Vota questo articolo
(0 Voti)

Elezioni 2018, e se un algoritmo contasse più di chi vince?

Di Marco Volpati Mercoledì, 17 gennaio su Affaritaliani

Mancano più di sei settimane al 4 marzo. La campagna è già al massimo, ma la viviamo con fastidio; tutti contro tutti, con le unghie e coi denti, mentre il pubblico osserva senza partecipazione. I talk in tv fanno sbadigliare.

Più di tutto colpisce che l’incertezza italiana non turbi borse e mercati finanziari, che del resto hanno digerito la Brexit, la lunga crisi postelettorale della Germania, i sussulti secessionisti in Catalogna. E anche le minacce nucleari di Kim Jong-un, compresi i falsi allarmi alle Hawaii.

Viene un dubbio – quasi un incubo a occhi aperti - che ormai il destino di popoli e individui non dipenda più da governi e parlamenti. Destra o sinistra, populisti o moderati, nazionalisti o globalisti diventati intercambiabili, senza che avvicendamenti e convulsioni incidano sui “fondamentali”. I poteri veri sono nelle mani di chi possiede, padroneggia, amministra la massa dei dati depositati nel web. Dati non solo anagrafici e di reddito, ma estesi a interessi, gusti, tendenze, abitudini e vizi. Forse non è un luogo comune dire che determinano più Bezos e Zuckerberg che Trump, Putin, Xi Jinping, Macron o Merkel. I leader stanno in scena, ma il potere abita altrove.

Abbiamo avuto un capitalismo industriale che ha vinto la sfida con il comunismo sovietico. Poi è venuto il capitalismo finanziario, e le industrie sono emigrate inseguendo i costi più bassi. Siamo ormai al capitalismo informatico, che possiamo chiamare algoritmico. Chi possiede l’algoritmo ha in mano il futuro.

Il caso 5 Stelle-Casaleggio forse segnala un’intuizione in questo senso. Anche se i Grillini agiscono dentro la politica tradizionale, alla caccia di voti e maggioranze, contro tutti ma anche “come” tutti.

 

Se fosse vero che ormai il potere reale è lontano dalla politica, e la scelta dei leader pesa più o meno quanto i talent tv, gli Oscar o il Festival di Sanremo, dovremmo convincerci che la democrazia liberale, quella che caratterizza l’Occidente, ha bisogno di un tagliando serio per continuare a funzionare. Va bene parlare di “voto utile”, ma bisogna essere certi che votando si possano cambiare davvero le cose.

Vota questo articolo
(0 Voti)

Riceviamo e pubblichiamo l’articolo che segue ringraziando la Redazione di ROBA DA DONNE che ci invia le pubblicazioni .

Aspettavamo da tempo la diffusione di una notizia del genere e “ di  genere ” di un “fenomeno” da noi conosciuto . Le più cattive offese a molte donne sono ricevute da molte altre donne con o senza violenza fisica. Momentaneamente tante donne denunciano (anche a distanza di anni ) violenze e stupri da parte di uomini ma , sappiamo , nel sesso non c’ è differenza di genere.

Associazione Trastevere Rione XIII

"Sono una donna. Sono stata stuprata da un'altra donna". La storia di Rebecca

 

Quando pensiamo alla violenza sessuale, siamo abituate a pensare a un atto compiuto da un uomo verso una donna. Eppure anche le donne violentano altre donne, sebbene l'opinione pubblica, e persino la legge, tenda a pensare il contrario.

 

È difficile e, nonostante sembri essere diventata una triste e insana quotidianità, non ci abitueremo mai a parlare di violenza sulle donne. Perché gli stupri, le vessazioni fisiche e psicologiche, le molestie a sfondo sessuale rientrano in quel genere di cose di cui si deve necessariamente parlare ma che non si possono accettare, mai. E il fatto che le proporzioni di questo tragico fenomeno assumano, giorno dopo giorno, contorni sempre più preoccupanti e notevoli deve rappresentare solo un gigantesco campanello d’allarme per spingere sempre più donne, vittime o no, a parlare, e sempre più uomini all’educazione al rispetto verso l’altro sesso.

Già, in questo sembra stare tutto il nocciolo della questione: un uomo che usa violenza su una donna. Ma che dire delle donne? Insomma, è possibile che sia una donna a violentare un’altra donna? Riportiamo di seguito la scioccante storia di Rebecca Twinley, stuprata da una donna 18 anni fa. La nostra non vuole essere una traduzione professionale, ma una testimonianza dura ma onesta di un aspetto della violenza sessuale poco trattato se non addirittura ignorato, persino dalla stessa legge. La vicenda di Rebecca, apre infatti uno spaccato inquietante e taciuto su una violenza di cui non si parla mai.

Diciotto anni fa, sono stata stuprata violentemente e fisicamente aggredita da una donna che non conoscevo, in un luogo pubblico.
Dopo essere fuggita, sono corsa a casa e mi sono fatta una doccia. Mi sentivo completamente stordita. Ero preoccupata per quello che le persone che conoscevo mi avrebbero detto vedendomi, perché l’aggressione mi aveva lasciato vistosi segni sul volto. Cosa avrei detto loro?
Il giorno dopo ho raccontato tutto alla mia partner dell’epoca. Ha detto che non capiva come una donna avesse potuto stuprare un’altra donna. Tutto stava cadendo a pezzi. Mi sono sentita immediatamente e completamente isolata per la sua reazione.

La gente pensa alle donne solo come esseri in grado di dare cura e nutrimento. Molti faticano veramente ad accettare il fatto che possano essere capaci di crudeltà come gli uomini.

Quando si tratta di donne che violentano le donne, è un atto di violenza e di controllo; non è sesso. Per molti, penso che la mancanza di comprensione di ciò che costituisca il sesso tra le donne (quello che accade quando i partecipanti sono consenzienti) contribuisca anche alla difficoltà di comprendere la violenza donna-donna.
La reazione della mia partner mi ha spinta a non segnalare l’aggressione alla polizia. Se lei non aveva capito, pensavo, perché loro avrebbero dovuto? Ho cercato di trovare informazioni o un servizio di supporto per aiutarmi a rendere conto di quello che era successo, ma non c’era niente. Mi sentivo davvero sola.
Alcuni anni dopo, nel 2010, sono entrata a far parte dell’Università di Plymouth come docente del programma di terapia occupazionale e ho colto l’opportunità di avviare i miei studi di dottorato.

Ho deciso di studiare lo stupro da donna a donna e l’aggressione sessuale. Sapevo che era un vero problema – conoscevo personalmente altre donne che l’avevano provata – ma c’era un’assenza totale di ricerche fondate.
Per raccogliere i dati, ho iniziato con un’indagine web ascoltando l’opinione generale del grande pubblico. I partecipanti al sondaggio dovevano rispondere si o no a questi cinque punti:

– Ho avuto un’esperienza di aggressione sessuale compiuta da una donna.
– Ho sentito parlare di una donna che ha assalito sessualmente un’altra donna, oltre ad averne avuto esperienza.
– Ho sentito parlare di una donna che attacca sessualmente un’altra donna, ma non l’ho mai sperimentata.
– Non ho mai sentito parlare di una donna che attacca sessualmente un’altra donna.
– Non credo che l’aggressione sessuale da donna a donna sia possibile.

Ho ricevuto 159 risposte, nessuna delle quali era in accordo con l’ultima dichiarazione. Chiaramente, questo sondaggio era estremamente limitato, e non rappresentativo della popolazione in generale, ma la sensazione era che la maggior parte delle persone tendessero a pensare che lo stupro donna-donna non fosse possibile.
Come mi ha detto uno degli intervistati, “Se lo domandate alle persone, non c’è molta gente che pensa che le donne siano violente, in modo sessuale”.

Eppure 59 intervistate avevano provato l’esperienza di una donna che le aveva assalite sessualmente. Di queste, 38 avevano anche sentito parlare di una donna che attaccava sessualmente un’altra donna.

Il governo non riporta i dati relativi alla violenza o all’aggressione sessuale tra le donne. Ma in un’intervista per “Woman Hour” alla BBC Radio 4 ho parlato con Yvonne Traynor – CEO di Rape Crisis – che ha dichiarato: “circa il 10% degli autori di stupri sono donne“.
Ho parlato con più di 11 persone vittime di violenza in maniera molto approfondita, facendo interviste faccia a faccia ed entrando in confidenza con loro, generalmente per un periodo di un anno.

Uno dei motivi principali che impedisce loro di perseguire un processo è la definizione legale della violenza.

Prima del 1994, la legge del Regno Unito affermava che la violenza poteva essere commessa solo da un uomo contro una donna. Nel 1994, Stonewall (il principale gruppo britannico di difesa dei diritti LGBT) ha ottenuto di vedere cambiare la legge, ed è stato riconosciuto che gli uomini possano anche stuprare gli uomini.
Questa rimane l’attuale legge sui crimini sessuali del Regno Unito.

Le donne nel Regno Unito sono state condannate per aver aiutato un uomo, o più uomini, a stuprare un’altra persona. Quando loro stesse stuprano, comunque, commettono un reato invisibile in cui le vittime sono effettivamente messe a tacere.

Nel settembre del 2016 una petizione [durata sei mesi, conclusasi con 20,945 firme sulle 100.000 necessarie, n.d.r.] ha chiesto la ri-definizione giuridica della stupro, per includere anche le donne nelle violenze sessuali di solito attribuite agli uomini.

Il governo ha risposto: “Siamo piuttosto d’accordo nel considerare lo stupro come atto che, per essere compiuto, ha bisogno dell’effettiva penetrazione del pene. Non abbiamo quindi nessuna intenzione di modificare la definizione legale della stupro “.

 

Rebecca continua:

Una delle donne con cui ho parlato, Cailey, era stata ripetutamente violentata da una donna anziana per anni, e tutto era iniziato prima che lei avesse 16 anni.
Ha parlato con un suo caro amico che ha lavorato nella forze di polizia e che le ha consigliato di non segnalare lo stupro, dicendole: “Questo è un campo minato. Se fosse un uomo potremmo essere in grado di arrivare da qualche parte, ma la persecuzione in questa circostanza è improbabile perché si tratta di una donna; stai parlando di una casistica che più o meno si aggira intorno all’1%.”

Una partecipante al sondaggio, Lauryn, è stata violentata da una donna e contemporaneamente aggredita dal suo ragazzo. Lauryn è andata alla polizia, ma in seguito ha deciso di non proseguire perché i suoi aggressori la minacciavano.
Lauryn mi disse:

Alla fine sono andata alla polizia e ho detto. ‘Non posso farlo’. C’era un ufficiale di polizia donna che mi disse: ‘Oh, sì, beh, probabilmente è la scelta giusta, vedila come un’esperienza.

Molti dei miei intervistati hanno ritenuto di non essere stati ascoltati, o di essere stati affrontati con l’atteggiamento di chi pensa che l’offesa sessuale da donna a donna non sia grave.
Quando si tenta di parlare nessuno vuole sapere“, mi disse una. Si era aperta a un amico e a un terapeuta. “Hanno taciuto, facendomi sentire come una pazza“.
Quasi tutte le donne che hanno condiviso le loro storie con me lamentano la mancanza di servizi di supporto per coloro che sono state assalite sessualmente dalle donne.

Loro e io speriamo che le cose cambino. Il sistema della giustizia penale deve riconoscere la violenza sessuale e l’aggressione sessuale da donna a donna, e i servizi di supporto devono essere resi più consapevoli della questione.
Quando le ho chiesto perché ha voluto essere coinvolta nella mia ricerca, una donna di nome Simone mi ha detto: “È solo per promuovere la consapevolezza“.
La società e la legge devono riuscire a vedere la realtà delle cose.       

                                                               Questo articolo piace a 1,7 mln di persone

Vota questo articolo
(0 Voti)

Gentiloni ( carissimo ) non ti far convincere a promuovere e approvare la legge Ius soli; usa questi ultimi giorni , anzi ore , per aumentare le tasse e balzelli vari. Avrai la riconoscenza dei nostri giovani  che andranno a lavorare all’ estero con grandi soddisfazioni personali e dei pensionati che si trasferiranno in oasi terrestri dove si vive bene anche con 500 / 600 € al mese. Una stangata inferiore ai 1000 € è irrisoria perché essendo “ consueta “ per questo fine anno abbinato a fine legislatura ne attendevamo una molto più sostanziosa .

 Associazione Trastevere Rione XIII

 

 

Roma, 26 dic. (AdnKronos) - Dalle bollette della luce ai pedaggi autostradali. Passando per assicurazioni, servizi bancari, prodotti per la casa e spese scolastiche. Con il nuovo anno arriva anche la consueta stangata di prezzi e tariffe che toccherà quota +952 euro annui per una famiglia media. "Mentre, secondo le ultime stime Istat, cresce il rischio povertà o esclusione sociale - sottolinea in una nota Elio Lannutti di Adusbef - con la popolazione esposta a rischio pari a 18.136.663 individui, superiore di 5.255.000 unità rispetto al target UE previsto, una disuguaglianza dei redditi maggiore rispetto alla media dei Paesi europei, si profilano ulteriori salassi per le tasche dei cittadini dal 1 gennaio 2018, stimati da Adusbef in 952 euro a famiglia"."Dalle bollette della luce, destinate ad aumentare - come segnalato al Governo e dall’Autorità per l’energia - per 22 milioni di famiglie dal 1 gennaio 2018, in previsione del processo di riforma delle tariffe, che penalizza gli utenti con minori consumi, specie se residenti, quantificati in 22 milioni di abitazioni su 29 totali, quindi con un potenziale impatto redistributivo tutt'altro che irrilevante, al gas, ai pedaggi autostradali, alle assicurazioni, ai servizi bancari, al caro assicurazioni, alla spesa alimentare, ai ticket sanitari, ai trasporti, servizi idrici, alla tassa sui rifiuti"."Il nuovo anno è alle porte, ma a giudicare dai primi segnali sul fronte dei prezzi nulla di buono aspetta i consumatori italiani, che nel 2018 - spiega - subiranno la consueta stangata di prezzi e tariffe che toccherà quota +952 euro annui, per una famiglia media, con il traino verso l'alto di trasporti, alimentazione, Rc Auto, servizi bancari, Tari (invece di essere restituita dato l’errato calcolo), i prodotti per la casa, le spese per la scuola, le tariffe professionali".La previsione di aumenti per il 2018 "è aggravata non solo dalla crescita dei costi energetici, ma anche da alcuni fenomeni speculativi o derivanti da inefficienze di sistema, con aumenti implacabili dei costi delle assicurazioni e dei servizi bancari". "Tali incrementi per molte famiglie risultano insostenibili, per questo - conclude - è urgente una seria azione del Governo per controllare e contrastare ogni aumento ingiustificato, e porre un argine ad aumenti surrettizi di pochi euro, con la certezza dell’impunità data l’assenza di una class action (approvata all’ unanimità dalla Camera dei Deputati il 3 giugno 2014, bloccata al Senato per espresso veto di Confindustria e banche recepita dal ministro Maria Elena Boschi, che taglieggiano e saccheggiano i redditi) formidabile deterrente contro i predatori".

 

Vota questo articolo
(1 Vota)

BITCOIN quanti sogni svaniranno

 

Finalmente chi doveva fermare sul nascere il mercato dei bitcoin oggi è rinsavito. E’ iniziata una indagine per truffa a danno di tanti ignari cittadini che , sollecitati dai media o personalmente , hanno acquistato questa criptovaluta . Almeno dalla notizia data dal telegiornale. Valutiamo che molti anche in Italia abbiano “ abboccato “ alla  folle pubblicità che prometteva enormi guadagni giornalieri a chi investiva ( ? ) anche piccole somme ( da € 50 in su ) con i vari traders, società o persone , che hanno guadagnato ingenti somme, euro e dollari, dando in cambio “ sogni milionari “ . Solo sogni. Proprio ieri abbiamo appreso che le banche statunitensi hanno deciso di tradare in bitcoin : evidentemente la crisi economica mondiale precedente ma ancora attuale , creata da queste banche statunitensi , e che ha messo in ginocchio in particolare il nostro paese e altri , ha insegnato nulla.

Bitcoin è una moneta elettronica creata da un anonimo inventore che sviluppò un'idea da lui stesso presentata su Internet .

A differenza delle valute esistenti e negoziabili i bitcoin non sono regolati da un ente centrale ( Borsa , Consob ); il valore è determinato dalla leva domanda e offerta : esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, ma sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali, come la generazione di nuova moneta e l'attribuzione della proprietà dei bitcoin.

I BITCOIN non hanno valore reale e quindi non sono negoziabili legalmente. Questa criptovaluta esiste ed esisterà nominalmente e finché sarà acquistata con moneta valida ( euro, dollaro, sterlina ).

 

Intesa Sanpaolo, Unicredit, Goldman Sachs, Jp Morgan

24 set 2017 - “Se avessimo personale che fa trading di Bitcoin, lo licenzierei in un secondo”, ha commentato il CEO specificando che la moneta “è contro le regole” della banca.

 

 

INVITO INVIATOCI

 

Giovanni Mancini Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tramite aweber.com 

The St. Regis Mardavall Mallorca Resort 5 stars
Carretera Palma-Andratx 19
Portals Nous Mallorca 07181
SPAIN 

 

Zero debiti, auto nuova, mutuo pagato ed una bella vacanza in famiglia si presentano all’orizzonte 

Se vuoi trovarti in questa situazione, questa è la tua occasione 

Impara i segreti e lavora con successo da casa 

Nessuna presa in giro, truffe, o raggiri 

è una cosa nuova e limitata a sole 21 persone solo oggi <===

Cordiali Saluti 

Unisciti al The Bitcoin Code

I membri di The Bitcoin Code è un gruppo riservato esclusivamente agli iscritti che sfruttano gli incredibili profitti offerti dai Bitcoin e stanno accumulando un’enorme fortuna.

Bitcoin Code Members se ne stanno generalmente in vacanza perché possono fare i loro investimenti in pochi minuti utilizzando il loro portatile ovunque nel mondo.

Ed ecco qualche testimonianza di chi ha creduto in questo software e adesso sta facendo una vita da nababbo...

Laura Anguillara

 

Bitcoin Code recensioni e opinioni

Abbiamo già accennato alle tante recensioni e opinioni che si trovano su internet a proposito di Bitcoin Code. Purtroppo, coloro che hanno provato Bitcoin Code ne sono rimasti delusi. In pratica, tutto il denaro depositato secondo le indicazioni dei creatori di Bitcoin Code è letteralmente sparito nel nulla.

Dalla lettura delle recensioni di Bitcoin Code si capisce facilmente che si perde assolutamente tutto, fino all’ultimi centesimo. E’ ovvio quindi che le opinioni su Bitcoin Code siano pesantemente negative e molte recensioni segnalano anche che è stata fatta una regolare denuncia presso le competenti autorità (Polizia Postale o Magistratura).

Ovviamente fino a questo momento ci siamo limitati alle recensioni reali, di persone vere che hanno provato Bitcoin Code e hanno poi lasciato su Facebook o sui forum la loro opinione. Se andiamo sul sito di Bitcoin Code, invece, possiamo trovare tutta una seria di recensioni davvero entusiastiche come:

“Sono membro di Bitcoin Code da soli 47 giorni ma la mia vita è cambiata completamente! Non solo ho guadagnato i miei primi 100.000 € ma ho anche conosciuto un sacco di persone fantastiche. Grazie Stefano!”

“Mia moglie deve darmi un pizzicotto tutte le mattine quando guardo il conto in banca e dirmi che non sto sognando. Cifre del genere sul MIO conto non ci sono mai state. Il bello è che aumentano in continuazione…un sogno. Adesso so cosa significa non avere un capo e guadagnare decine di migliaia di euro ogni settimana!”

“Ho fatto investimenti in Borsa a livello professionale ma non ho mai visto niente del genere in 10 anni. I miei colleghi mi hanno preso per pazzo quando mi sono licenziato per passare a Bitcoin Code. Adesso, con 384.594 € in più sul conto, mi IMPLORANO di farli partecipare”.

Potremmo continuare con moltissimi altri esempi ma è inutile: si tratta chiaramente di recensioni fasulle, scritte dai creatori di Bitcoin Code per convincere i dubbiosi a investire soldi con loro.

Bitcoin Code: chi è Stefano Savarese

Il metodo Bitcoin Code sarebbe stato elaborato da un genio chiamato Stefano Savarese. Ma chi è? Ecco come si presenta Stefano Savarese sul sito ufficiale di Bitcoin Code:

Ciao – Sono un ex sviluppatore di software per una grande azienda di cui preferisco non fare il nome.
Sono il creatore di un programma per effettuare contrattazioni in Bitcoin che ha generato profitti per 18.484.931,77 € solo negli ultimi 6 mesi.
È un programma che permette di diventare milionari più velocemente di quanto fu possibile con Uber, Facebook e Airbnb.
Se vuoi guadagnare un milione con i Bitcoin, guarda il video in alto e scopri come fare.

La verità è che Stefano Savarese non esiste! Per curiosità abbiamo provato a visitare il sito di Bitcoin Code nelle varie lingue e abbiamo scoperto che il nome del creatore del metodo cambia sempre:

Italiano

Stefano Savarese

Inglese

Steve McKay

Spagnolo

Sergio Marlón

Tedesco

Sven Hegel

Svedese

Stefan Holmquist

Norvegese

Steffen Madsen


Insomma, Stefano Savarese non esiste
. Un’ulteriore prova per stare lontani da Bitcoin Code.

 

 

Vota questo articolo
(0 Voti)

 

El Embajador de España en Italia, El Embajador de España ante la Santa Sede

y el Rector de la Iglesia Nacional Española

de Santiago y Montserrat

tienen el honor de invitarle

 

España canta la Navidad en Roma

Reyes y pastores ante el portal

VIERNES, 15 DE DICIEMBRE DE 2017, A LAS 18.00 HORAS

 

Via di Monserrato 115, Roma

 

ENSEMBLE VOCAL E INSTRUMENTAL DE LA IGLESIA NACIONAL

ESPAÑOLA DE SANTIAGO Y MONTSERRAT

D. Daniel GOBERNA SANROMÁN,

  

 

Sigue turrón y cava

Via di Monserrato 115, Roma

 

 

Piazza S.Pietro in Montorio, 3 • 00153 Roma

Tel +39 (06) 581.28.06

Fax +39 (06) 581.80.49

 

www.accademiaspagna.org

Vota questo articolo
(0 Voti)

Azienda offre 70 posti, ma non trova nessuno

Nel Veneto la disoccupazione è a livello molto contenuto e per uno stipendio lordo di 1.560 E che effettivamente , al netto delle tasse, è ridotto a circa 1.000 E , un ingegnere o  altro tecnico specializzato non è sicuramente disponibile a trasferirsi dal centro /sud , dove persone con tali caratteristiche e titoli sono disponibili. Tra spese per abitazione , alimenti, bollette, ecc… l’eventuale dipendente con tale somma non “arriva a fine mese” (frase fatta e diffusa). Si.ra Liliana , se avesse fatto questa semplice riflessione non si sarebbe stupita. Ha provato a offrire anche una sistemazione abitativa ? Ci piacerebbe che 70 giovani disoccupati ma capaci trovassero un valido lavoro.

Associazione Trastevere Rione XIII

  

 

Yahoo Finanza

Se cercate lavoro, la Antonio Carraro è l’azienda che fa per voi. Le possibilità di essere assunti sono almeno 70, tanti quanti i posti offerti nella ricerca di nuovi dipendenti. Ricerca che, al momento, è infruttuosa: da mesi, infatti, l’ufficio ricerca del personale attende risposte dalle agenzie interinali del territorio. Risposte che non arrivano.

Il territorio è quello di Campodarsego, provincia di Padova, dove la Carraro ha sede. L’azienda è storicamente tra le più affermate nella produzione di trattori compatti per l’agricoltura specializzata: è ben strutturata e sta solidamente sul mercato. Eppure, non riesce a trovare professionalità adatte ai profili da inserire nell’organico.

L’offerta è su posizioni come le seguenti: ingegneri meccanici progettisti, periti meccanici disegnatori, operatori addetti alle lavorazioni meccaniche, alla carpenteria, al controllo qualità del prodotto, periti elettrici e elettromeccanici. E il contratto è quello che sogna la maggior parte di chi cerca lavoro: a tempo indeterminato. Nello specifico, come ha dichiarato al Gazzettino la responsabile Relazioni esterne, Liliana Carraro, «offriamo un contratto base di terzo livello che fa riferimento al contratto nazionale del settore metalmeccanico, con una retribuzione di 1.590 euro lordi mensili».

La Carraro cerca dunque manodopera specializzata per rendere operativi i nuovi robot inseriti in catena di montaggio, a seguito di nuovi e congrui investimenti in innovazione tecnologica. Per risolvere la questione, l’azienda ha deciso di comportarsi come un concessionario d’auto e di organizzare per sabato 16 dicembre una giornata «Porte aperte», per invogliare chi è alla ricerca di lavoro a unirsi ai 380 già impiegati nell’azienda medesima.

«È incredibile che non si riesca a trovare nessuno – ha detto Carraro sempre al Gazzettino -. Siamo una azienda sana, capitalizzata, sicura, con mensa e servizi per i lavoratori. Come è possibile che non ci siano persone interessate a far parte del nostro gruppo? Forse i giovani di oggi vogliono fare tutti il medico o l’avvocato, ma non credo che riusciranno a trovare pane per i loro denti nell’Italia in cui viviamo».

 

 

 

Vota questo articolo
(0 Voti)

La prima si tratta di un'espressione d'autore, storicamente attribuita ad Aldo Moro, che, verosimilmente, trae origine da un discorso pronunciato nell'ambito del congresso di Firenze della Democrazia Cristiana del 1959, inerente alla politica delle alleanze.

Ma in effetti lo statista non ci ha chiarito il concetto geometrico ( un ossimoro ) o non ha avuto il tempo e modo di chiarirlo .

 

Al contrario la formula matematica di cui siamo venuti a conoscenza è :

M= ( E+R+I+T ) x O

studiata , ideata e scritta da Fabrizio Santori , Consigliere della Regione Lazio di FdI , in un libro in stampa e che sarà in vendita in libreria nei prossimi giorni .

Non sappiamo il valore ne il significato degli addendi quindi chi è interessato a valutare il merito dei singoli politici secondo la suddetta formula può acquistare il manuale .

 

Associazione Trastevere Rione XIII                       www. Associazionetrastevere.it

 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Vota questo articolo
(1 Vota)

Derivati di Stato, la perizia: “Il Tesoro non sapeva di clausola favorevole a Morgan Stanley. Per questo non si è tutelato”

Derivati di Stato, la perizia: “Il Tesoro non sapeva di clausola favorevole a Morgan Stanley. Per questo non si è tutelato”

LOBBY

L'Espresso pubblica stralci di uno dei contratti sottoscritti da ministero e banche d'affari e che si sono rivelati un boomerang per le casse dello Stato. L'esperto incaricato dai pm romani di esaminarlo scrive che via XX Settembre non avrebbe dovuto aumentare la propria esposizione e di conseguenza il rischio di dover pagare oltre 3 miliardi all'istituto Usa, come poi è accaduto

Vota questo articolo
(0 Voti)

TEATRO - Il SESSO ESPLICITO   IN SCENA E’ UTILE O SOLO PROVOCATORIO ?   

 

TERNI- Avete mai visto un vero e proprio porno a teatro ?

di Tommaso Chimenti , critico teatrale , su Il Fatto Quotidiano

 Teatro, il sesso esplicito in scena è utile o solo provocatorio?

 

Avete mai assistito a sesso esplicito spinto fatto realmente su un palcoscenico ? E’ appena accaduto all’ appena concluso Terni Festival (undicesima edizione) durante lo spettacolo Schonheitsabend,coproduzione tra diversi enti , austriaci , olandesi , belgi e tedeschi .

Nella prima delle tre parti, la danzatrice Florentina Holzinger si è apposta in vita una cintura con un fallo in lattice applicato e ha penetrato il danzatore Vincent Riebeek con un rapporto anale continuo e prolungato, con evoluzioni e svariate pose e posizioni per far ben vedere, da ogni angolazione, di che cosa stavamo parlando e dove si era infilata quell’appendice, prima esposta e sguainata come spada, poi incuneatasi e sparita, inghiottita nel corpo del performer.

Così uniti i due, lui cavalcando lei e successivamente lei montando lui, hanno danzato uniti per una decina di minuti in un amplesso anale esplicito e osceno. Un gesto artisticamente, teatralmente, inutile nel contesto e nella vicenda messa in scena, ma più che altro una piccola trovata, affatto originale,pseudo scandalistica e provocatoria. Nessuno in platea è rimasto impressionato, scandalizzato o si è sentito punto nel pruriginoso.

Il fulcro semmai sul quale riflettere è se proprio il teatro, terreno principe della finzione, abbia bisogno di queste estremizzazioni di realismo anche travalicando il buon senso e l’opportunità. Certamente chi produce una pièce del genere e, in questo specifico caso, chi la organizza e la promuove in un festival teatrale (e non dell’erotismo né della pornografia) sa perfettamente che una scena del genere farà parlare molto.

E non perché ci sia del bigottismo, del cattocomunismo o ancora del moralismo, né perbenismo borghese né provincialismo. Nessuna censura all’arte, quando l’arte c’è, ovviamente. Il provincialismo semmai è cercare di tentare di accreditarsi come “portatori di rivoluzione”, innovativi, contro le regole, con questi escamotage.

Un gesto tanto dichiarato e palese può essere accettato e contemplato in altri luoghi e spazi, privée, sexy shop, locali hard,youporn, cinema a luci rosse (a Terni ne resiste uno proprio nelle vicinanze del palazzo comunale), non certo su un palcoscenico che si vanta di portare il meglio del teatro contemporaneo. Un festival (diretto dall’attenta Linda Di Pietro in odore, dicono le voci di corridoio e i rumors in zona ternana, di divenire direttrice del Teatro Stabile dell’Umbria) finanziato e supportato con 200.000 euro, dei quali la metà arriva proprio dallo Stabile umbro, 30.000 dalla Fondazione Carit per il progetto “Foresta”, 60.000 euro coperti dall’associazione Indisciplinarte, 6.000 da Pro Helvetia, 4.000 dall’Istituto Francese e altrettanti dall’ente Vlaanderen.

Dietro il sostegno dell’assessorato alla cultura della regione Umbria (Fernanda Cecchini) e di quello del comune di Terni (Giorgio Armillei), entrambi del Partito democratico. Il Pd sa quello che è andato in scena con il loro patrocinio e sovvenzionamento? Dopo l’uomo che si urinava in bocca a “Santarcangelo ’15”, che è rimasto l’emblema della rassegna romagnola fagocitando nel ricordo collettivo qualsiasi altro sforzo artistico, stavolta siamo alla sodomizzazione da parte della donna sull’uomo.

Adesso ci chiediamo se il gesto fosse stato compiuto al contrario, cioè con il lui in questione in posizione dominante e la lei di turno in posa accogliente. L’ipotesi più facile da poter immaginare è unasollevazione popolare dei movimenti femministi, dal Corpo delle donne della Zanardo fino alle invettive accorate della presidente Boldrini sul tema.

Sarebbero scese in campo a tutela dell’immagine della donna, vilipesa e maltrattata, alla mercé dello sguardo lascivo degli uomini in platea, una volta di più usata e utilizzata per fare spettacolo e show. In questo modo invece, con la femmina che sottomette il maschio, questo ribaltamento anatomico e simbolico ha facilmente centrato anche una certa “simpatia” o “empatia”. Se la penetrazione della donna sarebbe stata vissuta e percepita come azione negativa e violenta, questo capovolgimento ha “ridicolizzato” il maschio alfa. Un’azione condannabile non in quanto tale né tanto meno offensiva in sé, quanto elementare per pungolare banalmente, e forse nascondere anche mancanze contenutistiche, argomentazioni deboli, idee povere.

In teatro è molto più forte, incisivo e potente un gesto mimato, raccontato, evocato attraverso la metafora, grazie alle connessioni semantiche. Qui l’assenza di misura, il triviale a ogni costo, il greve malcelato da cultura, l’atteggiamento grezzo fatto passare per arricchimento di una comunità, non ha portato ad alcuna riflessione se non qualche infantile commento becero, qualche risatina politicamente scorretta da foyer radical chic, subito repressa.

 

 

Il sensazionalismo, per chi lo insegue in maniera conscia e consapevole, di solito diventa boomerang. Senza difesa il pubblico: sul foglio di sala non era neanche stato apposta la dicitura “Vietato ai minori di 18 anni” (vm18), e il libretto illustrativo dell’intera rassegna presentava lo spettacolo con “una nuova concezione della bellezza imbevendo la propria poetica di follia, connotazioni estreme e forte erotismo”.L’erotismo non è pornografia. Un Paese civile si vede anche da quello che propone, progetta, presenta. La libertà, quando diviene anarchia, non fa del bene alla collettività che la subisce.

Pagina 1 di 36