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SCIOPERO AMA LUNEDI’ 30 MAGGIO

 

Dopo pochi giorni dal nuovo Contratto tra il servizio AMA e Roma Capitale firmato dal Commissario  Straordinario Tronca il Sindacato Unitario ha deciso uno sciopero per  lunedì 30 maggio .

Nulla cambia nella vita dei romani ma confidiamo nel nuovo Sindaco affinché risolva in tempi brevi i problemi per un decoro della città almeno accettabile uno dei primi problemi che i cittadini chiedono.

Associazione Trastevere Rione Trastevere Rione XIII

 

 

Igiene ambientale, il 30 maggio sciopero nazionale

 

 

 

Logo Ama

 

 

 

Le Organizzazioni Sindacali nazionali del settore pubblico di igiene ambientale hanno indetto uno sciopero per l’intera giornata di lunedì 30 maggio, al quale hanno aderito anche le Segreterie delle Organizzazioni Sindacali FP-CGIL, FIT-CISL, UIL-TRASPORTI e FIADEL del comparto di Igiene Ambientale. 

 

Per i dipendenti Ama, l’astensione è prevista per l’intero turno di lavoro e inizierà con il primo turno di lunedì 30 maggio per concludersi, tenuto conto dell’organizzazione dei servizi aziendali, intorno alle ore 4.30 della mattina di martedì 31 maggio.

 

In base a quanto prescritto dalla legge 146/90 e dai relativi accordi sottoscritti con i Sindacati, Ama SpA ha attivato le procedure tese ad assicurare durante lo sciopero i servizi minimi essenziali e le prestazioni indispensabili: pronto intervento a ciclo continuo; incenerimento rifiuti ospedalieri; raccolta pile, farmaci e siringhe abbandonate; pulizia mercati; raccolta rifiuti prodotti da Case di Cura, Ospedali, Caserme, Comunità recupero tossicodipendenti, ecc. Assicurata anche la pulizia – compreso lo svuotamento dei cestini – di alcune aree di interesse turistico-artistico e museale del Centro Storico.

Per interventi di emergenza, sarà attiva 24 ore su 24 la Centrale Operativa: tel. 0651693339, 0651693340, 0651693341.

 

E’ interessato dallo sciopero, con le stesse modalità, anche il settore funerario, limitatamente ai lavoratori a cui si applica il CCNL Federambiente. Anche in questo caso saranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali.

 

A causa della mobilitazione, infine, potrebbero verificarsi disagi agli sportelli destinati alle pratiche della Tariffa dei rifiuti: sportello di via Capo d’Africa 23/B, via G. Amenduni snc a Ostia e via Mosca 9.

 

 

 

Roma Capitale-Ama S.p.a., approvato il Contratto di Servizio 2016-2018

 

Il Commissario Straordinario con i Poteri della Giunta Capitolina, Paolo Francesco Tronca, ha adottato con deliberazione n.77 del 12 maggio 2016 il Contratto di Servizio tra Roma Capitale ed Ama S.p.a. per la gestione dei rifiuti urbani e i servizi di igiene urbana, valevole dal 1° aprile 2016 al 31 dicembre 2018. 

 

Il contratto disciplina i rapporti tra Roma Capitale ed AMA SpA in merito alle modalità di erogazione dei servizi istituzionali riconducibili alla gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati agli urbani i cui costi sono computati annualmente  nel Piano Finanziario e coperti dalla tassa rifiuti (TaRi).

 

La gestione è realizzata attraverso diverse modalità di intercettazione, compresa quella di spazzamento, delle differenti frazioni di rifiuti urbani e assimilati prodotti dalla città e la loro valorizzazione. 

Data la complessità e peculiarità del servizio a Roma, il Contratto è strutturato in un’ottica di decentramento che riconosce il Municipio quale ambito territoriale di riferimento. Il perseguimento degli obiettivi deve pertanto realizzarsi attraverso l’assunzione di tale ambito territoriale nonché attraverso la pianificazione industriale dei servizi e la loro profonda informatizzazione.

 

 

Un adeguato sistema di valutazione, monitoraggio e controllo delle prestazioni rese, in grado di consentire la verifica del rispetto degli obiettivi contrattuali, nonché l’analisi delle eventuali problematiche inerenti l’interpretazione e l’esecuzione del Contratto, verrà concordato tra Roma Capitale ed Ama S.p.a. Resta ferma la facoltà dell’Amministrazione Capitolina di effettuare controlli in qualsiasi momento, e con le modalità che riterrà opportune, al fine di verificare la conformità del servizio fornito alle prescrizioni di legge e alle condizioni contrattuali.

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Italia fuori dalla Nato. Perché nessuno ne parla?

 

Italia Repubblica Sovrana ? Ma de che ? direbbe qualcuno.

Abbiamo aderito all’ Unione Europea ( come fondatori ) e adesso ci ritroviamo sottomessi alla Comunità Europea e in particolare alla Germania in campo economico .

Abbiamo aderito precedentemente alla Nato e adesso ci ritroviamo sottomessi ai comandi degli Stati Uniti specialmente in campo bellico ( di pace ? ) .

Se l’articolo che segue riporta i dati di spesa esatti quanto potremmo fare per i nostri connazionali per uscire dalla crisi economica ?

Associazione Trastevere Rione XIII

 

di Gianluca Ferrara Saggista e direttore editoriale di Dissensi Edizioni

sul il Giornale Quotidiano

 

Italia fuori dalla Nato. Perché nessuno ne parla?

 

Nel 1949 a Washington fu firmato il Patto Atlantico cioè il trattato istitutivo della Nato. Oggi fanno parte della Nato 28 Stati. Come è noto il patto fu stipulato dai Paesi che con tale alleanza volevano creare un fronte anti Urss. Le guerre della Nato, dal giorno della sua costituzione, sono state diverse anche se sovente definite con un imbroglio semantico, “missioni di pace”. Come se la pace si costruisse con i carri armati invece che con il dialogo e la non violenza.

Gli attacchi della Nato, negli ultimi 20 anni, sono stati 7. In ordine cronologico si è cominciato nel 1991 con la prima guerra del Golfo, l’anno successivo in Somalia, nel 1995 in Bosnia, nel 1999 in Serbia, nel 2001 in Afghanistan, due anni dopo una nuova guerra all’Iraq e poi nel 2011 l’aggressione alla Libia di Gheddafi. Uno dei più noti conflitti è quello contro la Serbia di Milosevic, un uomo prima considerato “il collante” in grado di poter tenere unita la Jugoslavia, poi quando non più funzionale, declassato a “macellaio”. Un cambio d’opinione simile a quello poi toccato a Saddam Hussein, a Bin Laden e a Gheddafi.

I bombardamenti umanitari della Nato nella Jugoslaviadurarono 78 giorni consecutivi e causarono la distruzione di 82 ponti, 13 aeroporti, 20 stazioni ferroviarie e 121 fabbriche. Complessivamente, alla Serbia furono causate danni per 100 miliardi di dollari, oltre all’uccisione di almeno 500 civili e a migliaia di feriti.  A 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale e a quasi 30 dalla caduta del muro di Berlino, ha ancora senso la Nato? Un’associazione di Paesi eterodiretti dagli Usa. Perché l’Italia deve ancora essere un deposito di armi straniere? Cosa giustifica la colonizzazione militare del nostro Paese con la presenza delle 115 basi Usa sul nostro territorio.

Per quanto ancora dobbiamo essere una polveriera di un paese, gli Usa, distante migliaia di chilometri? La riconoscenza per averci aiutato a liberare dai nazi fascisti presuppone una perdita di sovranità a tempo indeterminato? Non è un paradossale passaggio di consegne da un secondino ad un altro? Ciò che davvero far riflettere è che, tranne marginali istanze, nessuno pone in discussione questo status quo, lo si dà scontato e sembra persino vietato metterlo in discussione.

Non si conosce il numero preciso degli ordigni atomicipresenti in Italia, forse 40 a Ghedi e 50 ad Aviano di sicuro è un quantitativo sufficiente a far saltare in aria lo stivale decine di volte. Ma chi ha i codici di questi ordigni atomici? Sono sicuri? Ammesso che delle bombe con una tale carica distruttivapossano ritenersi sicure.

E’ inquietante che l’insostenibile stile di vita statunitense voglia essere imposto a tutti fino a voler uniformare l’intero pianeta. Il Ttip è solo l’ultimo tassello del puzzle ideologico neoliberista, frutto di un disegno di colonizzazione economico culturale azionato dalle corporation e veicolato dai mass media a partire dagli anni ’80. Una colonizzazione che ai Paesi più recalcitranti è stata imposta con una politica estera basata su aggressioni armate che secondo Andre Vltchek, dopo il secondo conflitto mondiale, hanno causato tra i 50 e i 55 milioni di vittime.

L’Italia spende per la sola guerra in Afghanistan, circa25 milioni di euro al mese. Secondo l’Istituto Internazionale diStoccolma la nostra adesione alla Nato è quantificabile in 72 milioni di euro al giorno. Con questa somma quanti malati potrebbero essere curati, strade riparate, scolari istruiti, persone in difficoltà aiutate e pannelli solari montati? Invece sono gettati via per guerre imperialiste che seminano morte e sofferenza e di conseguenza ci pongono a rischio attentati.

I soldi spesi per aderire a questa mega industria bellica che è la Nato (si pensi agli F-35) potrebbero far risorgere tanti settori della nostra defunta economia. Inoltre si rispetterebbe l’art. 11 della Costituzione e si acquisirebbe indipendenza in politica estera dando un segnale di pace ai tanti popoli che hanno subito le aggressioni della Nato. Siamo un Paese senza alcun tipo di sovranità. Una colonia dell’impero statunitense un po’ come lo era la Palestina ai tempi dell’antica Roma. Anche noi dobbiamo attendere che crolli l’impero di cui siamo asserviti o troveremo la forza per liberarci?

 

 

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NOI DONNE : ALCUNI ARTICOLI DEL SETTIMANALE

 

Riceviamo e pubblichiamo alcuni articoli dell’ ultimo numero  del gionale

Associazione Trastevere Rione XIII

 

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PRIMA PAGINA DONNA 13 (16 -21 maggio 2016)

La giovane Austriaca che in vacanza in Italia sembra essersi suicidata dopo aver ucciso anche il suo bimbo. .In Nigeria viene ritrovata con il suo bambino la prima delle ex studentesse rapite da Boko Haram due anni fa le difficoltà di Hillary,...

inserito da Paola Ortensi


PRIMA PAGINA DONNA 13 (16 -21 maggio 2016)

Passa il tempo, oramai qualche annetto e molte settimane, da quando mi sperimento a spigolare fra le notizie, a protagonismo femminile; e continuo a interrogarmi se sia più interessante fare “un elenco” per quanto ragionato e con aggettivi plurimi, degli avvenimenti, tanti, che si evidenziano in ogni campo della società e in ogni paese del mondo, o se soffermarmi su pochi fatti cercando di approfondirli. Ed è così che forse incapace di prendere una decisione, di volta in volta cerco di individuare un percorso. Questa settimana scelgo di riflettere su pochi fatti che mi sembrano fonte di considerazioni stimolanti e aggiungerne pochi altri che non mi piace di saltare.  Domenica 22 abbiamo imparato che una giovane donna austriaca sembra si sia suicidata dopo avere ucciso il suo bimbo. Erano in Italia in un campeggio sul lago di Bolsena, dove impariamo che la sua mamma, nonna del bimbo, aveva voluto accompagnarla in un viaggio della speranza dall’Austria, per aiutarla a uscire da una depressione di cui non conosciamo le cause. Ma non importano le cause, quello che sappiamo basta per provare un'angoscia profonda a fronte della disperazione di una giovanissima donna madre che si uccide portando con se il suo piccolo, rifiutando quella vita che le è sembrata troppo terribile per lei e per il piccolo e che sicuramente per arrivare a tal punto non ha cercato o trovato l’aiuto che avrà cercato. L’avvenimento mi ha colpito in modo forte, forse perché, nonostante vi siano altri tristi precedenti, avvenuto solo pochi giorni prima, concretamente in prima pagina, come in uno specchio, ho osservato in foto Alina, la prima giovane studentessa nigeriana di 19 anni rapita due anni fa insieme a più di 200 compagne da Boko Haram e ritrovata perché, pare, riuscita a fuggire con il suo bambino, sicuramente frutto di una violenza, che nella foto è fra le sue braccia con la normalità di una mamma che vede il suo futuro unito a quel piccolo figlio, ora salvo, che è, dopo tanta paura, speriamo al sicuro. Mamme giovanissime, con figli minuscoli, con destini così drammatici, di cui leggiamo senza saperne molto di più, senza potere aiutare e senza neanche riuscire a farcene una ragione e a comprendere davvero quel che si potrebbe fare per evitare tanto dolore, che pur nella enorme diversità coinvolgono giovani donne intrappolate in avvenimenti più grandi di loro e divise tra orrore e amore ; ma le cui storie ci chiamano a non sottrarci al capire che fare e fare quando se ne presenta l’opportunità.
Lascio tante altre notizie. E dopo un accenno quasi doveroso, avendola seguita fino ad ora, alle difficoltà, inaspettate che sta incontrando il percorso verso la nomination del Partito Democratico di Hillary Clinton, secondo i sondaggi con un gradimento degli americani che potrebbe vedere il Repubblicano Tramp superarla. Accenno rapidamente a Emma Bonino in rapporto alla morte di Marco Pannella. Lei che per anni con lui ha costruita la storia e rappresentata l’identità stessa del Partito Radicale e che negli ultimi anni con lui aveva avuto un rapporto difficile; a Piazza Navona nel corso dell’ultimo saluto ha visto, con gli applausi della piazza, riconoscere il suo ruolo accanto a Marco Pannella e nel Partito. Poi, fedele al suo stile, con pochissime parole ha stigmatizzato come ipocriti alcuni omaggi sperticati al leader, arrivati, forse, oltre il tempo limite. E mentre la Bonino, onora Pannella, la Ministra Maria Elena Boschi fa uno scivolone, dicendo che i “veri partigiani voteranno si” al Referendum sulla riforma costituzionale lasciando aperte tutte le interpretazioni possibil  , dati gli anni che ci separano dalla guerra pochi sono i partigiani ancora vivi mentre tanti anche giovani hanno scelto definirsi tali per far rivivere un modo di resistere quotidianamente e concretamente e opporsi a ciò che si ritiene un occupazione della democrazia). Si scatena, allora, una volta in più un dibattito politico snervante, che si dedica in modo esasperato e per me esasperante sul metodo più che sul merito del tema in questione per il referendum. Intanto, a Londra ai campionati europei Federica Pellegrini, andando diritta al risultato, vince la quarta medaglia d’oro nei duecento stile libero, facendo un regalo non solo a se stessa ma, diciamolo, a tutto il paese Italia.



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Nuova Etica Pubblica, numero di maggio

Il nuovo numero di Nuova Etica Pubblica su Legalità e contrasto alla corruzione, rapporto tra Stato e territorio

inserito da Daniela Carlà

È dedicato in buona parte all’intreccio tra legalità e contrasto alla corruzione nella Pubblica Amministrazione oltre che al rapporto tra Stato e territorio l’ultimo numero di Nuova Etica Pubblica, rivista di eticaPA. Tantissimi gli interventi e le testimonianze, a partire da quella di Valeria Fedeli, Vice Presidente del Senato, che ragiona con noi sulle riforme istituzionali, sull’impatto del Titolo V della Costituzione, oltre che sui compiti del nuovo Senato.... Il Paese sta vivendo, per alcuni, una stagione di profonde riforme; per altri soffre per la carenza di misure innovative e radicali, e non sono adeguate o condivisibili le norme adottate. 
Vi è però, comunque, per gli uni e per gli altri, la consapevolezza della non rinviabilità delle scelte, dello spartiacque decisivo rappresentato da questa nostra epoca, gravida di potenzialità e di futuro ma anche intrisa di insidie, di rischi di arretramento nel non vedere garantite la pace e la democrazia, le conquiste e i valori che abbiamo curato poco, dandoli per acquisiti. Proprio ora che la democrazia dovrebbe esercitare forza attrattiva, svela invece la propria difficoltà, si autorappresenta come un laboratorio invece che come un modello… È una “democrazia senza” secondo una recente definizione che evoca efficacemente le apatie, i ribellismi e i populismi del presente. Soffrono la democrazia e le istituzioni, la politica, e non sempre è agevole orientarsi, e neppure cogliere e valorizzare i tanti accadimenti positivi e le tante opportunità…. Sull’intreccio tra la riforma della PA e i molteplici aspetti della nuova governance che si concentrano molti interventi che arricchiscono il numero di EticaPA. Un elenco incompleto segnala quello del prof.Giuliano Cazzola, del Sottosegretario Angelo Rughetti, del Presidente dell’INAIL, Massimo De Felice, di Giovanni Vetritto, di Dario Ciccarelli, di Anna Corossacz, di Guido Melis e di Antonella Anselmo. Grazia Labate e Fabrizio Battistelli approfondiscono il tema centrale dell’Etica e dell’anticorruzione nella sanità
Sonia Mecenate propone l’approfondimento di Bobbio e Roncarolosulla valutazione delle politiche pubbliche dal punto di vista dell’informazione.Oriano Giovanelli affronta il tema deulla “riforma delle amministrazioni pubbliche nell’era di twitter” mentre Massimo De Felice ricorda le proposte di De Finetti, degli anni 50 e 60, le indicazioni sulla struttura dei processi decisionali, sull’organizzazione centralizzata di dati, sull’utilizzo dell’informatica nei processi amministrativi e persino sulla gestione dei rapporti con le “ditte fornitrici”. 
Non mancano testimonianze di esperienze vive, come quella di Rosalba Marafioti, portavoce del Gruppo residenti di Casale S. Nicola per l’accoglienza dei profughi e richiedenti asilo, che con altri abitanti del quartiere - noto invece per l’opposizione violenta ai profughi - ha cercato di proporre forme di solidarietà e di agevolare l’accoglienza, collaborando con le amministrazioni pubbliche e coadiuvandole. 
Sul fronte delle recensioni abbiamo la presentazione di Leonella Cappelli di Alessandro Sterpa che descrive efficacemente le oscillazioni del “federalismo all’Italiana”, mentre Gianfranco Rebora parla del libro di Nicoletta Stame “Valutazione pluralista”….
La lettura di genere della situazione nella PA ci ha accompagnato sino ad ora, e ci pare un aspetto irrinunciabile di un impegno più vasto per la democrazia paritaria. La democrazia paritaria non è un “pezzetto”, ma lo snodo essenziale per una concezione plurale, accogliente, funzionante della democrazia. 
L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria - che ha coinvolto più di 60 associazioni con l’obiettivo di ottenere una rappresentanza tendenzialmente paritaria di donne e uomini nelle assemblee elettive e negli esecutivi e l’adozione di norme di garanzia per l’eguaglianza di genere, e favorire la promozione delle donne nella vita economica, politica e sociale - ha ottenuto risultati che si sarebbero ritenuti impensabili, a prescindere da ciò che si pensi dell’insieme delle leggi elettorali e dalle valutazioni sulle soluzioni legislative adottate. Ora il 70° anniversario del diritto di voto alle donne costituisce l’occasione per fare il punto,valutare i risultati, attivare le norme e porsi obiettivi ulteriori, nella P.A. e nel Paese. Crediamo molto anche nei meccanismi di Pari Opportunità (vedi e-book nel sito di NOIDONNE sul tema). La riflessione può e deve proseguire, nella scia della ricchezza dell’elaborazione e anche con gratitudine verso chi vi ha contribuito, sorprendentemente, anticipando i tempi. Abbiamo voluto ripubblicare il testo di Paola Gaiotti su “i percorsi di costruzione dell’identità di genere”, di piacevole e utile lettura. Da sottolineare la recensione che Antonella Crescenzi propone del bellissimo libro di Francesca Izzo 'Le avventure della libertà. Dall'antica Grecia al secolo delle donne" (ed Carocci). Francesca sviluppa la sua lunga e attuale riflessione sulla libertà e sugli attuali dispiegamenti di essa, sull’evoluzione della libertà, sulla inadeguatezza della politica, paradossalmente schiacciata sul presente nell’era della espansione della libertà. L’obiettivo esplicito di Francesca Izzo è di proporre per la libertà della donna la collocazione che merita nella storia dell’umanità. Ci interessa e ci appassiona, come ci riguardano in generale gli sviluppi delle libertà e dell’etica pubblica e il nesso con la vita delle istituzioni. In definitiva , il quesito di Francesca è come trattare la differenza, come rifuggire dalle logiche e dalle pratiche, comode ma semplicistiche, della subordinazione e della assimilazione. Aggiungo: la libertà dei moderni nasce dall’affrancamento dalla religione e dalla morale, dalla dicotomia tra pubblico e privato. La libertà dei contemporanei e delle contemporanee credo si collochi e si possa dispiegare in una nuova e differente ricomposizione con l’etica laica. L’etica pubblica ne è il luogo e il terreno per l’esercizio. 

Vogliamo concludere questo numero con l’affettuoso ricordo di Maria Rita Saulle a 5 anni dalla scomparsa, attraverso le parole di Manuela Coluzzi che l’ha conosciuta bene e alla quale è stata legata da profonda amicizia. Ricordiamo Maria Rita per l’impegno grande sui nostri temi, per la straordinaria attività scientifica, la tensione etica mai celata, l’interesse per l’evoluzione e all’attuazione della norma anche nel ruolo di giudice della Corte, la modernità degli interessi, la solidità nel pensiero. Maria Rita Saulle si è occupata di diritti umani dei disabili, dei diritti umani delle donne, di immigrazione, di relazioni internazionali. Un grazie riconoscente, dunque, a Maria Rita, alla profondità e alla chiarezza delle posizioni, alla sobrietà dei modi con i quali ci ha insegnato che il rispetto dei diritti comincia dalla gentilezza e dalla buona educazione.


 

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SEAO Rise. Ritorno alla cultura femminile

Il nuovo progetto della Scuola Elementale di Arte Ostetrica alla riscoperta del nostro valore e dei nostri valori. E' il progetto SEAO Rise

Francesca Rugi e Anna Maria Rossetti


SEAO Rise

La Scuola Elementale di Arte Ostetrica (SEAO) nasce nel 1996 su un progetto diVerena Schmid, ostetrica e formatrice in Italia e all’estero, ed è da oltre vent’anni un punto di riferimento per l’aggiornamento e la formazione post universitaria dedicata a operatori e operatrici della nascita La SEAO, oltre ad essere casa editrice di letteratura specialistica e di settore, è uno dei centri internazionali propulsori della cultura della buona nascita, per una assistenza ai processi riproduttivi femminili che sia più vicina ai bisogni delle donne, dei bambini e delle famiglie.
In questa collaudata realtà culturale nasce il progetto SEAO Rise, con cui la SEAO vuole dare un segnale importante di presenza nella società civile, estendendo i propri principi e promuovendo la cultura del femminile oltre i confini dell’assistenza alla donna.
La SEAO ha sempre considerato la salute biologica della donna non scindibile dalla sua salute sociale, dalla tutela dei diritti, dalla conoscenza dei propri specifici strumenti. Con questa precisa visione il tema della nascita è sempre stato affrontato: mettendo la donna al centro e puntando sulle sue risorse. Risorse immense, doni utilizzabili in ogni momento del ciclo di vita della donna. La consapevolezza del sapere biologico del corpo è fondamentale per la salute fisica-psichica-emotiva-sociale delle donne ed è essenziale per un reale e concreto recupero della profonda cultura del femminile. 
C'è stata un'epoca lontanissima, di cui abbiamo perso la memoria, in cui la vita delle comunità era determinata dal tempo del corpo delle donne. Quando ancora la luce della luna regolava i cicli ovulatori, le donne mestruavano insieme, e insieme si ritiravano nelle tende rosse, allontanandosi dalla comunità. Non perché considerate impure, come più tardi è accaduto in molte culture, bensì perché rispettate nel bisogno di riposo, cura, condivisione con le sorelle di sangue. 
In questi tempi remoti il corpo delle donne era considerato sacro perché capace di generare, ma anche perché capace di nutrire i piccoli e di sanguinare ogni mese rinnovandosi e ritrovando nuove forze invece che morire. 
Dalla semplice osservazione del proprio corpo e delle sue capacità, le nostre antenate crescevano affidandosi ad esso e lasciandosi guidare dalle sue competenze. In un tempo in cui non era ancora stata operata l'innaturale e dannosa opera di scissione, le donne vivevano utilizzando l'intero funzionante sistema corpo-spirito-emozioni-rete femminile. Sistema che richiede di essere integro per far sì che le donne restino in salute e possano esprimere pienamente le loro potenzialità.

 

Scuola Elementale di Arte Ostetrica (SEAO)

Non è casuale che il corpo delle donne sia stato il centro della repressione della cultura patriarcale. Su di esso si è accanita e continua ad accanirsi la coercizione fisica, morale, culturale. Perché allontanare le donne dalle risorse del loro corpo significava mutilarle delle loro capacità e limitarle.
La consapevolezza della necessità di riappropriarsi della relazione profonda con il corpo e con i reali strumenti del femminile si sta facendo strada in molte donne, che sono in cammino su questo percorso e che nuovamente abitano questo spazio culturale, sociale e biologico. Lo fanno in modi diversi: riportando in vita loro specifica e antica cultura, riscoprendo la rete della sorellanza, ripensando una nuova dialettica per combattere la cultura dello stupro, reclamando i diritti del lavoro, lottando per i diritti umani lungo il percorso della maternità. 
Si stanno così riappropriando del proprio corpo e delle sue risorse, del suo sapere e del suo valore. 
Si riappropriano della loro spiritualità.
Si riappropriano del loro diritto ad essere ascoltate, tutelate, sostenute.
Cuore di questo movimento è il sostegno ad un cambiamento culturale che riguarda tutti, uomini e donne, in un’ottica umanista volta a riconoscere le diversità di genere per unire la società anziché dividerla.
In questa ottica nasce il progetto Seao Rise, nuovo settore della Scuola Elementale di Arte Ostetrica dedicato a tutte le donne, nato dal desiderio di promuovere la cultura femminile e sostenerla in tutte le sue forme: partendo dalla conoscenza profonda dei passaggi biologici (menarca, sessualità, mestruazioni, maternità, menopausa), del ruolo bio-sociale delle donne, fino al tema dei diritti umani e di genere.
Seao Rise sostiene, promuove e diffonde la cultura del femminile; offre terreno, nutrimento, spazio di incontro e confronto:
cura la rete di solidarietà del femminile e le sue connessioni
sostiene e dà voce ai diritti delle donne
promuove la salute della donna che è inscindibile dalle sue risorse emotive e biologiche
organizza incontri e seminari sui temi centrali nella vita delle donne.
Il neonato progetto SEAO Rise è stato presentato il 12 marzo 2016 all'Open Day della SEAO e in tale occasione sono state illustrate le sue prime azioni:
- il seminario “Happy Yoni. Viaggio nei doni della sessualità, della ciclicità, della libido: alla scoperta del piacere di essere donne” che si terrà sabato 21 maggio 2016 presso la sede della SEAO a Firenze. Sarà condotto da Anna Maria Rossetti, ostetrica esperta di cicli femminili,Francesca Rugi, storica dell'arte e vedrà la partecipazione di Bottega della Luna. La una giornata sarà rivolta a tutte le donne e, partendo dal concetto di yoni -“termine che viene dall'ambiente religioso indiano e dal sanscrito che indica l'organo genitale femminile nella sua interezza, nella sua essenza fisica e spirituale” (Elena Skoko) - verrà affrontato in modo inedito il tema dei doni della sessualità.
- la collaborazione con il nuovo progetto di Bottega della Luna, realtà storicamente impegnata nella diffusione della salute del femminile, che ha creato “Liberadì”, portale di informazione per le donne. 
- il ciclo di incontri “Parole di donne”, che si svolgeranno presso la sede della Scuola a Firenze (aprile/maggio 2016), attività condotta dalla Dott.ssaPatrizia Niddomi, psicologa esperta di comunicazione dei gruppi, e volta a stimolare il confronto su temi comuni e a riattivare la connessione fra le donne quale risorsa.
L'intento di Seao Rise, non si ferma alle attività del presente. Nutrendo la cultura di genere intende operare attivamente sulle modificazioni del tessuto sociale, tracciare un futuro. Creare una dialettica fra donne e una dialettica di madri per le figlie per favorire una sana trasmissione di conoscenze e un sano ribaltamento culturale dei tabù che crea le basi per una società consapevole, dove il sapere del femminile non è più un segreto. Radicare un terreno comunicativo che sia strumento di riferimento per i genitori. 
L'obiettivo è quindi anche a lungo termine, la riappropriazione della cultura del femminile parte dalle donne di oggi e attraverso di loro arriva alle donne di domani, che stanno crescendo e che cresceranno con una percezione nuovamente integra del femminile.
(Informazioni e iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 055/576266)



 

Monica Priore: Diabete, 'la 104 va aggiornata'

“La legge che regola invalidità civile ed handicap, va aggiornata, soprattutto alla luce dei progressi culturali compiuti nel tempo nell'approccio alla malattia..."

inserito da Redazione 

“La legge 104 del '92, che regola invalidità civile ed handicap, va aggiornata, soprattutto alla luce dei progressi culturali compiuti nel tempo nell'approccio alla malattia. Va fatto soprattutto a tutela dei minori, che rischiano di essere discriminati. Percependosi essi stessi 'mancanti' di qualcosa. Un pericolo che si sta correndo col diabete”. 
Il monito arriva dalla nuotatrice brindisina Monica Priore, affetta da Diabete Mellito di tipo1, (videointervista) cosiddetto ‘infantile’, insulino dipendente e nota alla cronaca nazionale per aver vinto oltre 40 medaglie nei circuiti Master e per tre imprese individuali: traversata dello Stretto di Messina (2007), di parte del Golfo di Napoli (2010), dell'Italia in 22 tappe col tour Volando sulle Onde della Vita nel 2015 (lancio). Nonché autrice del libro autobiografico Il mio mare ha l'acqua dolce (Mondadori, 2014). 
Da anni la Priore è impegnata in prima linea per “contrastare l'ignoranza che ruota attorno a una patologia tanto importante” - in Italia ci sono circa 3.800.000 diabetici, il cui 5% è affetto dal tipo I - e per supportare le famiglie e i piccoli che ne sono affetti. “Io sono l'esempio che con determinazione si può convivere con una grave patologia e sentirsi realizzati”. 
Per questo Priore prende posizione sulla 104, argomento oggi caldo tra associazioni che si occupano di diabete. Vi è infatti chi vede nel riconoscimento della 'disabilità' un beneficio - con riferimento alle indennità di accompagnamento di cui godono i genitori, “che certamente vanno aiutati nella gestione non semplice della vita dei figli”, rimarca la nuotatrice - e chi ne fa una questione 'morale', rilevando i danni in termini psicologici del concetto di 'disabilità'. 
“Un bimbo diabetico, oggi, non è lo stesso del 1992 - puntualizza Priore. Ha vulnerabilità, è costretto a privazioni, ma ha comunque potenzialità che vanno valorizzate. Non vive una condizione di svantaggio permanente, come prevede la legge. Questa definizione può comprometterne la crescita, l'auto stima, condiziona la capacità relazionale coi coetanei - osserva -. Io sto dalla parte dei genitori, che devono essere aiutati con tutti gli strumenti messi a disposizione dalla 104, ma sto anche dalla parte dei ragazzini, che già devono accettare la malattia, vivono disagi e non vanno penalizzati oltre con 'parole' che pesano come macigni”. D'altra parte, “io da anni mi batto per dimostrare che abbiamo abilità. Certo, dobbiamo metterci più impegno, convinzione, motivazione, prudenza. Ma anche noi - la chiosa - raggiungiamo risultati. E possiamo essere dei campioni, di sport e di vita”.



 

 

La responsabilità è relazione

Da Aristotele a Jean Tronto, passando per Hannah Arendt, l’etica della cura come pratica sociale. E l’autonomia morale femminista “relazionale”

 

Francesca Brezzi

Maternità surrogata, gravidanze a sessant’anni, step child adoption, aborto clandestino e relative multe (!!!! anche di questo si è parlato). Tanti sono i messaggi dai media, il cui filo comune è la chiamata in causa del corpo della donna; tuttavia mi voglio soffermare su un concetto che sostiene gli altri in questa intricata matassa, la responsabilità. Non unicamente una riflessione su una nozione antica, forse desueta, ma anche mie risonanze emotive per pensare insieme. 
Responsabilità, termine che arricchisce sfere e contesti diversi, con Aristotele, si potrebbe dichiarare “responsabilità si dice in molti modi”: nel Novecento e in questi nostri tempi l’espressione ha assunto una posizione centrale, pur nelle sue infinite metamorfosi, e per la sua presenza nell’ambito giuridico, politico e filosofico-morale. Se nel livello giuridico, responsabilità si collega a imputabilità, in quello politico esprime il rispondere, il rendere conto, collegato strettamente (più interessante ed urgente per noi) con il livello etico, in cui il pensiero delle donne ha espresso incalzanti novità o un pensare diverso. Il punto di partenza è il drammatico: chi sono io? quali le caratteristiche dell’individuo moderno, in un contesto di caduta dell’universalismo? Le filosofe a cui mi richiamo (Arendt, Heller, Weil, ma altre - e altri - si potrebbero ricordare) hanno risposto con il disegno del soggetto storico, contingente e limitato, frutto del caso, la creatura di cui Heller dice che agisce senza stampelle o che è avvolta in una busta senza indirizzo.
Il soggetto-persona (uomo e donna), tuttavia libero, autore di decisioni quindi responsabile, non già a-patico, egocentrico, insulare e disimpegnato ma vincolato e riconoscente: riconoscimento della dipendenza, valorizzazione dell’asimmetria. Agente relazionale, reciprocus, autonomo che opera in una sfera pubblica come zona in cui s’intrecciano, diritti, passioni e interessi sociali. Mi piace ricordare come il pensiero femminile abbandoni la strada delle etiche metafisiche o religiose (Jonas e Lévinas) per incamminarsi sul sentiero della responsabilità quale cura del mondo comune, per dirla con Arendt o cura politica secondo Jean Tronto. Tralasciando sullo sfondo il dibattito nato dal testo di Carol Gilligan, A different Voice, Tronto definisce la cura come pratica sociale, o cura democratica, che comporta la “riduzione delle asimmetrie” nelle relazioni stesse di cura. La cura quindi non confinata solo nel privato dei legami personali, ma quale dimensione morale e politica del rapporto individui-stato, da cui si disegna la ricontestualizzazione della politica in termini pluralistici e democratici. Non solo, ma la responsabilità risponde alle pressioni dell’individualismo esasperato e rompe l’isolamento, consente di ritrovare un sentimento di appartenenza, un impegno con l’altro in quanto segno significativo dell’identità dell’Io. 
Il soggetto morale femminile - lontano da un'etica dei diritti e delle norme, privilegiata dalla riflessione maschile - pronuncia nuove parole e disegna inedite prassi: libertà (di costruirsi come persona, sfuggendo dai ruoli prefissati o funzioni rigide umanamente ingiuste, libertà dell'interscambio dei ruoli). Responsabilità, che sostanzia un’autonomia morale femminista “relazionale”, differente quindi dalla proposta kantiana, ma anche dall’utilitarismo: non si nasce e vive da soli, né si è mai stati tali. 
Disegnare una libertà e responsabilità femminile, comporta una ridefinizione dei problemi legati alla sessualità e alla procreazione, colti come momenti di scelta autonoma - relazionale, contestuale - e non sotto il segno della necessità. 
Etica della responsabilità per le donne impegnate in difficili scelte procreative è l'altra faccia di un'etica fondata solo sulla libertà. Si abbandona, infatti, la grammatica dei diritti (diritto della donna e diritto del feto), poiché non si tratta di diritti di due individui indipendenti, ma di una relazione tra due entità inscindibili che vivono la stessa vita, che a loro volta sono legate da una rete di relazioni con altri esseri (padre, altri figli, progetto di vita, etc.). 
Etica della responsabilità essenziale anche in ambito politico, seguendo ancora Aristotele (chapeau!) secondo il quale - come è noto - l’etica è scienza politica, e a sua volta la politica è luogo della responsabilità.
Responsabilità, paradossi e problematicità, un‘ultima tessitura dei termini: la relazione tra i soggetti è improntata al riconoscimento di ciascuno/a come soggetto nella reciprocità e nella responsabilità.

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Cinema San Cosimato. Film gratis dal 1 giugno

 

Serata con Roberto Benigni il 10 giugno

 

 

Torna il cinema a cielo aperto a San Cosimato. Al via dal 1 giugno al 1 agosto, la terza edizione del 'Festival Trastevere Rione del Cinema', che si svolge da tre anni a piazza San Cosimato e prevede 60 serate di proiezioni ad ingresso gratuito. Presentato il programma, che prevede anche una serata con Roberto Benigni il 10 giugno.

Con il sostegno della Regione Lazio e della Siae, il contributo della Bnl e il patrocinio dell'Autorita' garante per l'infanzia e l'adolescenza,  ad organizzare la kermesse cinematografica sono stati i 'Ragazzi del Cinema America', la cui esperienza ha impedito la demolizione della sala di Trastevere. Il percorso di mobilitazione ha ottenuto la tutela di 'Bene d'interesse culturale' da parte del Ministero dei beni culturali. L'esperienza dei ragazzi, sgomberata dal Cinema America si e'poi costituita in associazione culturale non a scopo di lucro. L'associazione ha inoltre vinto il bando per la gestione della Sala Troisi di via Induno, cinema attualmente chiuso che verra' riattivato nei prossimi mesi.

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 Sesso senza preservativo per contagiarle con l'Hiv: 43 le vittime

Per 10 anni ha nascosto alle sue partner di essere sieropositivo: accusato di epidemia colposa

 sesso scuola 2

"Epidemia colposa". Questa l'accusa di cui dovrà rispondere Valentino T., il trentaduenne sieropositivo già agli arresti dallo scorso mese di novembre con l'accusa di lesioni aggravate per aver continuato a pretendere e ottenere rapporti sessuali non protetti pur essendo consapevole della sua condizione, contagiando decine di donne, è stato raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Gli episodi contestati al giovane dal Gip Francesco Patrone sono ora complessivamente 43, numero che comprende i casi di contagio diretti, quelli indiretti e quelli relativi ad alcune donne che pur avendo avuto rapporti con lui non hanno contratto il virus. Valentino ha avuto tra l'altro anche rapporti sessuali non protetti con una donna incinta, che fortunatamente non ha riportato conseguenze. In un'altra circostanza, invece, a contrarre il virus durante il parto è stato il figlio di una donna straniera che, anni prima, era rimasta contagiata da Valentino T.

Il periodo di tempo preso in considerazione per i reati commessi dall'indagato va dalla primavera del 2006 ai giorni precedenti al suo primo arresto nel novembre scorso.

 

 

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Casa Internazionale delle Donne: per la settimana dal 23 maggio al fine maggio

 

Riceviamo e pubblichiamo

Asssociazione Trastevere Rione XIII

 

 

 

 

CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

Via della Lungara 19 – Roma – Trastevere

 

EVENTI

Lunedì 23 maggio 17:30

 

ROMA CITTA' APERTA

quartieri, culture,

coesione sociale

 

 

Ne  parliamo con Carla Fermariello e Giuseppe Cavallo - Candidati PD all'Assemblea Capitolina.

Introduce: Marco Pacciotti 
Presiede: Riccardo Agostini 
Interviene Sabrina Alfonsi 
Conclude: Livia Turco

 

 

 

 

 

Giovedì 26 maggio 19:00

 

GIULIANA ALIBERTI

un cambio di sguardo

 

"Sono convinta che a Roma, con la prossima legislatura, sia possibile aprire uno spazio straordinario per soluzioni e sperimentazioni nuove."

Incontro con Giuliana Aliberti candidata al Consiglio Comunale lista civica per Stefano Fassina

 


ImageTeatro

 

 

 

Il 26|27|28 MAGGIO per la prima volta alla Casa Internazionale delle Donne, in scena MARIA PAIATO, attrice e regista di TRE RACCONTI, letture sceniche da Tommaso Landolfi, Dolores Prato, Ennio Flaiano. Maria Paiato, attualmente considerata una delle migliori interpreti del teatro italiano, sceglie di rappresentare LE DUE ZITTELLE, SCOTTATURE e UNA E UNA NOTTE, tre grandi opere che meritano una riscoperta di attenzione e di pubblico.

Le TRE SERATE si aprono, il 26 maggio, con LE DUE ZITTELLE di Tommaso Landolfi.

 

Eventi

 

Martedì 24 maggio 17:30

 

studio napolitani

 

MARIA D'BERLOC

una storia piemontese

 

Un racconto sospeso tra poesia e fiaba noir, reso con scrittura visiva: pennellate di colore su un fondo dorato di sole e di memoria.

Con l’autrice interverranno Chiara Valentini e Maria Vittoria Vittori
Letture di Piera Degli Esposti e Lucia Poli

 

 

 

 

Giovedì 26 maggio 11:30

 

La legge 194/78

non si tocca!

 

Laiga in collaborazione con UDI, Birth Action for freedom, Casa Internazionale delle Donne, CGIL,Vita di Donna, e altre invita alla CONFERENZA STAMPA

"Il ministro Lorenzin spieghi cosa  intende per tutela dell’embrione.  La legge 194/78 non si tocca"  

 

Venerdì  27 maggio 17:00

 

studio napolitani

 

GIOCO e REALTA'

 

Cos'è il gioco? Perché si gioca? E cosa c'entra l'analisi col gioco? Si può "giocare con il dolore"? Intorno a queste domande ci siamo mossi, cercando di ritrovare il senso da adulti del movimento più naturale di un bambino: giocare.

Presentazione del numero 40 della Rivista di Psicologia Analitica.

 

 

 

 

 

 

Sabato 28 maggio 11:00

 

Image

 

 

 

 

Anatomia del maschio invisibile

 

La vita di una famiglia felice scorre tranquilla fino alla mattina in cui la facciata di perfezione crolla. 

L'autrice affronta un tema difficile e complesso con una dolce e mai pedante serietà arricchita da equivoci esilaranti.

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Welfarte: apertura straordinaria dei palazzi e delle sedi storiche dell’Istituto

 

Riceviamo e pubblichiamo l’ invito dell’ INPS

Associazione Trastevere Rione XIII

 

https://mail.google.com/mail/u/0/images/cleardot.gif

 

 

Abbiamo il piacere di invitarla a Welfarte, l’appuntamento con l’arte e la storia organizzato dall’Inps il prossimo 21 maggio dalle 9 alle 21 a Roma, Milano, Firenze, Anagni ed Arezzo.  
Con l’apertura al pubblico delle sedi storiche  l’inps condivide con i cittadini la bellezza dell’ingente patrimonio storico, artistico e culturale.
Per prenotare le visite scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Maggiori  informazioni su www.inps.it
Vi aspettiamo!
 
Inps 
Direzione centrale Comunicazione

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Welfarte: apertura straordinaria dei palazzi e delle sedi storiche dell’Istituto

 

Riceviamo e pubblichiamo l’ invito dell’ INPS

Associazione Trastevere Rione XIII

 

https://mail.google.com/mail/u/0/images/cleardot.gif

 

 

Abbiamo il piacere di invitarla a Welfarte, l’appuntamento con l’arte e la storia organizzato dall’Inps il prossimo 21 maggio dalle 9 alle 21 a Roma, Milano, Firenze, Anagni ed Arezzo.  
Con l’apertura al pubblico delle sedi storiche  l’inps condivide con i cittadini la bellezza dell’ingente patrimonio storico, artistico e culturale.
Per prenotare le visite scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Maggiori  informazioni su www.inps.it
Vi aspettiamo!
 
Inps 
Direzione centrale Comunicazione