuba: www.cybertuba.org
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Pagina Facebook: www.facebook.com/bandedefemmes

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CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE : eventi dell’ estate

Riceviamo e pubblichiamo

Associazione Trastevere Rione XIII

 

CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

Via della Lungara 19 – Roma - Trastevere

 

           Image

 

 

La Casa Internazionale delle Donne si fa Piazza!

 

 

 

 La CASA(S)PIAZZA 2016

per tutto il mese di luglio fino al 4 agosto

ospita nel bellissimo giardino della Casa Internazionale delle Donne

la rassegna VENTI D'ESTATE: venti incontri serali

a cura dell'associazione DOPPIO RISTRETTO

 

Cinema, teatro, musica, fumetto, giornalismo e fotografia. 

Tra gli ospiti: Ascanio Celestini, Zerocalcare, Nada, Anna Bonaiuto, Daria Deflorian, Lisa Ferlazzo Natoli, Valeria Luiselli, Iaia Caputo, Rap, Lirio Abbate, Lorenza Mazzetti, Giancarlo Ceraudo, Marco Damilano, Franca Leosini, Roberto Angelini, Pier Cortese e molti altri. 

Venti appuntamenti che, attraverso spettacoli teatrali, reading letterari e dibattiti, racconteranno le connessioni tra arte e società prendendo come spunto alcuni tra i fenomeni culturali più interessanti degli ultimi anni.
tutto il programma La CASA(S)PIAZZA

 

 

 

 

VENTI D'ESTATE

Programma luglio/agosto

a cura di Doppio Ristretto

 

 

 

Venerdì 1 luglio ore 21.00

Attraverso la luce. Viaggio nella fotografia

di Giancarlo Ceraudo

con Marco Damilano e Tiziana Faraoni

Giancarlo Ceraudo inizia a sperimentare la fotografia come strumento di elaborazione dell'esperienza del viaggio per approfondire questioni sociali e umane. La gran parte della sua produzione si è svolta in Sud America di cui ha raccontato molti dei principali eventi e cambiamenti che lo hanno attraversato.

L'autore - con il suo lavoro in Italia e all'estero – sarà protagonista di una conversazione insieme a Marco Damilano e Tiziana Faraoni (rispettivamente vicedirettore e photoeditor de l'Espresso) per riflettere su fotografia, memoria e attualità.

 

Martedì 5 luglio ore 21.00

Serata d'onore per e con Lorenza Mazzetti

a cura di Hollywood Party – Rai Radio3

Una serata dedicata a Lorenza Mazzetti per raccontare l’eccezionalità di un percorso artistico che si è nutrito e continua a nutrirsi di immagini, parole e anche teatro. Alla proiezione di Together (1956) - secondo film girato dall'autrice dopo K – seguiranno in anteprima estratti del documentario Perchè sono un genio! dedicato alla registra e presentato dagli autori Steve Della Casa, Emanuela Del Monaco e Francesco Frisari e da Francesca Levi, curatrice della trasmissione Hollywood Party.

 

Mercoledì 6 luglio ore 21.00

L'amica geniale di Elena Ferrante

con Anna Bonaiuto

Non è la prima volta che Anna Bonaiuto interpreta le storie di Elena Ferrante a partire da quell’Amore molesto che vent’anni fa decretò il successo di un sodalizio artistico tuttora vitale. L'attrice, sensibile e appassionata, condividerà con il pubblico la lettura di alcuni brani de L’amica geniale, primo libro della tetralogia della misteriosa scrittrice, dando voce a uno dei rapporti femminili più complessi e sviscerati della narrativa italiana.

 

Giovedì 7 luglio ore 21.00

Drugstore il nuovo disco di Discoverland

con Roberto Angelini, Pier Cortese e John Vignola

Drugstore è il secondo disco firmato Discoverland: una combinazione avvincente e impensata di ingredienti musicali. Le linee melodiche di otto indimenticabili pezzi della disco music, del rock e del pop sono state completamente     rimaneggiate, capovolte e superate, in un’ottica di grande sperimentazione. Ne parleranno con il giornalista e conduttore radiofonico di Radio Rai John Vignola, gli ideatori e musicisti, Roberto Angelini e Pier Cortese.

 

Martedì 12 luglio ore 21.00

Voi siete qui

a cura di Hollywood Party – Rai Radio3

Il documentario Voi siete qui, di Alessandro Boschi e Alberto Crespi e con la regia di Alberto Matera, è la testimonianza di come il cinema – che ha raccontato la città occupata negli anni del nazifascismo, la sua rinascita dopo la guerra, il boom economico e la speculazione edilizia – sia stato il vero grande cronista della vita di Roma. Intervengono Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato Nazionale  Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) e Alessandro Boschi, uno degli sceneggiatori del documentario e conduttore della trasmissione Hollywood Party.

 

Mercoledì 13 luglio ore 21.00

Il piccolo paese. Racconti

di e con Ascanio Celestini

Il Piccolo Paese è un insieme di racconti che si consumano in pochi minuti, come brani di un concept album che nel complesso descrivono un luogo. Al centro c’è l’importanza delle parole, che spesso possono prendere il sopravvento sulle azioni e diventare esse stesse degli avvenimenti. Alcuni racconti provengono dalla tradizione popolare, altri sono completamente inediti, tutti hanno come comune denominatore l’improvvisazione.

 

Giovedì 14 luglio ore 21.00

Mafia Capitale. La grande inchiesta che ha scosso Roma

con Lirio Abbate

A dicembre 2014 le fondamenta dei palazzi capitolini tremano: un'inchiesta scatenata da rivelazioni diffuse a mezzo stampa disegna una mappa sconcertante della Capitale in cui sono coinvolti politici e rappresentanti delle istituzioni. Si scopre una terra/limbo in cui "i morti e i vivi" comunicano grazie a un sistema rodato di connivenze che muovono enormi quantità di denaro, orientano gli appalti in qualsiasi settore pubblico e mantengono saldo il controllo sul territorio grazie all'intimidazione e al ricatto. Ne parleremo con Lirio Abbate, il giornalista che ha condotto l'inchiesta nota come mafia Capitale.

 

Venerdì 29 luglio ore 21.00

Pasolini: la grande menzogna

con Franca Leosini

Sono passati 41 anni dal massacro di Pier Paolo Pasolini e sono numerose le rassegne, film e celebrazioni biografiche sulla vita e sulla morte del poeta. Grazie a una puntata della trasmissione Ombre sul giallo del 2005, Franca Leosini – con le rivelazioni fatte a lei in esclusiva da Pino Pelosi – riuscì a riaprire il caso Pasolini, ribaltando quella che, per quell’omicidio, era stata fino ad allora, una lunga menzogna. La Leosini partirà proprio da quell'intervista per ripercorrere un pezzo di storia del nostro Paese.

 

Lunedì 18 luglio ore 21.00

Il giornalismo e l'informazione culturale nell'era della rete

con Giorgio Zanchini, Raffaella De Santis e Nicola Lagioia

È possibile oggi, nell'era della dispersione e del dominio della rete, della connessione costante, dell’accesso diretto e immediato alle informazioni, salvare il modo in cui ci siamo trasmessi il sapere per secoli, e cioè in modo organizzato per autorità, mediazione, selezione, certificazione della qualità? Giorgio Zanchini

presenta il suo ultimo libro Leggere, cosa e come (Donzelli editore) in compagnia della giornalista del quotidiano La Repubblica Raffaela De Santis e dello scrittore Nicola Lagioia. Introduce la serata l'editore Carmine Donzelli.

 

Martedì 19 luglio ore 21.00

Diversamente giovane

a cura di Hollywood Party – Rai Radio3

Il documentario Diversamente giovane è il ritratto della vita dell’avvocato Giovanna Cau figura centrale per la storia del cinema italiano. Sessant'anni di storia italiana raccontati dalla sua viva voce e da quella delle persone che con lei hanno lavorato e vissuto condividendo idee politiche e successi. Tutto questo sarà al centro dell' incontro con Giovanna Cau, il regista Marco Spagnoli e la giornalista Miriam Mauti, conduttrice di Hollywood Party.

 

Mercoledì 20 luglio ore 21.00

L'altra figlia di Annie Ernaux

con Daria Deflorian

“Un breve racconto, una lettera ad una sorella mai conosciuta. Tutto vero, senza filtri, ma non è la trama, non sono solo i fatti a lasciare sbalorditi (ogni volta, ad ogni libro) di fronte alla scrittura, al mondo, al progetto di ecrire la vie, di scrivere la vita di Annie Ernaux. Tutto è lontano e sconosciuto e nello stesso tempo parla ad ognuno, spalanca la memoria, illumina i meccanismi di momenti della propria vita”. Così Daria Deflorian, attrice fra le più premiate della scena teatrale, si avvicina alle parole della Ernaux, pubblicata in Italia dalla casa editrice L'orma.

 

Giovedì 21 luglio ore 21.00

Era mia madre

con Iaia Caputo, Bia Sarasini e Antonio Pascale

“Non credo nelle buone o cattive madri. Ci sono solo gli essere umani, con i loro momenti di eroismo o didebolezza”. Iaia Caputo presenta il suo ultimo romanzo Era mia madre edito da Feltrinelli, con Bia Sarasini, giornalista, saggista e soprattutto femminista e con lo scrittore Antonio Pascale. Si parlerà di amore, di

madri, di figli e di imperfezioni.

 

Venerdì 22 luglio ore 21.00

Kobane Calling

con Zerocalcare e Loredana Lipperini

A pochi mesi dalla sua uscita, Kobane calling, l’ultima graphic novel di Zerocalcare edita da Bao Publishing, è diventato un caso letterario. Quasi 250 tavole da cui è difficile staccarsi in un racconto che parte da Rebibbia e arriva in Kurdistan per raccontare, come dice lo stesso Michele Rech, qualcosa che è lontana dal giornalismo. Condurrà l'incontro Loredana Lipperini, scrittrice e conduttrice di Rai Radio3.

 

Lunedì 25 luglio ore 21.00

Leonida

con Nada Malanima e Simone Caltabellota

Una ragazza attraversa la vita allontanandosi dalla propria famiglia, da un’infanzia in cui non ha avuto amore, da una madre che non ha saputo né voluto esserle madre, da un uomo e poi da una donna che hanno avuto il suo corpo ma non il suo cuore, da una figlia non desiderata, dal proprio Paese, dal proprio

nome e anche da se stessa. Leonida (ed. Atlantide) è il nuovo libro della poliedrica artista che ne parlerà con il suo editore Simone Caltabellota.

 

Martedì 26 luglio ore 21.00

Porci con le ali, 40 anni dopo

con Lidia Ravera, Marino Sinibaldi e Sara De Simone

Dopo 40 anni dall'uscita, torna in forma di graphic novel uno dei libri simbolo dell'adolescenza e della sinistra studentesca, per raccontare la scoperta della vita, il sapore della ribellione, l’iniziazione al sesso, la ricerca dell’amore, il dolore, la solitudine, la lotta politica: tutto si intreccia nelle riflessioni dei due protagonisti che riprendono vita grazie all'addattamento grafico di Manfredi Giffone. Lidia Ravera ne parlerà con Marino Sinibaldi e Sara De Simone.

 

Giovedì 28 luglio ore 21.00

Gli amori sfigati

con Chiara Rapaccini

Amori Sfigati è un brand riconoscibile dal cuore rovesciato e dalle inconfondibili vignette che hanno come protagonisti uomini e donne in situazioni paradossali in grado di strappare immediatamente un sorriso perché in esse ci si può facilmente identificare. Donne ingenue che si giustificano, gaffes e brevi dialoghi che, con un tocco di cinismo, raccontano di partners alle prese con le relazioni amorose. Tutti i partecipanti sono invitati a portare un personale oggetto sfigato per costruire con l'artista uno strepitoso e originale happening. Sfigato.

 

Martedì 2 agosto ore 21.00

Testo Tossico

liberamente tratto da Paul B. Preciado
drammaturgia Francesca Manieri, con Federica Rosellini, regia Federica Rosellini
Questo spettacolo prende come spunto un testo: Testo yonkie di Paul B. Preciado (Fandango Libri) che recita come sottotitolo “sesso, droga e biopolitica”. Il libro, per usare le parole dello stesso autore, “è scritto come un protocollo di intossicazione volontaria”. E’ la testimonianza del viaggio estremo di Preciado 
attraverso il suo corpo bombardato con un’autosomministrazione di testosterone, a partire dal suicidio di G. D. noto poeta francese e amico fraterno dell’autore/autrice.

 

Mercoledì 3 agosto ore 21.00

Jezabel di Irène Némirovsky

adattamento Lisa Ferlazzo Natoli, musiche originali Gabriele Coen

con Gabriele Coen e Lisa Ferlazzo Natoli

Quando fa il suo ingresso nell'aula di tribunale in cui verrà giudicata per l'omicidio del suo giovanissimo amante, Gladys Eysenach viene accolta dai mormorii di un pubblico sovreccitato e impaziente. È ancora molto bella, il tempo sembra averla "sfiorata come a malincuore, con mano cauta e gentile”. Capace come pochi altri scrittori di scavare nel cuore femminile con implacabile, chirurgica precisione, Irène Némirovsky ci svela a poco a poco il segreto di questa donna che ha desiderato più di ogni altra cosa rimanere immutabilmente bella ed essere amata per sempre.

 

Giovedì 4 agosto ore 21.00

Gender Horror Party – tutto quello che non sapete sul gender

con Chiara Lalli

Una festa di chiusura con un carosello molto partciolare: Chiara Lalli, bioeticista e giornalista, ci farà vedere il best of della teoria del gender, commentando e argomentando attraverso proiezioni e letture. Una serata-aperitivo in cui il pianto e la risata daranno vita a una nuova consapevolezza sociale. 

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La riqualificazione di 20 ettari a Trastevere potrebbe cambiare il volto della zona

 

 

Sblocca Italia e una serie di perle di Roma va in vendita. Aree edificabili, palazzi storici, villini, ville superlusso sino al quello che una volta era conosciuto come il Palazzo degli Esami.
Roma è in vendita sul portale investintaliyrealestate.com, dove società controllate dal Governo hanno messo on line i pezzi di maggior pregio. Attenzione, però, perché dietro ogni bene che il Governo Renzi ha deciso di alienare, si nasconde un piccolo trucco che dà ampio potere al Comune di Roma di moltiplicare il valore una volta ceduto, grazie a varianti al piano regolatore che sono ancora in corso.

 

Stazione di tratevere ape grande

stazione di Trastevere

 

area ferroviaria trastevere 01

nuovo progetto

 

E' il caso dei tre lotti che compongono l'area ferroviaria di Roma Trastevere e su oltre 20 ettari di terreni che potrebbero generare oltre 57 mila metri cubi tra uffici, abitazioni, locali commerciali e alberghi. Come tutte le aree ferroviarie ha nella centralità il suo valore intrinseco tra la circonvallazione Gianicolense, Trastevere e Monteverde dove esiste già un accordo di programma per la sua riqualificazione e dove non "sono vietate" trattative tra il potenziale acquirente e il Comune di Roma per  piccoli ritocchi alle volumetrie che potrebbero trasformare l'acquisto in oro.
E il Campidoglio a "trazione Virginia Raggi" proprio l'area ferroviaria potrebbe essere l'occasione per "misurare" la capacità di interpretare le attività di riqualificazione non solo come puro business per chi compra ma all'interno di un progetto integrato di riuso del territorio. L'area assomiglia al classico spezzatino urbanistico, dove si tiene conto solo delle potenzialità volumetriche e non dell'impatto che avrà il "gigante" una volta realizzato sui quartieri limitrofi e sul tessuto commerciale. Si legge sul portale Invest in Italy: "Prevede la costruzione di edifici per i seguenti usi : uffici ( 16.350 mq ) , residenziale ( 12.900 mq ) , mestieri e artigianato ( 11.000 m²) , ricettività turistica ( 9.500 mq ) e commerciale ( 8.000 mq ) . L'intera area si estende su 20 ettari, di cui spazi verdi rappresenteranno per oltre 50.000 mq , nuove strade e parcheggi rappresentano 23.000 mq e nuovi impianti di stazione 16.800 m²". Insomma, un gigante del business che potrebbe cambiare il volto di un'intera zona di Roma e che invece viene messo in vendita nel silenzio degli urbanisti.